d'Oriente, di Rolando, di Alessandro Magno e rievocano Rome la Grant, Tebe e Troia.
Nel campo dell'architettura si assiste ad una definizione e quindi allo sviluppo di alcuni temi del periodo carolingio fondati sulla tradizione del classicismo romano. Ciò soprattutto per quanto si riferisce alla tecnica costruttiva, al modo cioè di costruire pilastri, vòlte, arcate ecc. Insieme si applicano, specialmente per ciò che si riferisce alla decorazione, elementi sia tratti dall'antico sia bizantini ed irano-siriani; questi ultimi, penetrati in Francia soprattutto dalla Spagna. Così dalla Catalogna giunse in Francia certo modo orientale di giarvi vòlte come quella della chiesa di S. Filippo, detto di Tournus. I caratteri essenziali del gusto architettonico romanico francese si rivelano atteggiati diversamente a seconda delle regioni, anche se è costante un senso di austera greve imponenza ed estremamente diffuso l'uso di girare vòlte su pilastri, specie nelle navate laterali. Così in Normandia, nell'antica diruta chiesa abbaziale di Jumièges, in quella della Trinità e nel S. Stefano a Caen. Nel Poitou invece gli edifici hanno un tono più raccolto e così la chiesa di Notre-Dame e quella di S. Ilario di Poitiers, questa ultima con sette navate e cinque cupole. Contemporaneamente, nella Borgogna, la grande scuola architettonica affermatasi nelle gigantesche strutture dell'antica abbazia di Cluny annuncia nelle linee estremamente slanciate delle navate mediane l'avanzare del gusto gotico. Allora nell'Alvernia l'impiego di pietre colorate rosse, bianche e nere dava un tono del tutto particolare, spesso festoso alle costruzioni. Così in Notre-Dame di Clermont, in Notre-Dame du Puy, nel S. Paolo