RIDOLFI, NICCOLÒ

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RIDOLFI, Niccolò. - Al secolo Lucantonio, maestro generale dei Frati Predicatori, diplomatico e scrittore ascetico, n. a Firenze nel 1578, m. a Roma il 25 maggio 1650. Ricevette l'abito domenicano (1592) in S. Maria sopra Minerva dalle mani di s. Filippo Neri, suo direttore. Fu successivamente maestro degli studenti (1609), baccelliere nel Collegio di S. Tommaso (1611), maestro in teologia (1614), docente di filosofia alla Sapienza, provinciale romano (1619-21), maestro dei SS. Palazzi Apostolici (1622), infine maestro generale del suo Ordine.

Combaté la vita privata (1629), promosse la riforma religiosa e istituì a Parigi un noviziato nazionale di formazione (1631). Per il suo spagnolismo, per aver favorito il matrimonio della principessa Olimpia Aldobrandini con Paolo Borghese e per aver partecipato per il card. R. Ubaldini, avverso ai Barberini, cadde in disgrazia di Urbano VIII che, sotto generiche accuse, lo sospese dall'ufficio (breve Alias a nobis), lo relegò in S. Pietro in Vincoli (1542) e lo sottopose ad un processo interminabile. Lo difeseo Anna d'Austria, il Mazzarino, il duca d'Orleans, Filippo IV di Spagna. Rabbinato da Innocenzo X, morì alcuni giorni prima che potesse avvenire la probabile rielezione a Generale. Scrisse molte lettere encicliche al suo Ordine, di cui notevole quella che inizia Videte vocationem vestram (19 gennaio 1631), data alle stampe; Breve modo di far l'orazione mentale, Roma 1642.

BIBL.: Quell'Arch. II, Parigi 1721, pp. 457-58; A. Mortier, Hist. des maîtres gén. de l'Ordre des Frères Prêcheurs, ivi 1903-20, pp. 283-442.