ROUEN, ARCIDIOCESI DI

ROUEN, ARCIDIOCESI di. - Città e arcidiocesi capoluogo del dipartimento della Seine Inférieure in Francia; la diocesi ha la stessa superficie del dipartimento, cioè kmq. 6146, con una popolazione di 915.628 ab. dei quali 870.000 cattolici. È divisa in 5 arcidiaconati e 46 decanati comprendenti 717 parrocchie, servite da 740 sacerdoti diocesani e 70 regolari; ha due seminari; 9 comunità religiose maschili e 39 femminili (Ann. Pont. 1952, p. 342). Ha per suffraganee le diocesi di Bayeux, Evreux, Séez, Coutances. Patrona della diocesi: la B. Vergine Assunta. Fino alla fondazione della sede vescovile di Québec (1674) gli arcivescovi di R. ebbero giurisdizione sul Canadà.

La provincia ecclesiastica di R. formò la maggior parte della Neustria all'età dei Merovingi, ma soffrì molto a causa dei pirati discendenti dal Nord. L'arcivescovo di R. ha il titolo di primate della Normandia. Si hanno molti liste episcopali che si possono raggruppare in due categorie di manoscritti: una redatta in prosa, l'altra in poesia, conservate nel Libro di avorio della Cattedrale e nel Libro nero dell'abbazia di St-Ouen. La differenza è costituita dal nome di s. Nicasio che in un gruppo si trova a capo della lista. Gli Acta episcoporum Rethomagenium sarebbero stati composti alla fine del sec. xi da un monaco di St-Ouen. Il primo è Mallonio, festeggiato al 22 ott.; poi Aviziano presente al Concilio d'Arles nel 314; seguirono Severo, Eusebio, Marcellino, Pietro, Vitricio noto da due lettere di s. Paolino (Ep. 18, 37); fu a Roma nel 403 e ricevette dal papa Innocenzo una decretale il 15 febbr. 404 (Jaffé-Wattenbach, 286); amico di s. Martino di Tours e in corrispondenza con s. Ambrogio, costruì la chiesa poi cattedrale, ponendovi molte reliquie, accolte solennemente come attesta la sua omelia De laude Sanctorum (PL 20, 413 sgg.), da cui si apprende che già al suo tempo le vergini sacre, gli asceti e i continenti costituivano l'«élite» della popolazione della sua diocesi (cf. L. Vacandard, St Victrice, Parigi 1902; P. Andrieu-Guitancourt, La vie ascétique à R. au temps de st Victrice, in Mélanges Jules Lebreton, II, ivi 1952, pp. 90-100). Suoi successori Innocenzo, Ivodio, Malsono, Germano che fu al Concilio di Tours nel 461, Gildaredo a quello di Orléans del 511 e Flavio ivi ai Concili del 538 e 541; Pretestato intervenne a quello di Tours nel 567 e a Parigi tra il 556-73; a Mâcon nel 585; inviato in esilio e poi tornato fu fatto assassinare da Fredegonda nella sua chiesa il giorno di Pasqua 14 apr. 586 (Gregorio di Tours, Hist. Franc., V, 18; VII, 16; VIII, 20, 31, 41; IX, 20, 39); Melanzio fu sostenuto dalla regina Fredegonda (id., Inc. ett., VII, 19; VIII, 31 e 41). Nel 601 Gregorio I si rivolse a Melanzio «Rotumo» (MGH, Epist., II, p. 315) per raccomandargli i monaci inviati a s. Agostino per evangelizzare l'Inghilterra. Nel sec. XII un Martirologio della regione di R., verosimilmente di St-Ouen, inserì al 16 genn. la notizia di s. Melanzio, che si sparse prima in Normandia, poi nelle regioni di Liegi e in alcuni monasteri italiani, in rapporto con i Normanni (B. De Gaiffier, St Mélanche de R. vénéré à Malmédy et st Melat de Rhinoculture, in Anal. Bolland., 64 [1946], pp. 54-71). Idulfo fu nel 614 al Concilio di Parigi; Romano è commemento al 23 ott., Edoneo (641-84) fu al Concilio di Chén-sur-Saône, nel 650. Ausberto, già abate di Fonte Ile, morì internato a Hautmont (Cambrai) nel 687 della stessa abbazia fu Ugo, poi vescovo di Parigi Bayeux e abate di Jumièges, m. nel 730; Grimo nel 744 ebbe il pallio dal papa Zaccaria che lo ricorda nelle sue lettere (Jaffé-Wattenbach, 2270, 71); come pure Ragenfrido (Jaffé-Wattenbach, 2287); Remigio, figlio di Carlo Martello, venne a Roma presso Paolo I dal quale ottenne l'arcinautor Simeone per istruire i suoi monaci che inviò anche a Roma (Jaffé-Wattenbach, 2344-2371); poi Mainardo, Willeberdo, Ragnardo, presente al Concilio di Thionville nell'835; Guntaldo fu ai Concili di Germigny nell'843 e di Parigi nell'846 in cui papa Sergio II lo scelse per dirimere la questione tra Ebbone e Incmaro (Jaffé-Wattenbach, 2589-91); Paolo che nell'853 fu missus dominicus; Wenilo fu presente al Sinodo di Kiersy nell'858; Adalardo a quello di Douzy nell'875; Witto a quello di Reims nel 901 e nel 909 a Trosly. Giovanni di Avranches (1068-70) scrisse De officiis ecclesiasticis (PL 147); Pietro di Colmieu (1236-45) fu legato di Innocenzo IV e poi cardinale, come i successori Rigalduo (1248-75), Gilles Ayechi (1311-18), poi arcivescovo di Narbona, Pietro Roger poi Clemente VI, il card. Guglielmo d'Estouteville (1453-83); i due cardd. Giorgio d'Amboise (1494-1510 e 1511-50); Carlo I di Bourbon Vendôme (1550-82); Carlo II di Bourbon Vendôme (1582-94); Francesco de Joyeuse (1605-15); i due Francesco de Harlay (1615-51 e 1651-71); J. N. Colbert (1691-1707); D. de la Rochefoucauld (1759-1800); E. H. de Cambacères (1802-18); il principe di Croy-Sobre (1823-44); H. M. G. de Bonnechose (1851-83); L. B. Thomas (1884-94); E. F. Fuget (1899-1915);

E. Dubois (1916-20); A. Du Bois de la Villerabel. A R. il 30 maggio 1431 fu arsa s. Giovanna d'Arc (v.).

Monumenti. L'arcivescovo Roberto di Normandia, m. nel 1037, costruì una nuova cattedrale che fu consacrata dall'arcivescovo Maurilio nel 1062; vi si lavorava però ancora al tempo dell'arcivescovo Ugo (1145). Alla fine del sec. XII appartiene la Torre detta di S. Romano. Ma nella notte della Pasqua del 1200 parte della Cattedrale bruciò e fu subito riparata. Nel 1206 vi si celebrò una consacrazione episcopale. Nel 1302 l'arcivescovo G. de Flavacourt dette il terreno per la cappella della Madonna. L'interno misura 135 m. x 31; le volte della nave centrale sono alte 28 m.; la facciata occidentale è alta m. 38,65; le torri misurano: quella detta di s. Romano m. 82; quella detta «de Beurre» 75 m.; la freccia misura 151 m. La torre «de Beurre» fu eretta nel 1487 e comprende la cappella di S. Stefano. Le numerose cappelle laterali apparteniere alle varie corporazioni e confraternite costituite a R. durante il sec. XIV. All'esterno nella facciata occidentale i due portali di S. Stefano e di S. Giovanni si datano tra la fine del sec. XII e il primo quarto del XIII. Nel timpano del primo è rappresentata la Lapidazione del protomartire, Cristo in maestà, episodi della vita di s. Paolo e scene della vita del Battista. Il portale detto «de la Calende» ha nel timpano L'incoronazione della Vergine e scene della Passione, nei piedriti Gesù Cristo, gli Apostoli, i diaconi ed episodi del Vecchio e Nuovo Testamento, delle vite di s. Romano e di s. Ouen (fine sec. XIII). Il portale detto «des Libraires» ha scolpito nel timpano il giudizio finale incompiuto, la crocifissione di s. Pietro e in 150 medaglioni episodi dalla creazione fino all'uccisione di Abele alternati con animali fantastici (fine del sec. XIII).

A nord della Cattedrale si trovavano il chiostro e la sala capitolare; l'attuale sacrestia è situata nell'antico Tesoro del sec. XIII. Dell'antico arcivescovado costruito nel sec. XII da G. Bonne-Ame restano alcune sale: il Palazzo era riunito alla Cattedrale da gallerie coperte; grandi trasformazioni furono compiute dal card. d'Estouteville (1462-65) e poi dal card. G. d'Amboise. Alla fine del sec. XV si eresse la conciergerie, nel 1716 la Cappella attuale, nel 1738 la Biblioteca monumentale. I lavori di restauro iniziati da mons. Fuzet furono interrotti dalla legge di separazione. Nella cappella di S. Giovanni Battista le vetrate offrono scene della vita del precursore, poi vengono quella della vita di s. Severo vescovo di Avranches e delle leggende di s. Caterina e di s. Stefano; tutte del sec. XIII. Nel deambulatorio le vetrate sono datate tra il 1220-40; quella di s. Giuliano l'ospitaliero fu offerta dai pescatori di R., l'altra con la storia di s. Giuseppe dai cimatori di panni e porta la firma: Clemens vitrarius Carnotensis (di Chartres) me fecit. Altre vetrate contengono scene della vita di Cristo; del sec. XIV sono quelle del transetto. Nella cappella della B. Vergine è la serie degli arcivescovi di R.; anche i tre grandi rosoni sono del sec. XIV, ma quello occidentale fu restaurato all'inizio del sec. XVI. Le vetrate del coro furono eseguite da L. le Doyen (1430-31), G. de Grainville (1432) e J. de Senlis (1432-33); quelle delle navate minori sono di G. Barbe (1459-85). La confraternita di s. Romano decorò la cappella di detto Santo con le sue leggende, tra cui caratteristica quella di tutte le virtù riunite intorno al suo letto di morte. Vi sono inoltre le tombe degli arcivescovi Maurilio, dei cardd. de Bonne-Chose, Thomas, di Giorgio I (1460-1510) e di Giorgio II d'Amboise (1488-1550), del cardinale principe de Croy (1835). Gli stalli furono donati dal card. d'Estouteville (1457-69).

La chiesa di St-Maclou o St-Malo fu iniziata nel 1437 au disegno di P. Robin in gotico fiammeggiante; i due cardd. d'Amboise ne furono i mecenati e il secondo ne fece la consacrazione nel 1521. Il campanile attuale è del 1868-70. La facciata si apre su un portico. Sul portale di mezzo sono rappresentati la Circoncisione e il Battesimo di Cristo sormontati da sette statuette. Sul timpano il Giudizio finale. Nella porta a sinistra detta dei Fonti (battesimali) è la Parabola del buon Pastore con le Allegorie delle quattro stagioni. Nell'interno la navata centrale ha tre campate; sul transetto è una torre, un deam-

bulatorio e un coro con l'abside quadricora; le vetrate sono del Rinascimento; mirabili sono L'albero di Jesse e la Crocifissione nel transetto. S. Andrea: il chiostro o altre (da atrium) è datato tra il 1526-33; meno il lato sud che è del 1640. La parte centrale fu adibita a cimitero; è circondata da ambularci sostenuti da colonne in pietra i cui capitelli erano scolpiti con scene della danza macabra molto deturpati. Anche la chiesa di St-Vivien è in gotico fiammeggiante del sec. xv con campanile in pietra.

La chiesa di St-Eloi è in gotico del sec. xvi, occupata oggi dai protestanti. La chiesa di Ste-Madeline fu cominciata nel 1761 e finita nel 1767; sulla crociera si erge una cupola sormontata da una specie di obelisco in ardesia. La chiesa di St-Vincent è famosa per le sue vetrate del sec. xv e per la sua torre centrale quadrata in gotico fiammeggiante. Un elegante portico precede la facciata; sul portale un bassorilievo deturpato rappresenta l'Ascensione del Signore. L'interno presenta il coro soprelevato con vetrate del 1515 rappresentanti il Trionfo della B. Vergine; nella cappella a sinistra le vetrate portano la firma di Engrand le Prince e di suo figlio (1515-30) e rappresentano le Opere di misericordia ed episodi di s. Antonio di Padova. Nella sagrestia arazzi del Rinascimento e del sec. xvii. La chiesa di S. Patrizio, sempre in gotico fiammeggiante, fu costruita nel 1535. L'interno è senza transetto; le vetrate datate tra il 1538-1625 sono state molto restaurate; meno quelle della navatella destra in cui la scena della donna adultera è del 1549; come quelle con episodi della Battista, l'Adorazione dei Magi e dei pastori; la Storia di Giobbe e le Opere di Misericordia; anche antiche sono alcune della navatella sinistra con episodi della vita di s. Marta (1543), di s. Luigi (1583) e soprattutto l'Annunciazione (1538). Dell'antica chiesa di St-André-aux-Fèbvres resta soltanto la torre gotica alta 32 m. costruita nel 1452.

L'antico Seminario fondato nel 1515 dal card. de Joyeuse divenne il Collegio dei Gesuiti (secc. xvii-xviii); oggi è occupato dal «Petit collège de Joyeuse» e dal Liceo Corneille. L'artistica cappella fu costruita tra il 1614 e il '56. Nel chiostro e negli edifici dell'antico convento delle Visitandine (1681-91) è disposto ora il «Musée d'Antiquité», con notevoli statuette di Tamagra, sarcofagi, lapidi, bronzi e musaici romani, bassorilievi, reliquiari medievali, vetrate istoriate di antiche chiese, statue di Apostoli provenienti da Jumièges ecc. La chiesa di S. Romano è l'antica cappella del convento dei Carmelitani costruito dal 1676 al 1730. La chiesa di St-Godard in gotico del secc. xv-xvi con torre quadrata incompiuta in stile Rinascimento. È divisa da colonne in tre navate. Nella cappella della B. Vergine vetrate del sec. xvi con la Vita della Madonna e L'albero di Jesse datato al 1506; nella cappella di S. Romano apparizioni evangeliche e vita di s. Romano (1555).

L'antica chiesa di S. Lorenzo fu ridotta in uso profano nel 1791; fu eretta tra il 1444-1554 in stile gotico fiammeggiante, come la torre (1490-1501) alta 37 m. Restaurata nel 1920 vi si è costituito il Museo Le Secq des Tournelles dal nome del fondatore d'una preziosa raccolta di oggetti in ferro lavorato. La chiesa di S. Nicasio è in gotico del sec. xvi con una bella vetrata del 1555. Moderna è la chiesa di S. Severo nel sobborgo omonimo. Nei dintorni di R. è la basilica di Bonsecours sulla collina omonima, eretta tra il 1840-42 a imitazione del gotico del sec. xiii. L'altare maggiore è in bronzo dorato.

Una lettera d'un agostiniano in data 24 giugno 1697 narra le feste in onore d'una s. Colomba vergine e martire traalata in quell'anno a R. da un cimitero della Via Salaria che probabilmente è quello di Massimo ([v.]; R. Viellard, Translation des reliques des catacombes à R. au XVIIe siècle, in Riv. di arch. crist., 16 [1939], pp. 135-40). Un anello d'oro con iscrizione DOMMA rinvenuto a R. fu illustrato da E. Le Blant, Nouveau recueil des inscr. chrét. de la Gaule, Parigi 1892, p. 22, n. 19).

Il «Musée des Beaux-Arts» fu formato nel 1801-1809 dal pittore G. Lemonnier con ca. mille quadri di varie scuole antiche e moderne; la sua collezione di ce-

ramiche è stata trasportata nel chiostro di St-Maclou. Lo stesso edificio contiene la Biblioteca municipale ricca di oltre 200.000 voll. e 200 manoscritti, di cui 150 miniati tra i secc. xi-xvii; ricca collezione di stampe e numismatica; insieme è l'Archivio civico con documenti anteriori al 1800. Tra i manoscritti si notano un benedizionario dell'arcivescovo Roberto (sec. x) usato per l'incoronazione dei re anglo-sassoni; un messale detto di St-Futhlac (sec. xi).

L'abbazia di St-Ouen. - Clodoveo o Clotario I avrebbe fondato l'abbazia di S. Pietro che poi dal nome del vescovo di R. prese il nome di St-Ouen. Dell'edificio primitivo non furono trovati che alcuni pilastri. Nel 684 vi fu deposto il vescovo, s. Ouen; fu incendiato dai Normanni nell'842. Nel sec. x l'abbazia divenne meta di pellegrinaggi per venerare le reliquie del santo vescovo, che finì per dare il nome al monastero. La nuova chiesa fu iniziata tra il 1056-66 e dedicata il 17 ott. 1126. Fu danneggiata da incendi nel 1136 e nel 1248; una parte crollò al principio del sec. xiv. La ricostruzione fu iniziata dall'abate J. Roussel (1303-39), ma, dopo lungo intervallo, fu ripresa nel sec. xv, specie per i doni del card. d'Estouteville che ne fu abate dal 1462 al 1483. Fu danneggiata nel 1562 dagli Ugonotti e da un uragano nel 1683. Durante la Rivoluzione Francese fu trasformata in museo; nel 1799 vi si fecero le feste delle sovranità e vi si ballò; nel 1845 fu demolita la facciata; restano quelle laterali, a nord e a sud. Il portico è detto «des Marmousets» per le piccole statue che lo decoravano; è della fine del sec. xiv. Nel timpano sono scolpiti la Dormizione della Vergine, le sue Esequie, l'Assunzione e l'Incoronazione. Nei portali sono medaglioni con i miracoli di s. Ouen. Le vetrate del coro risalgono al sec. xiv, quelle del transetto al xv, quelle della navata al xvi. L'interno è a tre navate con coro assai profondo terminante in un abside poligonale e nel deambulatorio sei cappelle laterali. Nel transetto nord resta una delle absidicole a due piani detta ora la «Tour aux clercs». Le chiavi di volta delle campate del coro furono adornate nel sec. xiv con medaglioni istoriati, tra i quali sono i rilievi del Battesimo di Cristo, Lapidazione di s. Stefano, Decollazione di s. Giovanni Battista, Incoronazione della Vergine. I due oroni del transetto sono del sec. xv. Il dormitorio monastico è oggi trasformato in Municipio. Nella grande torre cilindrica detta «Tour de Jeanne d'Arc», che vi fu portata più volte nel 1431, si è istituito un Museo «Jeanne d'Arc».

L'abbazia di St-Wandrille. - Fu fondata nel 648 da s. Wandregisilus (Wandrille), discepolo di s. Colombano; si disse all'inizio «Fontanelle» dal piccolo corso d'acqua che scorre nel luogo. Fu molto fiorente nel medioevo; decadde nel sec. xvi; fu occupata dai Maurini dal sec. xvii alla Rivoluzione Francese che la soppresse. Passò nel 1894 ai Benedettini di Ligugé fino alla soppressione sotto Combes. I Benedettini la rioccuparono nel 1931. La chiesa abbaziale fu eretta dal 1255 al 1342; ne rimane il lato nord del transetto; il coro molto grande aveva un deambulatorio fiancheggiato da 15 cappelle. Il chiostro si conserva bene, tra due grandi edifici dell'epoca dei Maurini. Nel lato sud-est è un portale del sec. xiv con l'Incoronazione della B. Vergine, della stessa epoca la Madonna detta «Notre-Dame de Fontanelle». Resta l'antico refettorio del sec. xii; la primitiva sala capitolare è oggi la cappella del nuovo monastero. Sulla collina adiacente è la cappella tricora di s. Saturnino della fine del sec. XII. - Vedi tav. LXXXVI.

Brac., E. Sauvage, Elocchi episcop. Rothamagouzian, in Anal. Boll., 8 (1880), pp. 406-28; Rubel, I, pp. 425-26; II, pp. 248-49; III, p. 305; IV, p. 298; V, p. 336; E. Vacandard, Vie de St Ouen duque de R. (647-84), Parigi 1902; id., Liste chronolog. des archev. de R., in Rev. cult. de Normandie, 1904; L. Pilliou, Les portails latéraux de la cathédrale de R., Parigi 1907; L. Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, II, Parigi 1908, pp. 200-11; E. Enart, R., 4e ed., Parigi 1921; A. Masson, L'église abbaziale St-Ouen de R., ivi 1927; A. Loisel, La cathédrale de R., ivi s. d.; Ch. Descroix, L'église de St-Nicaise, Rouen 1934; Ch. Ledre, Le card. Cambacères, archevêque de R. (1802-18), La réorganisation d'un diocèse au lendemain de la Révolution, Parigi 1943; Cottineau, II, coll. 2543-50; Guide de

la France chéri. et mission., 1948-49, Parigi 1948, pp. 381-82, 721, 1097-1102; P. Le Cacheux, La haute Justice des archevêques de R., comtes de Louvier, 1797-1798, Rouen 1948; id., R. au temps de Jeanne d'Arc et pendant l'occupation anglaise, Rouen 1949. Enrico Josi

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“ROUEN, ARCIDIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 834. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/rouen-arcidiocesi-di.