SADOC (ebr. Sadhodq «giusto»). - DAVIDE (v.), ca. il 1000 a. C. Discen-deva da Aronne per la linea d'Eleazaro, cui toccava per diritto il sommo sacerdozio (Num. 20, 28). Ma
al tempo di S. già da qualche generazione, non si sa per qual motivo, il sommo pontificato era nella linea aaronide di Ithamar, ACHIACHAR (v.). Ora, mentre Abiathar seguiva David sin dalla persecuzione di Saul (I Sam. 22, 20-23), S. con i suoi serviva il veneratissimo santuario di Gabaon (v.), ove si custodivano il tabernacolo e l'altare degli olocausti costruiti da Mosè (cf. I Par. 16, 39 sg.; II Par. 1, 3, 5, 13).
Ambedue le famiglie sacerdotali furono presenti quando David compì felicemente il secondo tentativo di introdurre l'Arca nella capitale (I Par. 15, 11 sg.). Abiathar rimase poi a Gerusalemme e S. ritornò a Gabaon (ibid. 16, 39 sg.), ma furono di nuovo ambedue con David nel momento critico della rivolta d'Absalom. David non volle però che lo seguissero nell'esilio; li lasciò in Gerusalemme a custodire l'Arca, così l'avrebbero tenuto informato degli eventi (II Sam. 15, 24-29; 17, 15 sg.). Morto Absalom, s'adoperarono perché il popolo richiamasse David (ibid. 19, 11-15).
La strana situazione di due pontefici simultanei si risolse all'avvento di Salomone. Abiathar fu destituito, avendo partecipato per Adonia (v.), e S. rimase solo nel pontificato (I Reg. 1, 5-8; 2, 26 sg.), che i suoi detenuti non sano al Nuovo Testamento. Ciò era stato predetto ad Eli da un uomo di Dio (I Sam. 2, 30-36).
A questo S., tramite un testo d'Ezechiele (44, 15) interpretato arbitrariamente, professavano di collegarsi i seguaci della «Nuova alleanza» di Damasco (sec. II a. C.), cui probabilmente si devono alcuni dei documenti secondo i testi (1947) nel deserto di Giuda.