SANKT FLORIAN. - Abbazia dei Canonici Regolari Lateranensi della Congregazione austriaca presso Linz (Austria superiore).
L'abbazia è situata al margine di un'altura, sul posto della sepoltura del martire s. Floriano e compagni (m.

(fot. Bildarchiv d. G. Nationalbibliothek).
(fot. Bildarchiv d. Ö. Nationalbibliothek)
Da fama a S. F. il grandioso complesso della sua costruzione barocca, fra i più begli esempi dell'arte ecclesiastica monumentale. La chiesa, dedicata a Maria Assunta, conserva vestigia preromaniche (cripta forse del sec. IX) e gotiche (dedica della Basilica gotica nel 1291); fu poi ricostruita e decorata in un barocco esuberante, ma dignitoso, sin dal 1686, per opera di A. C. Carlone (la sua opera massima), continuata dopo la sua morte (1708) da G. Prandtauer (costruttore di Melk), con modificazioni ancora più geniali. Si lavorò fin verso la metà del sec. XVIII con il contributo di numerosi artisti italiani e indigeni tra cui i due Altomonte. Nella chiesa è da notare soprattutto l'organo, del grande costruttore F. Krisman (1770-83); A. Bruckner vi funse da organista (1845-55; V. sotto). Le due sacrestie, gioielli di barocco, sono ricche di preziosi parati sacri. Fra le costruzioni più ammirate lo scalone del Prandtauer (1706-13); le sale terrena e superiore, con grandiosi affreschi e marmi preziosi; la Biblioteca (1744-50) con ca. 120.000 voll. tra cui 885 manoscritti sin dal sec. IX e più di 800 incunaboli; gli appartamenti imperiali, una serie di 16 vani splendidamente ammobiliati, servirono a Pio VI nel suo viaggio a Vienna; grandi raccolte di arte, pitture, monete ecc.
L'abbazia si pregia quasi di continuo di membri eletti per scienza sacra e profana; ma una sua gloria singolare le viene dal compositore e organista A. Bruckner, che per testamento volle esservi sepolto; spesso S. F. è centro di celebrazioni musicali anche internazionali.
Da notare infine la sistemazione, sempre nei sotterranei della chiesa, di ca. 6000 scheletri che si credono provenienti o dal cimitero romano di Laureacum (distante 7 km.) o più verosimilmente da un campo di battaglia dell'epoca delle migrazioni barbariche.
pp. 2679-80; E. Schaffran, Kunstgesch. Österreichs, Vienna 1948 (v. indici); J. Kirchner - E. Doherer, Stift St. Florian, ivi 1948. Giuseppe Löw