RISVEGLIO (PROTESTANTICO [INGLESE: REVIVAL])

RISVEGLIO (protestantico [inglese: revival]). Questo nome designa nel protestantesimo movimento religiosi collettivi seguiti spesso da straordinari fenomeni psichici che determinano numerose conversioni. Provocò sul principio conversioni in massa, sotto l'azione del metodismo e, più tardi, per imitazione o anche per influsso diretto del metodismo stesso, anche presso altre denominazioni protestanti (luterani, calvinisti, battisti, ecc.).

I. MANIFESTAZIONI

La prima manifestazione del 10 gen. 1739 è narrata da John Wesley: «I Signori Hall, Kinchin, Whitefield, Hutchins e mio fratello Carlo partecipavano alla nostra "festa d'amore" a Fetter-Lane con ca. altri settanta dei nostri. Verso le tre del mattino, mentre noi perseveravamo in una intensa preghiera, la forza di Dio discese potentemente su noi, tanto che molti si misero a gridare, non riuscendo più a contenere la loro gioia, mentre altri andavano con la faccia per terra. Quando ci riprendemmo alquanto dallo spavento e dallo stupore che si erano impadroniti di noi in presenza della sua Maestà, cominciammo a cantare con una voce sola: noi vi lodiamo, o Dio, e riconosciamo che voi siete il Signore» (Journal, cit. in bibl., II, pp. 121-25).

Le parole del testo «festa d'amore» indicano l'origine del r. metodista. Wesley aveva tratto l'idea di feste di tal genere presso i fratelli moravi; intuendo subito il pericolo di tali manifestazioni non voleva che i suoi fossero ritenuti degli «entusiasti» o «illuminati» che la Chiesa anglicana trattava con severità; inoltre si correva il rischio di sentirsi interdetta la predicazione e tale preoccupazione traspare nel suo Journal (II, p. 130).

I metodisti hanno sempre attribuito una grande importanza al r. come «testimonianza» di vera «rigenerazione». Quando il metodismo si propagò nell'America del nord, anche i battisti ne adottarono i procedimenti e ottennero gli stessi risultati. Il r. vi assunse una nuova forma, quella del camp-meeting. Gli adepti si riunivano in un campo per ascoltare sermoni; il soffio dello spirito si manifestava mediante le sacre danze: «Molti visitatori, dice un testimonio, cadono malati e muoiono nel campo stesso. In mezzo alle angosce della lotta contro il peccato e la paura della morte, tutte le passioni sembrano scatenarsi» (v. Dixon, L'Amérique nouvelle, parte 2a, cap. 14). Il r. raggiunse in questi campi o nelle chiese la violenza di una vera tempesta spirituale. Talvolta essa si sviluppava fra tutta la popolazione di un distretto ed avvenivano numerosi casi di follia e di suicidio (cf. C. Jannet, Les Etats-Unis contemporains, Parigi 1876, pp. 354-58).

I metodisti però avevano avuto predecessori nei loro r. i «profeti» camisardi delle Cevenne con manifestazioni analoghe e i fratelli moravi che ne avevano dato l'esempio allo stesso Wesley. Anche presso i quacchetti si erano avuti simili procedimenti; i battisti li imitarono, soprattutto in America. Nel luteranesimo pietismo (v.); si citano pure i casi di «r.» nella Chiesa riformata (calvinista), sia in Svizzera sia in Francia, per quanto con manifestazioni assai più modeste che negli Stati Uniti, dove i camp-meetings hanno rappresentato il parossismo del tipo «revival».

A Ginevra, dove la confessione calvinista era caduta, all'inizio del sec. XIX, in una specie di arianesimo stinto, si ebbe un r. sotto l'influsso di Robert Haldane (1764-1842) il quale nel 1816, a Ginevra, esercitò un profondo influsso sopra un certo numero di giovani calvinisti, che provocarono, non senza molti contrasti fra loro, diversi movimenti di «r.» prima in Svizzera poi in Francia. Tra questi giovani si ricordano: E. Empyatz (1790-1833), nel quale si nota talvolta l'influsso, anteriore a quello di Haldane, della famosa Signora de Krudener confidente dello zar Alessandro I; Enrico Pyt (1796-1835), fondatore di una chiesa calvinista dissidente; Francesco Samuele Gaussen (1790-1863); Francesco Augusto Gonther (1773-1834), che dai protestanti era paragonato volentieri a Fénelon; Cesare Malan (1787-1864), discepolo prediletto di Roberto Haldane, di tendenze individualiste; Enrico Merle d'Aubigné (1794-1872), amico di Gaussen, scrittore fecondo e passionale, storico popolare della «r. forma», ma poco oggettivo. In Francia si possono fare i nomi, nello stesso periodo, di Bost, Naff, Cook, Roussel e soprattutto quello di Monod (1802-56), rinomato pastore a Napoli (dove sperimentò personalmente il r.), poi a Lione, dove fu scomunicato dal Conciestro e fondò una chiesa evangelica (1833). Fu poi professore nella Facoltà

protestante di Montauban, e infine capo dei calvinisti ortodossi di Parigi contro la minoranza liberale.

II. SIGNIFICATO TEOLOGICO

Soprattutto presso il metodismo si cercò di dare una vera importanza teologica al fenomeno del r. Sembra, tuttavia, che qualche cosa della dottrina metodista si ritrovi, sotto forme attenuate, presso altre denominazioni protestanti. I frequentatori delle «convenzionale di pietà» si ritenevano cristiani diversi dagli altri. Risulta dal diario di Wesley che egli introdusse presso i metodisti la distinzione tra i battezzati e i generati. Per Wesley, il grande avvenimento della vita cristiana è il r. Egli lo chiama con terminologia giovanessa (Io. 3, 8): «la nuova natività» (New birth). In tutte le altre chiese cristiane, «la nuova natività» era attribuita al Battesimo; l'originalità di Wesley fu di aver introdotto un altro elemento oltre la giustificazione conferita nel Battesimo (Works, V, p. 212). Ordinariamente, del resto, quando il Battesimo è conferito nella infanzia, il r. non si verifica che nell'età adulta o tutt'al più, nell'adolescenza. Esso conferisce all'anima «rigenerata» un nuovo senso, il senso del divino; dona la facoltà di sentire Dio. Prima che avvenga questo grande cambiamento, per quanto l'uomo esista per opera di Dio, non per questo sperimenta Dio; egli non sente la sua presenza, non ha la intima coscienza della sua presenza, non sperimenta questo divino soffio di vita (cf. Works, V, p. 223 sgg.).

Wesley considerava i fenomeni del r. come una prova certa, una «testimonianza» della rigenerazione. Qui appunto la mistica metodista si distingue profondamente da quella cattolica perché Wesley dà un'enorme importanza a queste manifestazioni «fisiche» e quando avvenivano, si affrettava ad invitare tutti i suoi uditori perché pregassero per coloro che erano «toccati dalla Grazia». Chiedendosi: «Può questo cambiamento improvviso, istantaneo distinguersi facilmente da una illusione o da un'immaginazione?», rispondeva: «Sicuro, con la stessa facilità con cui la luce si distingue dalle tenebre; tale cambiamento apporta con sé una pace che sorpassa ogni intelligenza; una indicibile gioia, piena di gloria, l'amore di Dio e di tutta l'umanità riempite il cuore» (Works, V, p. 68).

BIBL.: fonti principali: The Journal of the Rev. John Wesley, edited by Nehemiah Curnock, 8 voll., Londra 1909-16; Wesley standard sermons, edit. a cura di E. H. Sugden, 2 voll., ivi 1921; Hipp. Blanc, Le Merveilleux dans le Jansenisme, le Méthode, le Baptisme américain, Parigi 1865; M. Piette, La Réaction