RIPATRANSONE, DIOCESI di. - In provincia di Ascoli Piceno da cui dista 48 km., a 9 km. dal mare, a 508 m. di altitudine, sopra colline dirupate, tra i torrenti Menocchia e Tesino. Su una superficie di 227,25 kmq., conta 9034 ab. residenti, 8897 presenti (censimento 1951).
Quasi inespugnabile per la sua posizione e le fortissime mura antiche, fu detta «propugnaculum Piceni».
Il primo nucleo di popolazione risale al sec. x a. C. come fanno credere ritrovamenti litici e un vasto sepolcreto cupresse. Secondo storici locali, R. trae origine da Cupra Montana, oggi piccolo paese in provincia di Ancona; secondo altri, da Cupra Marittima, l'antica città, centro religioso dei Cuprensi, posta sul mare a ca. 2 mila di nord dell'attuale paese omonimo. I romani, verso la fine del sec. xi a. C., stabilirono una colonia militare in Cupra, i cui abitanti, nel periodo delle invasioni barbariche (sec. v-vi), si rifugiarono sul colle di R. che pare avesse il nome di Mons Cuprae. Durante tre secoli (x-xii) R. fu feudo della famiglia Dransone e Trasone, donde il nome odierno, derivato da Ripa Transonum, come è indi-
cato nelle Costituzioni della Marca del card. d’Albornoz (1357), in cui R. è elencata tra le civitates mediocres. Altri derivano il nome da trans Asonem, al di là del fiume Asso, rispetto ad altre località disposte a settentrione di R. Alla fine del sec. XII, R. appare costituita dalla riunione di quattro castelli; Monte Antico, Capo di Monte, Agello, Roffano. Nel 1212 si costituì un comune; subì quindi varie vicende: assedi, saccheggi, incendi da parte di Fermo, del Malatesta, di F. Sforza, degli Spagnoli, dai quali si liberò nel 1521.
Pio V, con bolla Illius fulciti praesidio del 10 ag. 1571, dichiarò R. città e diocesi, con territorio dismembrato da Fermo, Teramo, Ascoli P. e dai possedimenti delle abbazie di Farfa e di Campofilone. Sisto V, con bolla Universis orbis Ecclesiis del 24 maggio 1589, elevando Fermo ad arcidiocesi, stabiliva R. suffraganea di questa. Pio R. ridusse a 4 le 14 parrocchie, troppo numerose rispetto agli abitanti, una per ogni quartiere: S. Benigno (seiscente prima del 1000, dichiarata cattedrale), S. Angelo, S. Niccolò, S. Gregorio Magno, in seguito la parrocchia di S. Gregorio fu demolita, per fabbricare nell’area una nuova cattedrale (essendo la prima insufficiente), tra gli 1597-1623, condotta a termine alla fine del sec. XVIII, eseguendosi ultimi lavori nel 1842. Presentemente R. ha 22 parrocchie: 7 nella città, 15 nella diocesi, distribuite nei comuni di Cossignano, Cupra Marittima, Grottanmare, S. Benedetto del Tronto, Acquaviva Picena, Monteprandone, Colonnella (quest’ultima in provincia di Teramo). Oltre il Capitolo cattedrale e numeroso clero secolare, nella diocesi di R. risiedono gli Agostiniani, i Minori Osservanti, i Conventuali, i Cappuccini, i Passionisti, i Sacramentini e varie comunità femminili, che dirigono istituti di educazione e istruzione e orfanotrof. Il Seminario locale (minore) provvede agli studi inferiori; per i corsi superiori gli alunni sono inviati al Seminario regionale di Fano. Attualmente la diocesi di R. è unita ad personam con quella di Montalto.
Tra le varie istituzioni sono da ricordare il Monte di Pietà che risale al 1471, l’ospedale del 1505 e la Scuola di lavoro manuale educativa, la prima in Italia, fondata (1889) da Emidio Consorti di R.
Personaggi. — In R. e nella diocesi sono nati molti personaggi insigni per dottrina e santità: s. Giacomo della Marca e la b. Rita in Monteprandone, il b. Sante dei Minori Osservanti in R., il b. Alberto in Cossignano, la V. Lavinia Semardi-Giammarini in Grottanmare; Apollonio Petrocchi (sec. XV), celebre intagliatore in legno; A. Condivi, discepolo e primo biografo di Michelangelo.
Monumenti. — R. presenta ancora in parte l’aspetto medievale, benché delle antiche chiese romaniche poco rimanga delle forme primitive. Notevoli: l’abside (sec. IX) di S. Niccolò; il portale romanico di S. Maria d’Agello; quello romanico-gotico di S. Angelo, che conserva ancora l’antica cripta primitiva. Nella Cattedrale, splendidi esempi, pluri di scultura in legno (pulito, trono episcopale, banco per i magistrati) di Desiderio Bonfini da Patrignone (sec. XVII); un S. Carlo del Guercino, S. Gregorio, statua pregevole di Fedele Bianchini da Macerata, uno dei migliori seguaci del Canova; nella cappella della S.ma Vergine, immagine veneratissima della Madonna di Loreto. In S. Caterina o S. Agostino (elementi gotici nel fianco), 15 tavolette con i Misteri del Rosario di A. Condivi. Elenanti gli interni settecenteschi delle chiese di S. Chiara e di S. Filippo. Importante il Palazzo del Podestà ora del Comune, del 1304. Nel Museo e Pinacoteca sono importanti opere pittoriche, oggetti di scavo e di curiosità, medaglie, monete, maioliche, ecc.
PP. 7-10; L. Serra, in Rass. marchig., 4 (1925-26), p. 191; M. Morgana, La Biblioteca di R., in Accademie e biblioteche, 4 (1930-1931), pp. 167-70. Carlo Carletti