RITA DA CASCIA, SANTA

RITA DA CASCIA, santa - Cassa funebre di s. R. da C. con la figura della Santa dipinta sul coperchio; la Maddalena e s. R. ai lati del Cristo morto sul lato anteriore (1457).
RITA DA CASCIA, santa - Cassa funebre di s. R. da C. con la figura della Santa dipinta sul coperchio; la Maddalena e s. R. ai lati del Cristo morto sul lato anteriore (1457).

Article illustration
32. - ENCICLOPEDIA CATTOLICA. - X.
RITA DA CASCIA, santa - Panorama di Cascia con il nuovo Santuario.

de John Wesley, Bruxelles 1927; G. Gangele, Recital, Roma 1929; G. Swarts, Salut par la foi et conversion brusque, Parigi 1931; A. E. Payne, The evangelical revival and the beginnings of the modern missionary movement, in Congreg. Quart., 21 (1943). pp. 223-36; C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, trad. it., 2a ed., Brescia 1944, pp. 656-77, 698-99, 713, 720-21. Leone Cristiani

RITA da CASCIA, santa. - Mistica agostiniana del sec. XV, n. a Roccaporena, villaggio sui monti di Cascia nell'Umbria, verso il 1380, m. a Cascia il 22 maggio 1457. Dai genitori Antonio e Amata Mancini ereditò un genuino senso religioso, che la porterà sino all'eroismo.

Suo desiderio, da giovane, era di consacrarsi per-gine al Signore. Ma costretta dall'ubbidienza, si piegò al giogo coniugale. Spostasi a un certo Ferdinando, giovane collerico e aspro, sopportò con santa rassegnazione l'indole del marito, troppo amante delle contese e delle risse. Nacquero due bimbi: Giacomo Antonio e Paolo Maria. Dopo alcuni anni di matrimonio, il marito Ferdinando venne assassinato, ma R. seppe perdonare agli omicidi e cercò di infondere nell'animo dei figli la pietà cristiana. Però quando vide in essi spuntare il germe della vendetta per l'eccidio paterno, preferì che Dio se li ritogliesse, pur di non vedere quelle mani innocenti macchiate di sangue. I figli morirono. Le si riaffacciò allora la brama di consacrarsi a Dio nella vita religiosa. Entrata nel monastero agostiniano in Cascia, si rese modello di perfezione religiosa. Fu degnata anche di un dono particolare (chiese a Gesù una spina della sua corona; e la spina le si conficcò nella fronte, producendo dolori acutissimi). Nel 1450, ansiosa di recarsi a Roma per il Giubileo, la piaga le si rimarginò, per riaprirsi appena tornata a Cascia. Fu canonizzata da Leone XIII il 24 maggio 1900. Festa il 22 maggio.

BIBL.: tra le vite della Santa: L. Tardy, Foligno 1805, 4a ed. Roma 1900; è tra i migliori studi; di questa vita si servirono quasi tutti i biografi posteriori. Tra le più recenti si citano: D. A. Perini, Roma 1901 e Coversano 1929; A. Donati, Cascia 1910; L. Sarno, Napoli 1915; A. Ruelli, Siena 1916; 3a ed. Roma 1943; P. Marabottini, 2a ed. Roma 1928; C. A. De Romanis, 3a ed., Roma 1935; S. Bellandi, Firenze 1925, 12a ed., sino al 1940; L. Vannutelli, Richiamo alla storia: vita di s. R. da C., Perugia 1925; L. Salerno, Lecce 1928; C. Pace, Milano 1928; T. Nediani, Faenza 1930 (letterariamente, la migliore biografia di s. R.); V. AGNI, Milano 1933; D. C. Bordoni, Foligno 1934; A. Queirolo, Milano 1935; O. Apuzzo, Torino 1936; S. Cassarà, Il più alto tipo di donna italiana: s. R. da C., Palermo 1940;

S. Pesce-Gorini, Roma 1941; A. Gualandi, Bari 1950. Per una bibl. abbastanza copiosa sulla Santa, v.: P. Cherubelli, R. da C. nei secoli, Firenze 1941; dello stesso autore: R. da C.: la santa del dolore, Firenze 1942. Per la critica del Vannutelli e del Cherubelli, V. Morini, in Dalle Apri alle Rose, 25 (1947), pp. 37-48.