SAN SEVERINO (Septempeda), DIOCESI di. - Città e diocesi nelle Marche, provincia di Macerata, sulla destra del fiume Potenza.
Ha una superficie di 45 kmq. con una popolazione di 20.000 ab. tutti cattolici, distribuiti in 29 parrocchie servite da 45 sacerdoti diocesani e 31 regolari: ha un seminario, 4 comunità religiose maschili e 7 femminili (Ann. Pont. 1952, p. 361).
È l'antica «Septempeda», in località abitata, come dimostrano vari ritrovamenti, fin dal periodo paleoneolitico; si dice fondata dai Greco-siculi, o, secondo altri, da popolazioni sabine. Dopo la conquista romana del Piceno (486 a. C.) Septempeda divenne colonia, poi municipio; ebbe notevole importanza per la sua posizione nell'incrocio di vie con la Flaminia, onde viene ricordata dai geografi e negli antichi Itinerari. In seguito alla distruzione di Totila (545), gli abitanti si raccolsero sul vicino colle detto Montenero, nel quale fu edificato il Castello di S. S., dal nome del vescovo, ultimo della serie primitiva. Questi, secondo una tradizione, sarebbe stato uno degli 81 vescovi consacrati dal papa Vigilio (537-55); morì nel 543 e di lui si fa menzione nel Martirologio romano l'8 giugno: in Piceno sancti Severini episcopi Septempedani. Si ha una Vita ss. Severini et Victorini di anonimo, composta tra il VI-IX sec., nella quale Severino appare vescovo, Vittorino eremita. È certa l'esistenza storica di questo vescovo nella prima metà del sec. VI. Benedetto XIV, nella cost. Supremi Pastoris del 22 apr. 1748, ricorda che S. S. ebbe fin dai primi tempi i suoi vescovi tra i quali, nel sec. VI Sanctus Severinus... virtutibus et signis clarus. La fede cristiana fu predicata in S. S. secondo alcuni da s. Apollinare, ma con maggior verosimiglianza da s. Marone, che avrebbe guarito dall'idropisia il procuratore romano. S. S. ebbe i suoi martiri: Ippolito e Giustino. Passata sotto la diocesi di Camerino, vi rimase fino al 1586, quando Sisto V. con la bolla Suprema dispositione del 26 nov. di detto anno, vi ristabili la diocesi elevando il Castello a grado di città e la collegiata a cattedrale; primo vescovo: Orazio Marzari vicentino. Tuttavia lo stesso Sisto V. Fermo arcidiocesi, con la bolla Universis orbis ecclesias del 24 maggio 1589 comprese S. S. fra le suffraganee della nuova arcidiocesi. S. S. subì vari domini

(fot. Alinari)
(fot. Alinari)
La cattedrale di S. S., dapprima nell'antica chiesa dedicata al Santo, sul Castello, dopo vari contrasti, con la bolla di Pio VII Cathedrales Ecclesias del 22 maggio 1821, fu trasferita nella chiesa di S. Agostino (nella parte più recente della città, detta il «Borgo») e consacrata il 28 giugno 1827. La diocesi provvede in sede alla formazione del clero con il Seminario minore (in fabbricato moderno) e con il Seminario regionale di Fano. Un piccolo seminario per i chierici del territorio, con il sussidio dei cittadini, si ebbe in S. S. per concessione del vescovo di Camerino, Berardo Buongiovanni, fin dal sec. XVI.
La diocesi comprende due comuni della provincia di Macerata (S. S. e Poggio S. Vicino) con 29 parrocchie, delle quali 4 urbane, le altre distribuite nelle località: Aliforni, Colleluce, S. Elena, Serrone, Ugliano (Poggio S. Vicino). In S. S. vi sono vari istituti di educazione ed istruzione, un orfanotrofio. Vi hanno sede alcune comunità maschili: Cistercensi, Minori Francescani, Cappuccini, Figli della Provvidenza (don Orione); e femminili: Clarisse, Benedettine, Suore Convittrici del Bambin Gesù, Figlie della Carità, della Provvidenza, Cieche Sacramentine. Patrono della città e della diocesi è s. Severino.
MONUMENTI. - S. S. è interessante per chiese e opere d'arte, alcune di notevole importanza: S. Lorenzo in Doliolo, antichissima, la cui prima costruzione risale al
sec. VIII-IX; il Duomo vecchio (S. Severino), la prima chiesa del Castello, del sec. X, rifatta e rimaneggiata più volte: facciata del '300 con campanile romanico-ogivale, coevo, chiostro del '400; il Duomo nuovo, già S. Maria Maddalena, poi (1260) S. Agostino, rinnovata nell'interno nel 1776 e 1827; campanile simile a quello del Duomo vecchio; nella sacrestia, la celebre Madonna della Pace, capolavoro del Pinturicchio; S. Maria del Mercato o S. Domenico, fondata, si crede, dallo stesso Santo, interno rinnovato nel '600; S. Maria del Glorioso (da Grilloluso), ricostruzione rinascimentale con cupola ottagonale: vi si venera un'immagine della Madonna (la Pietà), che nel 1519 versò lacrime, onde il titolo «delle lacrime»; S. Maria dei Lumi, dai lumi o splendori derivati da un'immagine della Vergine (sec. XVI); le Grotte di S. Eustachio, con resti di un'antica chiesa di S. Eustachio di Domora (sec. XI), e altre. Il Palazzo comunale è del '700, con ricca pinacoteca, nella quale si conservano opere di Salimbeni, di Vittore Crivelli, di Nicola da Foligno (l'Alunno), di Allegretto Nuzi, ecc.
PERSONAGGI. - Si ricordano s. Pacifico (1653-1721); della nobile famiglia Divini, dei Minori Osservanti riformati, il cui sepolcro è meta di pellegrinaggi; i bb. Masseo, Pacifico, Domenico, detto da Leonessa, nati nel territorio della diocesi, le bb. Marchesina Luzio e Camilla Gentili; e altri. Nella chiesa della S.ma Trinità, in parrocchia di S. Anna di Frontale, si conserva il corpo di s. Domenico Loricato, monaco di Fonte Avellana, m. a Frontale nel 1660.
A S. S. fiori tra il sec. XIV e il XV, un'importante scuola pittorica dei fratelli sanseverinati Lorenzo (n. nel 1374) e Jacopo Salimbeni; vi nacquero anche i due pittori L. d'Alessandro, del '500; Domenico Indivini (sec. XVI), ottimo intagliatore in legno; Ercole Rosa, scultore (1846-93); gli scienziati Bartolomeo Eustachio, celebre per scoperte anatomiche (m. nel 1575); Eustachio Indivini, ottico, matematico (m. nel 1685); F. Panfilo, autore del noto poema De laudibus Picens; Ireneo Aleandri, architetto (1795-1885), autore del famoso ponte dell'Ariccia (Castelli Romani) e del monumentale Sferisterio di Macerata, ecc.; il p. Giovanni Severano.