SANTIAGO (SAN GIACOMO) DI COMPOSTELLA (DI GALIZIA), ARCIDIOCESI DI

SANTIAGO (SAN GIACOMO) DI COMPOSTELLA (DI GALIZIA), ARCIDIOCESI di. - Città e arcidiocesi della Spagna, situata nell'estrema parte nord-occidentale della Galizia, comprende quasi tutta la provincia civile della Coruña, inclusa la sua capitale, gran parte di quella di Pontevedra, pure con la sua capitale, e 3 parrocchie di quella di Orense; confina con le diocesi di Mondonedo, Lugo, Orense e Tuy, le quali sono insieme con Oviedo le sue suffraganee.

Ha una superficie di 8336 kmq. con una popolazione di 1.154.000 ab. dei quali 1.153.000 cattolici, distribuiti in 1021 parrocchie, servite da 931 sacerdoti diocesani e 156 regolari; ha due seminari, 20 comunità religiose maschili e 88 femminili (Ann. Pont. 1952, p. 365).

Ca. l'anno 830 si scoprì nel territorio di Amaca (diocesi di Iria Flavia) una tomba d'età romana che si ritenne essere quella dell'apostolo s. Giacomo maggiore. Una stella avrebbe indicato il luogo Campus stellae, donde il nome che poi, unito a quello di s. Giacomo sotto Urbano II (1095), formò il nuovo nome della diocesi e della città. Si narrava che il santo era apparso nella battaglia di Clavijo nell'834 e avrebbe messo in fuga i Mori e si riconosceva perciò in lui il cavaliere «matamoro» uccisore dei Mori. La conchiglia di s. Giacomo sarebbe divenuta insegna dei pellegrini, secondo la leggenda derivata da quelle conchiglie (pectén jacobens) che avrebbero coperto un cavaliere della famiglia Pimentel e il suo cavallo, nel passare un tratto di mare presso Comiña, quando sarebbe stato traslato il corpo dell'Apostolo. Nel 1175 il papa Alessandro III confermò gli statuti dell'Ordine militare di Santiago. Santiago è il patrono della nazione spagnola; e il grido di guerra degli Spagnoli fu un tempo Santiago!

S. di C. è il centro più antico e celebre di pellegrinaggio di tutta la Spagna. Il culto di s. Giacomo si sviluppa sempre più nel sec. X e ingigantisce nel XII, dopo che gli abati cluniacensi avevano organizzato i grandi pellegrinaggi verso la Galizia; lungo le strade principali che ivi conducevano sorsero ospizi e erabri dedicati all'Apostolo. Ancora oggi l'affluenza dei pellegrini è notevole, specie nella seconda quindicina di luglio e soprattutto quando il 25 luglio (festa dell'Apostolo) cade di domenica, in cui si lucra il giubileo. Tra i pellegrini si annovera anche s. Francesco d'Assisi che ha in S. una chiesa a lui dedicata, a tre navate, eretta nel 1742 da S. Rodriguez; l'annesso convento di S. Francesco fu fondato dal Santo stesso e contiene la tomba del suo costruttore Cotalay (m. nel 1238), discepolo del Santo; oggi è adibito a Seminario delle Missioni di Terra Santa e del Marocco; un monumento in onore di s. Francesco è nella piazza omonima.

La diocesi fu creata nel sec. IX e fu elevata a metropolitana da papa Callisto II nel 1120, unendovi anche Merida.

L'odierna Cattedrale che sostituisce l'antica, saccheggiata ed incendiata dai Saraceni d'Almanzor (1997), fu iniziata nel 1073 dal vescovo Diego Pelaez e il suo altare maggiore venne consacrato nel 1105. È a croce latina con tre navate in stile romanico bizantino; è lunga 97 m. per 20 m. di larghezza. Non tutte le parti sono antiche, essendosi nel corso del tempo aggiunte alcune opere, che però non hanno alterato le linee principali. Gli architetti furono Bernardo Gutierrez, tesoriere di questa Cattedrale e cancelliere del re Alfonso VII, Roberto e Matteo. L'architettura nel suo complesso ricorda molto S. Sernin di Tolosa. Una parte della basilica fu consacrata dall'arcivescovo Diego Gelmirez nel 1105; l'insieme nel 1211. Il titolare è l'apostolo s. Giacomo; la sua festa è al 25 luglio per la traslazione; per l'apparizione il 23 maggio. La dedica della Cattedrale (l'ultima nel 1211) si commemora il lunedì dopo la Domenica in Albis.

La chiesa cattedrale conserva nella sua cripta le re-

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SANTIAGO DI COMPOSTELLA, ARCIDIOCESI di - Facciata della Cattedrale (1738-47) - Santiago.
(fot. Reinio)
liquie dell'apostolo s. Giacomo racchiuse in una ricchissima urna d'argento e molte indulgenze plenarie sono state concesse dai Papi ai pellegrini, durante gli anni ordinari. Essa ha pure il titolo di « Apostolica », i suoi capitolari sono cappellani d'onore del re e le dignità usano per privilegio apostolico la mitra nelle processioni e incensazioni dell'altare nelle funzioni vesperali. Un uso particolarissimo di questa chiesa è il cosiddetto « botafumeiro », cioè il colossale incensiere che, mosso da parecchi uomini con un sistema di potenti corde, gira per tutta la navata principale, profumando la chiesa intera; questo rito proviene dal medioevo. Un'altra particolarità è il « ballo dei giganti » davanti all'immagine di s. Giacomo nella cappella Maggiore dopo la funzione mattutina della festa principale.

La facciata ovest, opera di F. Casas y Novoa, detta dell'Obradoro (1731), è preceduta da una grande scalea a doppia rampa del 1606 che immette nel portico (de la Gloria), opera di Maestro Matteo (1168-83), adorna di rilievi leggermente policromati aggiunti nel 1651; i tre grandi archi rappresentano la Chiesa cattolica, quella « ex gentibus » e quella « ex circumcisione ». Nel centro si trova il gruppo di s. Giacomo tra due re genuflessi, poi la statua dei suoi discepoli Atanasio e Teodoro, ai lati altre statue; quindi la capilla del Dean con timpano che presenta l'adorazione dei Magi (sec. XIV). Nel lato sud è la porta detta « de las Platerias » del sec. XI, che immette nel transetto. È decorata con statue di profeti e di santi, opere d'uno scultore tolosano della fine del sec. XI. All'angolo sud-est si erge la torre dell'orologio alta 72 m., iniziata nel 1316 e finita nel 1680; la campana maggiore ha un diametro di m. 2,50.

La facciata ad oriente contiene la « puerta Santa » che si apre negli anni giubilari, fiancheggiata da 24 statue in

granito di profeti e santi; alla sua sinistra si trova la « puerta Real » in stile classico (1606). A nord si apre la « puerta de la parroquia » o « de la Azabacheria » opera di V. Rodriguez (1765-70); per mezzo di grandi arcate comunica con il Palazzo arcivescovile.

La « capilla mayor » fu rifatta nel sec. XVII; contiene una statua assisa di s. Giacomo, la cui pellegrina è in argento incrostato di diamanti e pietre preziose (1765); un altro gruppo ligneo rappresenta l'Apostolo con 4 re genuflessi, opera di P. Del Valle (1667); inoltre la statua equestre dell'Apostolo di M. De Prado (1677) che spesso viene portata in processione. Intorno a questa cappella se ne aprono altre, come quella del Pilar (1691-1726) con la tomba dell'arcivescovo F. A. Monroy (1721), la « capilla del Espiritu Santo » con i sepolcri dell'arcivescovo A. de Moscoso (1383), del card. Pedro Varela (1574); la « capilla de la Corticela », antica parrocchia degli stranieri, con tomba del card. Eanes (1342); la cappella detta « de la Comunion » con i sepolcri degli arcivescovi Lope de Mendoza (m. nel 1451) e Rajov (m. nel 1772); la cappella del « Cristo de Burgos » con le tombe del suo fondatore arcivescovo Carrillo (1667) e del card. García Cuesta (1873). Presso il transetto si trova il grandioso chiostro che forma un quadrilatero di 39 m. di lato; fu eretto tra il 1521-80 da J. De Alava e G. de Hontañon in stile gotico fiorito.

Questa chiesa ha un tesoro ricchissimo di reliquie, immagini e paramenti: la statua d'argento dorato del titolare (sec. XV) e il busto reliquiario dello stesso Santo (sec. XVI); frontali preziosissimi d'argento della cappella maggiore della Solitudine; altissimo ostensorio d'argento con pietre preziose; diverse croci del sec. XIII; immagini, pure d'argento, di s. Pietro e s. Paolo. Nella cappella delle Reliquie si venera il cranio dell'apostolo s. Giacomo il Minore e si conservano i sepolcri dei sovrani Ferdinando II, Berenguela, Alfonso VII e Alfonso IX. Nell'Archivio capitolare ben ordinato vi sono diplomi di quasi tutti i sovrani spagnoli del tempo di Alfonso II il Casto e di parecchi romani pontefici.

Ad occidente della Cattedrale e sotto le scale si apre la « Catedral Vieja » contemporanea però all'altro edificio perché iniziata alla fine del sec. XI e rafforzata per sostenere il portico della Gloria del Maestro Matteo. È a forma di croce con archi retti da grandi pilastri con capitoli riccamente decorati. A nord sorge il Palazzo arcivescovile costruito nel sec. XVIII sull'antico palazzo di Gelmirez, primo arcivescovo di Compostella (1120-49), i cui maestosi avanzi (XII e XIII sec.) costituiscono un monumento capitale dell'architettura civile spagnola. Il Museo archeologico annesso alla Basilica contiene frammenti di architettura e scultura delle parti demolite e 108 preziosi avanzi.

Altre chiese notevoli sono: la chiesa di S. Maria del Camino, del sec. XVIII; la chiesa di S. Felix de Solovio, che conserva il portale del sec. XII e la tomba del card. Lopez Gonzalez del sec. XV, mentre il resto è del sec. XVIII. La chiesa di S. Martino eretta nel 1590 da M. Lopez, è adorna di 15 statue e preceduta da una scalea; l'interno, a 3 navate, fu ultimato nel 1647 da M. De Prado. La chiesa di S. Agostino è del 1648 a tre navate e cupola con facciata neo-classica. La chiesa di S. Maria Salomé è del sec. XII con facciata del XV. La chiesa di S. Susanna è del sec. XII; quella del Pilar del sec. XVII.

Il Seminario fu fondato nel 1829 dall'arcivescovo p. Raffaele Veles, cappuccino. Era stato collocato nel collegio eretto dall'arcivescovo Giovanni di S. Clemente nel sec. XVI; ma essendo questo insufficiente il card. García Cuesta nel 1868 lo trasferì al monastero benedettino di S. Martino Pinaris ed è veramente grandioso. Si regge con le Costituzioni dategli dal card. Herrera l'8 luglio 1827. È pontificio.

Il « Colegio de S. Jeronimo », oggi scuola normale, fu fondato nel 1501 e rifatto nel 1665; ha annesso un chiostro; il Collegio « de Fonseca » (1544), con torre del 1601, ospita oggi la Facoltà di farmacia. Nel Collegio « de los Remedios » la cappella del 1671 contiene la tomba del card. Martin de Herrera. Il Collegio « de Sanclemente » fu fondato dall'arcivescovo omonimo nel 1601; è oggi occupato dalla Scuola di arti e mestieri. Il convento

di S. Domingo, oggi ridotto a ospizio, ha annessa una chiesa a tre navate del sec. XIV. L'« Hospital Real » fu fatto erigere dai re cattolici per i pellegrini tra il 1501-1511, è opera di E. de Egas, ma la facciata fu rifatta nel 1678; la preziosa cappella è in stile ogivale con cupola. L'« Hospital de S. Roch » pure per pellegrini, è del sec. XVI. Nel sobborgo detto « de Horres » si eleva la chiesa di S. Maria del Real de Sar del sec. XII, già dei Templari. La facciata primitiva fu sostituita nel 1732; ne resta il portale romanico; all'esterno anche i contrafforti sono del sec. XVIII; l'interno è a tre navate con triplice abside; il sontuoso chiostro annesso è attribuito a Maestro Matteo, è a colonnine binate e pilastri con ricca decorazione, contiene tombe dei priori dal sec. XIII al XV e una vasca battesimale monolitica in granito (C. Sanchez Rivera, La Iglesia de Santa Maria la Real de Sar, Santiago 1920). Sulla strada tra S. e Orense si trova il monastero di Osera, fondato dai Cistercensi nel 1135; fu distrutto da un incendio nel 1552 e ricostruito nel secolo successivo; fu detto l'Escoriale della Galizia. La chiesa ha una facciata classica con torri barocche; è a tre navate e conserva cupola e abside romaniche, resti di pitture murali e capitelli istoriati.

Nella diocesi vi sono l'insigne collegiata della città della Coruña e l'ex collegiata di S. Maria Iria Flavia. Da questa diocesi dipende la chiesa dell'Incarnazione di Madrid, del Regio Patronato, fondata nel 1611 dalla regina Margherita d'Austria, moglie di Filippo III, con un monastero di monache agostiniane. La giurisdizione spirituale appartiene all'arcivescovo di S.

Hanno illustrato questa sede compostellana moltissimi prelati, insigni per virtù, sangue e lettere: tra essi non pochi cardinali.

BIBL.: Eubel, I, pp. 199-200; II, p. 148; III, p. 169; IV, p. 158; Cottincau, I, col. 851. Sul culto di S. Giacomo in Spagna; Leons XIII Acta, IV, Roma 1885, pp. 159-72; L. Duchesne, St-Jacques en Galice, in Annales du Midi, 12 (1900), pp. 145-80, riassunto in Anal. Bolland, 19 (1900), p. 353; Synax. Constantinop., 639-42; J. S. Stone, The cult of S., Londra 1927; J. Vieilliard, Guide du pèlerin de St-Jacques, Parigi 1938; L. Vázquez de Parga-J. M. Lacarra-J. Uria Riu, Les peregrinaciones a S. de C., 3 voll., Madrid 1948-49; B. Kötting, Peregrinatio religiosa, Wallfahrten in der Antike u. das Pilgeressen in der alten Kirche, Münster in V. 1950. Su S. de C.: A. Lopez Ferreiro, Historia de la iglesia de S. de C., 10 voll., Santiago de C. 1898-1908; Z. García Villada, Historia eccles. de España, I, 1, Madrid 1929, pp. 27 sgg., 79 sgg. Sull'arte: E. Mâle, L'art religieux en France du XIIe siècle, 4e ed., Parigi 1940, pp. 288-97; B. Llorca, Hist. de la Iglesia católica, I, Madrid 1950, pp. 121-27; G. Pillement, Les cathédrales d'Espagne, 2 voll., Parigi 1951. Enrico Josi-Giuseppe M. Pou y Marti
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“SANTIAGO (SAN GIACOMO) DI COMPOSTELLA (DI GALIZIA), ARCIDIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 1101. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/santiago-san-giacomo-di-compostella-di-galizia-arcidiocesi-di.