SAN SEPOLCRO, DIOCESI di. - In Toscana, nella provincia di Arezzo. La diocesi di Borgo S. S. conta una superficie di 2160 kmq. con una popolazione di 60.000 ab. dei quali 54.600 cattolici, distribuiti in 136 parrocchie, servite da 102 sacerdoti diocesani e 18 regolari; ha un seminario, 6 comunità religiose maschili e 22 femminili (Ann. Pont. 1952, p. 360).
Un privilegio di Benedetto VIII del 1013, in favore del monastero di S. S., costituisce la prima memoria storica sull'origine della chiesa e città di Borgo S. S. Il monastero sorse indubbiamente sul finire del sec. x o agli inizi dell'xi, sopra l'oratorio di S. Leonardo, eretto nel 934 dai pellegrini Arcano ed Egidio di ritorno da Gerusalemme, donde avevano tratto reliquie del S. Sepolcro. Dapprima posseduto dai monaci di S. Benedetto, passò ai Camaldolesi nel secolo seguente e diede origine al formarsi d'un tipico e prospero borgo d'intorno. Monastero e borgo furono sotto la giurisdizione del vescovo di Città di Castello con cui lungo tempo e tenacemente ebbero a lottare per la libertà, finché Leone X il 2 sett. del 1515 vi creò la diocesi nominandone primo vescovo l'abate Galeotto de Gratianis e dotandola delle terre e dei beni di numerose abbazie tra cui insigne quella di S. Bartolomeo de Subcastello (Badia di Succastelli). Da quel tempo è suffragionea di Firenze. Tra i vescovi di S. S. degni di menzione: N. Tornabuoni (1560), teologo e controversista; D. Bussotti (1638), ex generale dei Serviti e teologo; G. L. Tilli (1704), fondatore del Seminario.
Tra i monumenti sacri della città va ricordata la Cattedrale con l'antica facciata, dove tuttavia dal sec. xii si sono succeduti continui rifacimenti; S. Francesco del sec. xiii, pregevole per l'altare e il coro di grande valore artistico. L'Archivio dell'antica abbazia andò distrutto nel 1353. Una parte delle carte posteriori è raccolta nell'Archivio della Curia vescovile.