SANKT PETER E NONNBERG

SANKT PETER e NONNBERG. - Sono le due più antiche abbazie benedettine di tutto il territorio tedesco, fondate ambedue da s. Ruperto, intorno al 690-95, a Iuvavum, Salisburgo (v.); S. P. per monaci, ora arcibabazia, N. per monache.

Questa fondazione gemellare, storicamente e spiritualmente, è inseparabile. Nella mente del fondatore il monastero femminile doveva aiutare a sostenere il lavoro di cultura e civilizzazione dei monaci come fece anche più tardi. Seguirono ambedue la Regola di s. Benedetto, per lo meno dal sec.VIII.
I. SANKT PETER - Secondo lo stile del tempo l'abate fu insieme anche vescovo della diocesi dal 739. La sua elezione come abate spettò al Capitolo monastico. Anche i possedimenti furono comuni. Il primo monastero con la chiesa era situato immediatamente sotto i dirupi del monte del futuro castello (Hohensalzburg), sotto la protezione del vicino « castellum superior », diventato sede delle monache. Entro quei dirupi si trovano le cosiddette « catacombe », grotte naturali, e in parte artificialmente allargate, credute rifugio dei primi cristiani, anzi, luogo del martirio del supposto s. Massimo. Ma qualche relazione di continuità con il cristianesimo dell'età romana può essere esitata. Nel 684 l'arcivescovo fu separato dall'abba, nel 1039 l'elezione dell'arcivescovo, divenuto anche principe dell'Impero, passò al Capitolo della cattedrale. Corrado II (1106-47), principe arcivescovo, si costruì la propria residenza presso la Cattedrale, lasciando la vecchia ai monaci come monastero, presso il quale, sotto di lui, ne fu eretto anche un altro per monache, durante fino al 1583.

L'abbazia di S. P. ebbe un proprio scrittore, föreste soprattutto nei secoli. VIII-IX e XI-XII, e rimase per la città e per l'arcidiocesi fonte continua di vita spirituale. Dal 1617 con il ginnasio e soprattutto dal 1623 con l'Università i Benedettini dominarono la cultura del paese. Dal 1641 al 1808 S. P. fu anche sede della Congregazione benedettina salisburghese. Le soppressioni alla fine del sec. xviii lasciarono indisturbata l'abbazia; la chiusura dell'Università (1810) e la soppressione della Congregazione propria (1808) limitarono il suo influsso. Rimase però sempre il centro intellettuale e culturale più eminente. L'abate W. Hauthaler (1901-22), celebre storico e studioso, diede forte impulso alla vita esterna e interna del monastero. Nel 1923-25 fu costruita una nuova ala, per il « Collegium Benedictinum », specie di convitto per giovani monaci benedettini che frequentano la Facoltà teologica e filosofica di Salisburgo. Molto ammirato il grandioso Crocifisso nell'atrio, dovuto a J. Adlhart. Nel 1927 S. P. fu elevata ad arcibabazia. Vi ha sede l'Istituto liturgico austriaco, sotto il patronato dell'episcopato; vi si unisce anche la Commissione liturgica; la chiesa abbaziale è nota per le classiche esecuzioni della liturgia, spesso trasmesse per radio. Benedettini sono per maggior parte i professori delle due Facoltà della nascente Univ. cattolica.

Arte. - S. P. è un mirabile complesso di edifici, di cortili, con fontane, cappelle, monumenti, sorti nel corso dei secoli. La chiesa primitiva (situata direttamente sotto i dirupi) fu abbastanza presto trasportata sul posto attuale, più sicuro. Dopo l'incendio del 1127 fu ricostruita nel 1130-43, romanica. È sul tipo sassone, a tre navate, con grande coro, diviso dal « lectorium ». Nel 1622 fu innalzato un transetto con cupola rialzata nel 1757, quando fu ricostruita la parte superiore del campanile romanico (alto 70 m.). Successivamente (1758-83) ebbe inizio la decorazione dell'interno secondo il gusto artistico di allora, in una specie di rococo (B. Zöpfl), pur lasciando intatta la struttura romanica dell'edificio. Le tele dei 16 altari, tutti della stessa età, sono di J. M. Schmidt (« Kremserschmidt »). Notevole l'atrio, ancora romanico, con il portale rococo e la cancellata monumentale (1768) di Ph. Hinterascher. Si conserva in un altare laterale una statua in pietra artificiale (Steinguss), della prima metà del sec. xv, tipico prodotto salisburghese (Maria Säul). La chiesa conserva anche la tomba di s. Vitale, grande plastica del maestro Hans (1497), e la tomba-memoria di s. Ruperto (1444), con altare (1741). Dell'antico chiostro esiste soltanto una parte, con la cappella di s. Vito (1391).

Article illustration
(par cortesia del a. C., Law, radicalarista)
Sankt Peter e Nonnberg - Veduta di Salisburgo: in primo mano la cattedrale, nello sfondo il complesso abbaziale di S. P. Disegno a colori (1533), conservata nella biblioteca di S. P.

Notissimo il cimitero di S. P., con giro di arcate intorno (1626) e con una quantità di monumenti di ogni stile e tempo. Vi si trovano le cappelle della S. Croce, sul posto della chiesa primitiva, ricostruita nel 1710, quella romanica di S. Caterina, quella gotica di S. Margherita (1485-91) e, nelle cosiddette catacombe, le cappelle di S. Geltrude (1178), di S. Massimo, e di S. Egidio sul luogo dove si dice pregasse s. Ruperto. Il monastero custodisce la grande Biblioteca (più di 80.000 voll.) e il prezioso Archivio con molte pergamene e codici miniati. Provenienti dalla scuola di miniatura dell'abbazia sono il Salterio detto di s. Erentrude (ora a Monaco) del sec. XII, l'Antifonario proprio di S. P. (1150 ca.), e la Bibbia detta di Erlangen, dal luogo dove si conserva. Notevolissimo il «Salzburger Verbrüderungsbuch» iniziato nel sec. VIII, per la comunicazione di preghiera e di buone opere, con migliaia di notizie. Vi è inoltre il Tesoro, con pezzi pregevolissimi, sin dal sec. XI, pianete romaniche, gotiche, barocche; un medagliere, e altre collezioni d'arte.

Bibl.: Th. C. V. HARAN, Das Verbrüderungsbuch des Stiftes St. P. zu Salzburg aus dem 8.-13. Jahrh., Vienna 1852; H. Tausch, Benediktinisches Mönchtum in Österreich, 1914. Per l'arte V. H. Tietze, Österr. Kunsttopogr., Vienna 1913; F. Martin, Stift S. P., Vienna-Augusta 1927; Cortineau, II, 1942-44.

II. NONNERG

Intitolato a s. Maria e s. Erentrude, si trova sul posto del castellum superius, donato dal duca Teodoro a s. Ruperto, sulla collina ora detta N. S. Ruperto prepone alla nuova fondazione la propria parente s. Erentrude. Ben presto la dotazione si accrebbe di molto, con donazioni di imperatori, principi, nobili. N. fu sempre un vero faro di luce grazie alle sue scuole femminili. La badessa, data anche l'importanza economica del monastero, ebbe sede e voce insieme con i prelati, nella Dieta del principato arcivescovile, ed ottenne (1242) il diritto delle insegne pontificali: falsitorio, pastorale, corona principesca, che ancora si conservano. Fino al sec. XVIII a N. erano ammesse solo nobili. Da questa abbazia furono anche fondate o riformate altre abbazie femminili.

Oggi N. forma un insieme irregolare, ma quanto mai pittoresco, sulla collina sud-occidentale della città. Durante il sec. XI chiesa e convento furono ricostruiti: nella cripta romanica sta il mausoleo di s. Erentrude e s. Regintrude. Dopo un incendio (1423) chiesa e monastero furono ricostruiti, in forme gotiche, conservando pochi resti romanici. La cripta attuale è quella gotica, l'ultima grande cripta costruita oltre l'apice. La chiesa conserva molte opere d'arte, romaniche, gotiche e barocche; celebri gli affreschi nell'antico coro delle monache, del 1150 ca. L'epoca barocca portò modifiche in tutto il complesso architettonico.

Il pezzo più raro del Tesoro è il falsitorio del 1242, opera di avorio, oro, filigrana, tratti di pittura, che non ha riscontro; il relativo pastorale in avorio e altri pastorali, reliquari preziosi, sculture, tappezzerie, ecc. Nel convento si conserva ancora un Crocifisso del sec. XIII; poi il grandioso Crocifisso, del sec. XIV, dell'antica cattedrale di Salisburgo, di una sorprendente espressività; un altare gotico del 1460, anch'esso della vecchia Cattedrale, e resti di un grande altare o ancora dello scultore Veit Stoss (fine sec. XV). - Vedi tav. CXIV.

Bibl.: cf. H. Tietze, Österr. Kunsttopogr., Vienna 1911; P. Buberl, Romanische Wandmalerei in N., 1910; Cortineau, II, 2089; V. BIBLICA. alla voce SALISBURGO. Giuseppe Löw