REZAYEH DEI CALDEI (= URMIA)

REZAYEH dei CALDEI (= Urmia). - La sede vecovile data già del sec. III. La città fu sede di un vescovo cattolico caldeo dal 1560 al 1647.

La sede cattolica di R. fu ristabilita nel 1890. Il vescovo è metropolita dei Caldei della Persia. Cattolici 3373, chiese 26, sacerdoti 12.

Bibl.: Statistica con cenni storici, Città del Vaticano 1932, p. 244; Ann. Pont. 1952, p. 415.

REYKJAVIK - Veduta del quartiere into

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(da Le vie d'Italia e del mondo, 6 [1526], p. 229)
Reykjavik - Veduta del quartiere intorno al porto.

rno al porto.

REZIA (Rhaetia et Vindelicia). - Provincia romana dal 15 a. C. fino alla metà del sec. VI.
I confini della R. cambiarono più volte nella storia; approssimativamente era costituita dagli altopiani bavaresi fra le alpi e il Danubio, fino all'Enno (Inn) ad est e fino oltre il lago di Costanza ad ovest. Inoltre vi appartiene la parte centrale alpina compresa grosso modo fra una linea da Kufstein nella Valle dell'Enno alla Val Pusteria presso Brunico: la vallata dell'Isarco fino a Chiusa di Bressanone, Val Venosta, Val Engadina e la parte orientale della Svizzera. Vi abitarono varie tribù celtiche, la più importante i Vindelici, verso il Danubio, i Breuni intorno al valico del Brennero, che da essi prende il nome, nei Grigioni i Svanetes ed altri. Fra le popolazioni celtiche erano frammiste parti maggiori o minori di popoli più antichi, illirici, forse etruschi, ed altri, con lingua, religione e cultura differenti; ma sui particolari gli studiosi non vanno d'accordo.

Questa vasta regione era per Roma di una straordinaria importanza, dato che attraverso essa correvano le vie di comunicazioni più antiche e frequentate; si pensi ai grandi valichi dello Spluga, della Resia, del Brennero. Da quando poi le frontiere romane erano state portate fino al Reno superiore, il possesso della R. con i suoi valichi era diventata necessità. In dure, ma fortunata campagne (15 a. C.), tutta la regione fu sottomessa all'Impero; le operazioni, che compresero perfino una battaglia navale sul lago di Costanza, furono dirette dai filastri di Augusto, Druso e Tiberio. Sotto il regno di quest'ultimo la R. fu sistemata in provincia, con la sede del procuratore in Augusta, città fondata da Augusto: Augusta Vindelicorum. Le antiche vie alpine furono ricostruite: così la Via Claudia Augusta, che da Ponte di Druso, oggi Bolzano, valica il passo della Resia e il Fernando, per arrivare ad Augusta ed al Danubio; la via più breve, ma più difficile ed impervia, del Brennero, da Ponte di Druso, Brennero, Veldidena (oggi Wilten presso Innsbruck) e la Porta Claudia, oggi Scharnitzer Klause (dove si ammirano ancora le rovine delle fortificazioni romane), fino ad Augusta; o la via dallo Spluga alla valle superiore del Reno, a Coira e oltre.

Questa vasta zona era scarsamente popolata: erano soltanto tre i comuni con diritto di città: Augusta, Campodunum, oggi Kempten im Allgäu, e Brigantium, oggi Bregenz nel Vorarlberg. Marco Aurelio, in vista della crescente pressione germanica verso il Danubio, dislocò una legione nel punto più critico, sul Danubio, a Castra Regina, oggi Ratisbona, Inoltre, i confini della R. furono avanzati in territorio germanico con la costruzione e la fortificazione del limes che attraversò il Giura di Svevia e di Franconia fino al Meno doveva garantire la sicurezza della vallata superiore del Reno. Diocleziano poi, sempre per ragioni militari, divise la R. in due: la Rhaetia prima, la parte più esposta, cioè gli altopiani bavaresi, e la Rhaetia secunda, ossia la parte interna, alpina. Per quest'ultima fu creata la sede di governo a Curia (Coira, Chur). Ma dalla metà