SALOMONE MERIDIONALI, VICARIATOPOSTOLICO delle
Mistico domenicano, n. a Venezia nel 1231 da famiglia patrizia, m. a Forlì il 13 maggio 1314.
Entrò a 17 anni tra i Frati Predicatori in SS. Giovanni e Paolo dopo aver distribuito il proprio patrimonio a poveri. Fu successivamente sottoporre o vicario nei conventi di Ravenna, Faenza, S. Severino. Svolse gran parte della sua attività religiosa a Forlì nel convento di S. Domenico, ciò che gli meritò il titolo di apostolo di Forlì. Secondo un’antica tradizione il b. S. fondò o riformò la confraternita dei « Battuti Bianchi » che aveva il compito di assistere i fanciulli poveri. La sua vita contemplativa fu contrassegnata da carismi: estasi durante la Messa, dono delle lacrime, segreto dei cuori, profezia. Col suo nome fu chiamata una riforma veneziana dell’Ordine domenicano. Nell’attuale Messale domenicano (ed. Roma 1933) la festa è al 5 giugno.
SALÓN, MICHELE. « Teologo agostiniano, n. a Valenza nel 1539, m. ivi il 25 genn. 1621. Emessi i voti religiosi nel 1558, studiò nel patrio convento, dove divenne baccelliere nel 1563; frequentò le Università di Valenza, Alcalá e Salamanca, ottenendo il titolo di maestro in teologia nel 1567; insegnò fino alla morte nell’Università valentina, dove spiegò la Summa Theologica dell’Aquinate nel senso del tomismo tradizionale.
Richiesto il suo parere nelle controversie De auxiliis, scrisse una lunga dissertazione, censurando severamente molte proposizioni Bañez (v.); contro questi insegnò che, nella esposizione della dottrina morale, occorre tener conto del diritto canonico e civile, nei quali il S. si mostra molto versato.
Scrisse inoltre: De iustitia et iure (2 voll., Valenza 1591 e 1598; 2ª ed. Venezia 1592 e 1602; 3ª ed. ivi 1608), egregio commento su S. Tommaso; restano inedite (codici principali nella Bibl. Angelica di Roma) altre sue esposizioni della Somma dell’Angelico.
SALONA. « Oggi piccolo villaggio della Dalmazia, Salo

(for. Enis)
na - Sarcofago del Buon Pastore (sec. IV) - Spalato, Museo archeologico.
in Jugoslavia, nei dintorni di Spalato, con ricchissime vestigia antiche dell’epoca in cui fiorì come importante città romana.
Fondata dai Greci (da Issa, colonia di Siracusa) sul territorio dei Dalmati, probabilmente nel corso del sec. III a. C., S., importante porto dell’Adriatico orientale, ebbe un grande sviluppo sotto il dominio romano, divenuta allora non solo una colonia (Martia Iulia S.) ma anche il centro amministrativo della nuova provincia (Illyricum, poi Dalmata). Sede d’un legatus Augusti pro praetore e d’altri alti magistrati, S. divenne nel sec. III sede anche d’un vescovo. Una considerevole comunità cristiana s’era formata lì in seno a numerosissimi orientali, primi propagatori del cristianesimo nelle città dalmate. Avendo sopravvissuto alle molteplici incursioni delle genti barbare che si erano impadronite provvisoriamente di tutto il territorio della Dalmazia, S. riconobbe, come tutta la Dalmazia, il potere bizantino fino alla sua completa distruzione da parte delle stirpi avaro-slave, avvenuta verso 615. Mai più sorse S. come città, e la vita sociale passò nella vicina Spalato (Split), dove fu trasferita anche l’organizzazione ecclesiastica. Nelle adiacenze però di S. si creò nell’alto medioevo un notevole centro del nascente Stato croato.
L’organizzazione ecclesiastica si formò nel corso del sec. III, ed è dovuta ai vescovi Venazio (questi aveva, come ha dimostrato F. Bulic, una funzione prettamente missionaria nel territorio illirico) e Domnio, i quali subirono il martirio, il primo, come si crede, sotto Aureliano, e l’altro sotto Diocleziano. S. ebbe un considerevole numero di martiri (fra i quali Anastasio, Asterio, Telio Antiochiano, Gaiano, ecc.), le cui reliquie furono trasferite in parte, a cura di papa Giovanni IV, dalmata, a Roma nel battistero di S. Giovanni in Laterano (cappella di S. Venanzio con il magnifico musaico: cf. Wilpert, Mosaiken, p. 731 e tav. 111). Alcune ne conserva anche la cattedrale di Spalato.
S. è divenuta celebre per i suoi monumenti cristiani (è lì che ebbe luogo il primo Congresso d’archeologia cristiana, nel 1894). Fra i primi e più importanti vanno ricordate le basiliche cimiteriali (finora scoperte cinque:
SALOTTI, CARLO - Ritratto.
trasportate le reliquie di tutti i
tiri salontani. Marusinac, invece,
importanza nello sviluppo dell'architettura cristiana.
Oltre un raro esempio di mausoleo (di S. Anastasio),
con caratteri orientalizzati (siriani), sono venute in
luce due basiliche, una accanto all'altra, la prima in
origine senza tetto (basilica discoperta). Un altro notevole
complesso cristiano è rappresentato dalla Basilica urbana,
grande chiesa a tre navate (del sec. V, rifatta nel sec. VI)
con il battistero e con altri edifici adiacenti. Per mezzo
di un ampio nartace è unita questa Basilica con un'altra
a forma di croce greca, che dimostra diverse fasi di costruzione.
S. ebbe moltissime altre Basiliche, delle quali, in
gran parte, le tracce sono ancora visibili. Solo nell'ambito
dell'antica città, entro le mura perimetrali, ne furono
finora registrate ben quindici. S. fu elevata da papa Zosimo (1414) alla dignità di metropoli ecclesiastica della
Dalmazia, conservata fino alla distruzione della città. -
Vedi tav. CVI.