SAN SALVATORE DI MESSINA. - È il monastero più importante di quelli greci dell'Italia meridionale. Fu fondato «in lingua Phari» da Ruggero II il Normanno, che ne affidò il compito a s. SUMERI (v.). Questi, dopo averne gettato le fondamenta verso il 1122, vi inviò dal Patrioni di Rossano il suo discepolo Luca, con 12 monaci, la metà dei codici e delle reliquie e una buona somma di danaro. La costruzione del cenobio fu terminata nel 1132; ma il re Ruggero II ne aveva emanato la Costituzione fin dal maggio del 1131, arricchendolo di privilegi e di donazioni, elevandolo alla dignità di archimandritato e sottoponendo alla sua giurisdizione 40 monasteri greci, di cui 14 in Calabria. Nel 1134 l'archimandrita Luca ne raccolse le norme statutarie nel suo Typikon. La sua potenza si accrebbe enormemente con successive donazioni e l'archimandrita più volte tenne testa, per motivi giurisdizionali, all'arcivescovo di Messina. Seguì le vicende del monachesimo greco in Italia.

alla dignità di archimandritato e sottoponendo alla sua giurisdizione 40 monasteri greci, di cui 14 in Calabria. Nel 1134 l'archimandrita Luca ne raccolse le norme statutarie nel suo Typikon. La sua potenza si accrebbe enormemente con successive donazioni e l'archimandrita più volte tenne testa, per motivi giurisdizionali, all'arcivescovo di Messina. Seguì le vicende del monachesimo greco in Italia.
Il Bessiore tentò inutilmente di rialzarne le sorti. Carlo V lo trasformò in castello, trasferendolo sulla spiaggia del Peloro. La Biblioteca, ricca di preziosi codici greci, fu spogliata nel periodo vicereale; se ne sono salvati solo 70 codici, che attualmente si trovano nella Biblioteca universitaria.