ROVENIUS, PHILIP. - Filippo van Roveen, n. nel 1575 in Olanda, m. a Utrecht il 15 ott. 1651, dal 1607 decano di Oldenzaal e provicario della diocesi di Deventer. L'11 ott. 1614 Paolo V lo nominò vicario apost. dell'Olanda (in certo modo il primo vicario apost. nel senso moderno).
Nel Concistoro del 17 ag. 1620 fu nominato arcivescovo titolare di Filippi e confermato vicario apost. dell'Olanda e della Zelanda. L'8 sett. 1620 fu consacrato vescovo a Vorsten presso Bruxelles dal nunzio Sanseverino. Durante il suo governo rincrudi la persecuzione contro i cattolici, causa la guerra spagnola. R. nel 1628, partendo dal Brabante, con grandissimo pericolo, visitò l'Olanda ordinando e cresimando nel paese. Dal 1630 visse nascosto. Una sentenza di tribunale del 10 marzo 1640 lo condannò alla confisca dei beni e all'esilio; riuscì però a rimanere nascosto a Utrecht, dove morì. Fu sepolto nella casa in cui aveva trovato nascondiglio.
R., che aveva approvato l'Agostino del Giansenio, era rigorista. Fu in contesa con gli Ordini religiosi missionari, i quali facevano valere i loro privilegi, ricusando di ammettere la giurisdizione del vicario apost. L'accordo con i Gesuiti del 1634 fu piuttosto una tregua, benché il Papa e la Propaganda insistessero sull'osservanza (Jus pontif., I, 54-59). Si creò reputazione di teorico delle missioni con il Tractatus de missionibus ad Propagandam Fidem et Conversionem Infidelium et Haereticorum instituendis (Roma 1624), ripubblicato nella sua Respublica christiana, Anversa
1648. Le due prime edizioni furono interdette dal nunzio perché l'autore non riconobbe i privilegi degli Ordini missionari.