ROLDÁN, GIOVANNI TADDO DI SANT'ELISEO. - Carmelitano scalzo, missionario e vescovo, n. a Calahorra (Spagna) il 17 ag. 1574. Professó nel Carmelo riformato a Valladolid nel 1597, e nel 1600 passò a Roma. Nel 1604, con altri confratelli fu da Clemente VIII inviato come legato al nuovo re di Persia, šāh Abbas I.
Giunto ad Iṣfahān nel 1607, ivi lavorò per 20 anni continui, come missionario, priore, superiore di tutte le missioni carmelitane della Persia e dell'India. Perfetto conoscitore delle lingue persiana, armena ed araba, fu stimato dai dotti e grandi di Persia e dagli šāh 'Abbās I e 'Abbās II, e poté operare molte conversioni tra i Caldei e gli Armeni. Nel 1610, inviato ambasciatore dal re di Persia al re di Polonia e al Papa, ad Astrakān (Russia) fu incarcerato, e tornò ad Iṣfahān senza concludere l'ambasciata. Nel 1629 venne a Roma per trattare l'unione degli Armeni di Persia con la Chiesa romana e nel 1632 la Congreg. di Propaganda lo nominava primo vescovo della nuova sede di Iṣfahān. Fu il primo carmelitano scalzo assunto all'episcopato. Nel ritornare in Persia, attraverso la Spagna, m. a Lérida, il 5 sett. 1633. Oltre a parecchie relazioni sulle missioni a lui affidate, compose un Kalendarium scientificum Persicum latino-persiano (ms. Arch. gen. O.C.D., Roma), una versione persiana dei Salmi (ms. 3776, Bodleian, Oxford) ed altre operette o versioni in persiano.
resa, Hierarchia Carmelitana, I, Roma 1932, pp. 9-15; id., Bio-biblior. Miss. O. C. D., ivi 1941, nn. 56, 98, 115, 154-58, 163; id., Nomenclator mission. O. C. D., ivi 1944, pp. 220-31; anon., A chronicle of Carmelites in Persia, II, Londra 1930, pp. 92-34. Valentino di Maria
ROLEWINCK, WERNER. - Teologo, storico e riformatore ascetico, n. presso Münster nel 1425, m. a Colonia il 26 ag. 1502. Divenne nel 1447 certosino a Colonia. Sono noti di lui oltre 50 scritti; vari si trovano stampati in incunaboli.
Il suo scritto più largamente diffuso fu il Fasciculus temporum (1470), breve cronistoria mondiale, che ebbe ca. 50 edizioni (più di 100.000 esemplari) fino al 1525, oltre traduzioni in tedesco, francese, fiammingo, ecc. Il vol. De laude veteris Saxoniae nunc Westphaliae dictæ (1474) era ancora ripubblicato a Colonia nel 1865. Scrisse commenti biblici (inediti), oltre trattati sulla questione sociale del suo tempo: De regimine rusticorum (1472); De origine nobilitatis; Tractatus de contractibus (sui prestiti ad interesse). Molto popolari furono un trattato devoto sulla Messa (Libellus de venerabili Sacramento et valore Missorum) e il Paradisus conscientiae. Pubblicò parecchie opere ascetico-mistiche per la riforma del clero regolare e secolare: De forma visitationum monasticarum; Formula vivendi canonitorum sive vicariorum saeculorum; Quaestiones 12 pro presbyteris et studentibus, in cui cita 35 note autorità (fra cui il Petrarca) e raccomanda lo studio di 96 autori patristici e medievali. Nel Paradisus conscientiae R. presenta i gradi della carità secondo i nove cori degli angeli.