GARNIER, JEAN. - Gesuita, patrologo, n. a Parigi l'11 nov. 1612, m. a Bologna il 26 nov. 1681. Dopo un periodo di insegnamento letterario e filosofico a Clermont-Ferrand (Auvergne), dal 1643 al 1653, passò a insegnare per 25 anni teologia nel Collegio Clermont, Parigi (1653-79). Inviato a Roma come procuratore della sua provincia, fu colto dall'amore durante il viaggio.
Il suo nome è legato agli studi patristici, nei quali dimostrò ampia erudizione e acume critico, anche se alcuni giudizi sono stati corretti dalla critica posteriore. Gli si devono: Juliani Eclanumis episcopi libellus fidei missus ad Sedem Apostolicam in causa Pelagianorum (Parigi 1648), pubblicato su un manoscritto scoperto a Verona dal p. J. Simond; Marii Mercatoris opera quaecumque exstant (ivi 1673; cf. PL 48), con utili dissertazioni sul pelagianismo; il nestorianismo; Liberati Archidiaconi Ecclesiae Carthaginiensi breviarium (ivi 1675); Liber diurnus Romanorum Pontificum (ivi 1680; cf. PL 105) con dissertazioni sulla questione di Onorio. Curò pure il complemento dell'edizione di Teodoro, fatta dallo stesso p. G. Simond, con alcune ampie dissertazioni in parte arrischiate (cf. PG 84, 89-864).
Buit: Sommervogel, III, coll. 1228-32; Furter, IV, coll. 490-492; W. Kane, F. G., librarian, in Mid-America, 22 (1940), p. 75 seq., 191 seq.