lapia», «Salapinon», presso l'odierna Trinitapoli
(provincia di Foggia) si distingueva in «Salapia»
greca e in «Salapia» romana e, secondo i notari del
1500, in «Salapia vetus et nova», perché, distrutta la
prima a causa dell'aria malsana, fu edificata la se-
conda in luogo più salubre.
La greca, come afferma Vitruvio, era posta a quattro
miglia dalla riva del mare, verso Occidente, tra il lago
salso e la torre di Rivoli; la romana, a sette miglia dalla
precedente, verso Oriente, restava presso la odierna Mon-
taltino. Le colmate dei fiumi Cervaro e Carapelle che in
quel punto s'impaludano hanno fatto scomparire i loro
ruderi. Si sa che la «Salapia» greca aveva un gran porto,
scalo di Arpi o Argiirpa (Foggia). Il suo vescovato si
inizia con una serie di una ventina di vescovi di cui i
nomi storicamente più accertati vanno dal sec. XI al
sec. XVI, come dimostra F. Lanzoni. L'ultimo, Tommaso
Stella, traslato a Lavello nel 1544, chiude la serie e S.,
da suffraganca di Bari, viene perpetuamente
sottomessa alla giurisdizione dell'arcivescovo
di Trani. Nel 1310 il vescovo era tassato
per un'oncia e il Capitolo e il clero di S.
per once 2, 12 tari, dalla Sede Aposto-
lica. Dipendenti da S. si trovano Tres-
santi, Stornara e la prepositura di Ca-
nosa.
Secondo i Regesta Angioina il vescovo
esigeva il diritto di uccelleria e della pe-
scagione del Pantano salso e dolce e il ter-
raggio dei suoi territori (1271). I due pan-
tani erano ricchissimi di anguille. Il re
Carlo I aveva, presso il pantano, Palazzo e
Cappella; egli volle che i 30 ducati che il
Duca di Burgundia doveva dare alla Curia
di S. fossero dati al vescovo Pietro della
stessa città per la costruzione del campanile
di S. Nicola, chiesa maggiore della città
(1271), e nel 1283 al medesimo vescovo
dette il privilegio della fiera di S. Marghe-
rita vergine e martire per otto giorni del
mese di luglio.