ROVERELLA, AURELIO. - Cardinale, n. a Cesena il 21 ag. 1748, m. a Bourbon (Champagne) il 5 sett. 1812. Godé la stima e la fiducia di Pio VI suo concittadino. Uditore di Rota nel 1785 e uditore di S. Santità, quattro anni più tardi, fu creato cardinale il 21 febbr. 1794 con il titolo dei SS. Giovanni e Paolo.
Pro-datario nel 1795, ebbe da Pio VI, caduto indisposto (1797), specialissime facoltà che gli vennero rinnovate quando il Papa fu violentemente strappato alla sua sede (20 febbr. 1798). Partecipò al Conclave di Venezia e il 23 maggio 1800 Pio VII lo volle fra i tre legati a latere inviati ad assumere il governo di Roma. Recatosi in Francia per i noti avvenimenti del 1809, non fece parte dell'eroico gruppo dei cosiddetti «cardinali neri». Partecipò infatti al matrimonio di Napoleone con Maria Luisa e fu spedito, nel 1811, a Savona per indurre Pio VII a modificare il suo atteggiamento nei riguardi dell'Imperatore.