Enciclopedia Cattolica vol. X, 1953 Storia, storici e biografie varie Storici, biografie varie

RIDOLFI, ROBERTO

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Noto anche come: inglese: Robert Ridolfi

RIDOLFI, ROBERTO. - N. a Firenze il 18 nov. 1531, da Pagnozzo e da Maddalena Gondi, m. ivi nel 1612. Trasferitosi a Londra intorno al 1562, fu a capo di una prospera ragione bancaria; ma il suo ingegno, le sue relazioni, le sue notevoli qualità diplomatiche lo volsero presto a cose maggiori.

Aveva il R., per i traffici del banco, comodità di corrispondere con l'estero senza destare sospetti. A lui fecero capo quei nobili inglesi che volevano restituire la patria loro alla fede cattolica, e lo elessero loro intermediario presso il Pontefice; il quale, chiaritosi della capacità sua (Adriani, Istoria dei suoi tempi, XXI, 4), lo dichiarò nunzio segreto: pericoloso incarico in quei tempi travagliosi. Già nel 1569, accusato di complicità nella ribellione dei Conti del nord, per avere loro pagato grosse somme, fu incarcerato e strettamente esaminato; ma poté, con la sua fermezza e con l'aiuto delle amicizie potenti tra i consiglieri della regina Elisabetta, persuadere i giudici della sua innocenza e giustificare i pagamenti fatti come ordinarie operazioni commerciali. Prosciolto dalle accuse, strinse legami ancora più stretti con Cecil e con Walsingham, convinti che egli fosse devotissimo ad Elisabetta. Ciò lo animò a maggiori ardimenti.

A partire dal 1570, infatti, il R. fu l'anima della congiura che porta il suo nome (« the R. plot »), avente per fine la deposizione di Elisabetta e l'assunzione al trono di Maria Stuart, regina di Scozia, la quale avrebbe sposato il Duca di Norfolk. E fu il R. ch'ebbe da Pio V il rischioso incarico di pubblicare in Inghilterra la famosa bolla del 25 febbr. 1570, con la quale il Papa dichiarava deposta Elisabetta e scioglieva i sudditi dai loro obblighi di fedeltà. Ricevutone da Roma ben 80 esemplari fra stampati e manoscritti, ne curò la diffusione in Londra e in vari luoghi del Regno. Riscaldatisi gli animi dei cattolici inglesi per tale pubblicazione, coloro che n'erano a capo sollecitarono la conclusione delle pratiche dal R., che faceva da intermediario fra loro, il Papa, Filippo II e il Duca d'Alba. Il 24 marzo 1571, per commissione ricevuta dal Duca di Norfolk e dalla Regina di Scozia, lasciò l'Inghilterra per perfezionare gli accordi con il Papa e con il Re di Spagna. A Bruxelles, presso il Duca d'Alba, il quale avrebbe dovuto essere il braccio militare della congiura, non trovò che una grande freddezza. Il R., condottosi poi a Roma, ebbe grandi e gioiese accoglienze da Pio V. Ottenuto facilmente dal Papa quanto i suoi mandatori richiedevano, il R. passò con il carico di nuove fervide commissioni papali in Spagna. Ebbe quindi l'ordine di recarsi ancora in Fiandra presso il sempre ostile e temporeggiatore Duca d'Alba; ma quivi lo raggiunse la notizia che i principali cospiratori erano stati arrestati, compreso il Duca di Norfolk. Questi pagò con la vita, il R. con la confisca di tutti i suoi beni, ch'erano cospicui, lo sfortunato ardimento. Ridottosi nuovamente a Roma per dare relazione del suo operato, ebbe da Pio V ampio riconoscimento. Ivi il granduca di Toscana lo usò come suo agente presso la Corte papale, prima di mandarlo, nel 1574, suo ambasciatore straordinario in Spagna e in Portogallo. Tornato finalmente in patria, v'ebbe non poche cariche pubbliche e nel 1600 fu nominato senatore.

Dagli storici inglesi protestanti fu chiamato « l'arcicospiratore »; il Froude lo disse « il più acceso tizone d'Europa »; da altri venne bollato addirittura di tradimento. Ma votare la vita e gli averi al trionfo della propria fede, per il R., cattolico e non inglese per giunta, non sembra fosse tradire, se le parole hanno un senso; e piace notare che egli fu, come si ha per più riscontri, devoto alla memoria di fra' Girolamo Savonarola. Fu pure accusato di avere il genio dell'intrigo e di essersi governato con doppiezza, ma « substantially honest » lo disse il Pollen; né devono dimenticarsi le difficoltà e i continui mortali pericoli fra cui egli dovette muoversi.

Bibliografia2 opere
BIBL.: Pastor, vol. VIII [ivi erroneamente è chiamato Ridolfo anziché Roberto], v. indice: C. Roth, R. R. e la sua congiura, in Rto. stor. degli Archivi toscani, 2 (1939), pp. 118-32; J. E. Neale, Queen Elisabeth, Londra 1934.

Roberto Ridolfi

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Di Roberto Ridolfi

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), coll. 892–893.

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Ridolfi, Roberto. “Ridolfi, roberto.” In Enciclopedia Cattolica, vol. X, coll. 892–893. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/ridolfi-roberto.

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Ridolfi, Roberto. “Ridolfi, roberto.” Enciclopedia Cattolica, vol. X, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 892–893. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/ridolfi-roberto.

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