SAN SALVATORE DELLA BAIA, ARCIDIOCCI di. - Città e arcidiocesi nello Stato di Bahía, Brasile. È la sede primaziale del paese e metropoli della provincia ecclesiastica di S. Salvador, che include i vescovi di Barra do Rio Grande, Caetité, Ilhéus, Bonfim e Amargosa. L'arcidiocesi ha approssimativamente 57.297 kmq. con una popolazione di 1.471.905 ab. dei quali 1.138.563 cattolici distribuiti in 103 parrocchie, servite da 91 sacerdoti diocesani e 158 regolari; ha due seminari; 18 comunità religiose maschili e 40 femminili. Patrono è s. Francesco Sacchio; festa il 3 dic.
La città di Salvador è ai 12° 55' 48" lat. sud 38° 01' 06" long. ovest Gr. ed ha 38.000 ab. È sede del governo dello Stato, centro commerciale, intellettuale, politico e militare, sbocco per l'esportazione dei prodotti della regione. Le aree in cacao, cocco, arance, cereali, e scalo per alcune compagnie di navigazione brasiliane, americane ed europee. La città si distingue nettamente in bassa ed alta, cioè la zona commerciale che si contrappone a quella residenziale ed amministrativa. Nonostante le modificazioni urbanistiche, Salvador è la capitale brasiliana che più conserva le linee coloniali.
STORIA. - La corona portoghese, riacquistata la regione dal feudatario, fondò la città del Salvador alla baia di Tutti i Santi, per stabilirvi la sede del governo centrale del Brasile. Con il primo governatore sbarcarono i primi gesuiti che il Nuovo Mondo vide (29 marzo 1549). Quarant'anni dopo la città contava già 800 famiglie e si costituiva a grande imperio commerciale, causa l'esportazione di nuove specie di animali e vegetali.
SAN PIETRO e MIQUELON, PREFETTURA APOSTOLICA DELLE ISOLE di. - Comprende un piccolo gruppo di isole, appartenenti alla Francia, che si trovano al sud di Terranova.
Fin dal principio del sec. XVII quelle Isole furono un centro per la pesca, visitato specialmente da francesi. I pescatori costruirono una cappella a St-Pierre nel 1689 ed un'altra a M. Le guerre tra la Francia e l'Inghilterra fecero conoscere agli abitanti gli orrori di varie invasioni e deportazioni da parte dei protestanti inglesi. L'assistenza religiosa era assicurata da sacerdoti secolari o regolari, specialmente dai cappellani del Battello del Re durante la stagione della pesca.
Nell'udienza pontificia del 26 maggio 1763 la S. Sede concedette al Re di Francia quattro prefetture apostoliche del clero secolare per le isole S. Domingo, Martinica, Caienna, S. P. e M. Il primo prefetto apostolico (che abbia raggiunto la sede) per S. P. e M. fu Giuliano Becquet, che con il viceprefetto G. B. Paradis fu nominato
tazione di zucchero. Questo progresso non ebbe sosta poi, grazie alla presenza dei governatori. Ciò nondimeno, nel 1624, la città fu preda degli Olandesi che, appena si stabilirono tra le sue mura, furono scacciati con l'arrivo di potenti mezzi provenienti dal Portogallo e dalla Spagna. Nuovo attacco e ritirata degli Olandesi si verificò nel 1638, dopo di che, con poche eccezioni, la città poté godere di una lunga tranquillità. Ma nel 1763 dovette trasmettere a Rio de Janeiro le prerogative ricevute nel 1715 in qualità di capitale del vice-reame del Brasile, il che segnò il suo tramonto politico coloniale, quantunque ritenesse un grande influsso religioso e intellettuale. Salvator fu l'ultimo caposaldo della reazione portoghese all'indipendenza brasiliana, che si consacrò vittoriosa nella battaglia del 2 luglio 1823.
Il papa Giulio III con la bolla Super specula militantis Ecclesiae del 25 febbr. 1551 elevò Salvador a diocesi, sottomettendola alla metropoli di Lisbona. Durante quest'epoca essa ebbe i seguenti vescovi: Pedro Fernando des Sardinha (1551-56); Pedro Leitao (1559-73); Antonio Barreiros (1575-96); Constantino Barradas (1603-17); Marco Texeira (celebre nella difesa della città contro i Fiamminghi, 1622-24); Miguel Pereira (non raggiunse la diocesi, 1629-30); Pedro da Silva Sampaio (1634-49); Estevão dos Santos (1672). Innocenzo XI con la bolla Inter pastorali officii curas, del 16 nov. 1676, costituì una provincia ecclesiastica con metropoli a Salvador, che oltre le diocesi di Rio e Olinda, allora erette, abbracciò quelle africane di S. Tomé e di Angola. L'arcidiocesi fu da allora retta dai seguenti pastori: Gaspar Barata de Mendoza (1677, ha governato per mezzo di delegati); João da Madre de Deus (1683-86); Manuel da Resurreição (1688-91); João Francisco de Oliveira (1697-1700); Sebastião Monteiro da Vide (adunò un Sinodo provinciale [1707] che fissò le regole canoniche nella colonia, 1702-22); José Fialho (1739); José Botelho de Matos, (1741-60, quando fu dimesso per essersi ricusato di processo, cedere alla sospensione dei Gesuiti ordinata dal Pombal); Manuel de Sta. Inez (1771); Joaquim Borges de Figueirão (1773-78); Antonio di S. José (1779); Antonio Correa (1781-1802); José de Sta. Escolastica (1803-14); Francisco de S. Damaso Abreu Vieira (fondò il Seminario e assunse per primo il titolo di primate del Brasile, 1815-16); Vicente da Soledade (1820-23); Romualdo Antonio de Seixas (grande politico, 1828-60); Manuel Joaquim da Silveira (1861-74); Joaquim Gonçalves de Azevedo (1874-79); Luiz Antonio dos Santos (1880-89); Antonio Macedo Costa (1889-90); Jeronimo Tomé da Silva (1891-1924); Augusto Alvaro da Silva (1925).
Nell'arcidiocesi sono celebri l'abbazia benedettina di Mosteiro S. Bento, fondata nel 1581; il convento e la chiesa di S. Francesco, famosa per le sue dorature e preziosità artistiche. Come opera di arte coloniale (v. MODERNA, ARTE SACRA) si dovrebbero ricordare quasi tutte le antiche chiese della città, e particolarmente quelle di Conceição da Praia, Graça e Vitoria, ove abbondano le sculture in legno, sempre di gusto barocco portoghese; né si può dimenticare il Museo religioso conservato nella Cattedrale.