ROGAZIONI (LITANIAE MAIORES ET MINORES)

ROGAZIONI (Litaniae maiores et minores). - Processioni indette dalla Chiesa per implorare l'aiuto celeste; sono ordinarie quelle che occorrono ogni anno, e straordinarie se indette in tempi di calamità (p. cs., quelle ordinate da s. Gregorio nel 590 e 603). Le ordinarie si distinguono in maggiori e minori; le prime sono di origine romana, le altre romano-gallicana. Si facevano a primavera e si trovavano già in uso presso i pagani. Sono ispirate allo stesso bisogno e allo stesso sentimento con riti simili per lustrare e benedire i campi coltivati.

1. Le R. del 25 apr. sono chiamate «maggiori» già in una formula d'invito del 598 (Lib. Pont., II, 36) non in confronto a quelle gallicane dette minori, ma in contrapposizione alle altre romane meno solenni o importanti o antiche. Sostituirono le processioni pagane per implorare aiuto per una buona riuscita delle semine, specialmente contro il pericolo della ruggine dei cereali. A Roma erano in uso due processioni, quella dei «Robi-galia» ([v.], urbani) e quelle degli «Ambarvalia» ([v.], rurali).

G. Beleth, nel Rationale divinorum officiorum, cap. 123, dice che papa Liberio (352-366) ha sostituito i «Robigalia» pagani con le r. cristiane nello stesso giorno. La processione delle r. cristiane detta «litania quae maior ab omnibus appellatur» (Gregorio) aveva lo stesso itinerario: secondo il Gregoriano cominciava dalla chiesa di S. Lorenzo in Lucina, si faceva la prima stazione a S. Valentino nei pressi di Ponte Milvio, da dove si piegava a sinistra per il Vaticano, si faceva una terza stazione ad una croce oggi indeterminabile per finire con la Messa nella basilica di S. Pietro.

2. Le R. minori hanno origine nelle Gallie e se ne fa autore s. Mamerto vescovo di Vienne (m. ca. il 470), ma in realtà esse sono la continuazione degli antichi «Ambarvalia», che ricevettero nuovo impulso da Mamerto, quando la sua diocesi soffrì grandi calamità (incendio, terremoto, guerra, cattivo raccolto), come dice s. Sidonio Apollinare (Epist., V, 14 c VIII, 11).

La prima diocesi che seguì l'esempio di s. Mamerto fu Clermont, sotto lo stesso s. Sidonio Apollinare, poi Arles al tempo di s. Cesario; frattanto il Concilio di Orléans (511, can. 27) prescrive la processione, detta «Rogationes», pur tutta la Gallia, nei tre giorni prima della Ascensione con digiuno e cessazione dai lavori servili. Dalla Francia le r. passarono nella Spagna, dove invece che prima dell'Ascensione si facevano nella settimana dopo Pentecoste, corrispondenti così meglio all'antica disciplina di non digiunare nella Quinquagesima dopo Pasqua (Concilio di Gerona del 517, can. 2); similmente si facevano r. nei primi giorni di nov. (ibid., can. 3; Concilio di Toledo, 632) e all'equinozio dell'autunno. In Inghilterra le r. furono introdotte dal Concilio di Cloveshoe del 747 (can. 16). Milano e una Chiesa non identificata dell'alta Italia, del sec. VII-VIII, le celebravano nelle tre ferie che seguono la domenica dopo l'Ascensione. In Germania s'introdussero dopo il Concilio di Magonza dell'813. Nello stesso tempo, sotto Leone III (795-816), la liturgia romana adottò le r. franche, ma non come un'istituzione da rinnovarsi annualmente; finalmente gli Ordines Romani tardi XIII, 25 e XIV, 49, 52 le contengono, in grazia di un compromesso: il digiuno fu abolito e fu solo conservata la processione triduna con la Messa delle litanie maggiori.

Oggi le litanie maggiori come quelle minori hanno la stessa liturgia, eccettuate le chiese stazionali: durante la processione, dal sec. IX si cantano le litanie dei santi; in origine si recitavano salmi (n'è forse un indice il salmo 69) con collette intercalate e si aggiungevano formole di genere litanico (Kyrie eleison; te rogamus, aud nos); in fine la Messa stazionale. Durante il percorso, in un'altra chiesa o cappella, si faceva una breve sosta, per cantare una antifona in onore del santo titolare, col versetto o la colletta relativa; uso accennato già nei Sacramentari gotico e gallicano antico (a Milano, ad es., si visitavano nel primo giorno 13 chiese, 11 nel secondo, 12 nel terzo). A Genova e a Milano, anche oggi, come anticamente a Vercelli, a Rouen in Francia si aggiunge una specie di «Ordo Missae Catecumenorum» composto di Introito, Collette, Epistola, Graduale e Vangelo.

Del carattere penitenziale delle r. gallicane è rimasto solo il colore violaceo del piva (nella processione) e della pianeta (nella Messa). Le r. gallicane duravano quasi un intero giorno e avevano carattere di severa penitenza (i partecipanti andavano a piedi nudi, vestiti di cilicio e cosparso il capo di cenere). A Milano fino a pochi anni fa erano giorni di astinenza e di digiuno; anche oggi, nel primo giorno, si apre la funzione con la benedizione e l'imposizione delle ceneri come nel medioevo anche in Francia (Tours) e in Germania (Salisburgo e Münster); la Messa si dice con paramenti neri. Nell'antico Lesio-nario di Luxeuil si prescrivevano lunghe lezioni, come ad es., nel primo giorno a Terza gli ultimi 10 capp. di s. Matteo, a Sesta la 1a lettera di s. Pietro, a Nona tutto il libro di Tobia. Le r. avevano nel medioevo ed hanno conservato finora uno dei primi posti fra le devozioni popolari.

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l libro di Tobia. Le r. avevano nel medioevo ed hanno conservato finora uno dei primi posti fra le devozioni popolari.

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