SANTA MARIA D'ARABONA

SANTA MARIA D'ARABONA. - L'abbazia di S. M. A. sorge nel territorio di Manoppello (Chieti) nei pressi di un luogo ove era un tempio dedicato alla dea Orbona o Ara Deae Bonae.

Fondata nel 1208 da monaci cistercensi provenienti forse da Casamari (Enlart), o dalla abbazia romana delle Tre Fontane presso S. Paolo (Bertaux), è uno dei più cospicui monumenti dell'architettura borgognona nell'Italia centrale. Suo primo abate fu s. Aldemaro. Costruita, al pari di Casamari e Fossanova, in travertino, è assai simile ad esse nell'iconografia. All'interno, il fittissimo incrociarsi delle ogive e dei costoloni, che si tendono nervosamente dai capitelli e dalle mensole alle chiavi di volta, la collega strettamente ai prototipi della Borgogna. La costruzione, iniziatasi dal coro, non fu però condotta a termine: i lavori si interruppero per ragioni imprecisate alla seconda campata delle navate che si può supporre dovessero prevedere almeno altre cinque. In un restauro recentemente ultimato (1951) sono state consolidate le malferme fondazioni, isolate le absidi, liberati l'interno e l'esterno da sovrastrutture e rinnovato il muro di facciata sulla sezione che oggi funge da prospetto. L'attuale pianta risulta perciò a croce greca. Il coro è rettangolare e il transetto ha da ambedue le parti due piccole cappelle disposte sull'asse dell'abbazia. Sulle pareti delle testate e nel fondo del coro s'aprono tre grandi rosoni. Predomina nell'edificio il sistema dell'arco triplo, o a doppia ghiera, già usato in Abruzzo in S. Clemente a Casauria, tipico elemento costruttivo dello stile borgognone. La decorazione scultorea dei capitelli e delle mensole, a caulicoli e fogliami stilizzati, è anche essa di derivazione ulteriormente.

Il rigore costruttivo che si palesa nel coro e nel transetto rallenta però nelle navate: da ciò si può arguire che la costruzione dovrà protrarsi nel sec. XIII, dapprima sotto la diretta sorveglianza dei costruttori cistercensi e poi con l'intervento di maestranze locali. Dai documenti risulta che il cenobio dopo breve florida vita già decadera nel 1330. Nel 1587 diveniva commenda del Collegio di S. Bonaventura di Roma. Nel coro, oltre al ciborio e

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Santa Maria Ausiliatrice di Belmont - Veduta panoramica (sec. xx). Belmont (U.S.A.).