SAN GALGANO, ABBAZIA di. - Galgano Guidotti, nobile cavaliere di Chiusdino, fattosi eremita, si ritirò in preghiera sul colle di Montesiepi, luogo deserto sul fiume Merse, a più di venti miglia da Siena e vi morì nel 1181.
Poco dopo la sua canonizzazione (1185) sorse sulla sua tomba una piccola chiesa, a pianta circolare, coperta a cupola, con absidula e portico antistante. Alla chiesa venne unito un piccolo cenobio abitato da monaci cistercensi che provenivano dall'abbazia di Casamari. Nel Trecento vi si aggiunse una sagrestia che fu affrescata da Ambrogio Lorenzetti. Nel 1224 i monaci iniziarono, ai piedi del colle di Montesiepi, la costruzione di una
(fot. Anderson) SAN GALGANO, ABBAZIA di. - Ruderi della chiesa abbaziale (1224-85). San Galgano (Siena).(da J. Hecht, Der romanische Kirchenbau des Bodenseegebietes, Basilea III).grande chiesa e di un monastero, nelle forme di quel gotico primitivo, originario della Borgogna, che viene chiamato cistercense. La costruzione degli edifici durò per tutto il secolo, sotto la direzione di monaci architetti, probabilmente francesi, ma con la partecipazione di maestranze senesi, i cui modi si notano in quelle parti delle murature che sono costruisce a strisce alternate di pietre e mattoni e in altri particolari, come, p. es., nelle finestre della sala capitolare. Queste sono bifore: una di esse ha l'arco superiore e i due architetti di forma falcata secondo esempi pisani giunti a Siena attraverso la Valdelsa. La chiesa è a pianta di croce latina con tre navate, divise da pilastri cruciformi. Sul transetto si affacciano il coro e le cappelle a pianta rettangolare. L'edificio era in origine coperto con volte a crociera costolontare, che in gran parte crollarono assieme al campanile verso la fine del Settecento, a causa dell'incuria verso il fabbricato da parte dell'abate commendatario di quel tempo.
Pur nello stato di parziale rovina in cui si trova, il monumento si presenta con aspetto maestoso e suggestivo. La sua architettura ebbe una grande importanza per lo sviluppo delle forme gotiche nel territorio senese nel Duecento, anche perché i monaci di S. G. ebbero l'incarico del Comune di Siena di soprintendere alla continuazione dei lavori della Cattedrale e dell'ospedale di S. Maria della Scala.
Del monastero rimangono, nelle forme originali, la sala capitolare, il refettorio, altri ambienti, alcuni resti ricomposti del chiostro, più la cappellina del cimitero.
BIBL.: C. Enlart, L'abbaye de St G. au XIIIᵉ siècle, in Mélanges d'arch. et d'hist. de l'Ecole de Rome, 11 (1891), p. 201; id., Origines françaises de l'archit. gotique en Italie, Parigi 1894, passim; A. Canestrelli, L'abb. di S. G., Firenze 1896; O. Join-Lambert, A propos de l'abbaye de St G., in Mélanges, cit., 16 (1896), p. 123; P. Toesca, Il Medioevo, II, Torino 1927, pp. 681, 692, 726, n. 2; M. Salmi, L'arch. romanica in Toscana, Milano-Roma 1928, pp. 21, 33 n. 38, 63 nn. 78, 80; P. Toesca, Il Trecento, Torino 1951, pp. 303, 589, 932. Raffaello Niccoli
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“SAN GALGANO, ABBAZIA DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 1039. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/san-galgano-abbazia-di.