SARDICA (SERDICA)

SARDICA (Serdica). - Oggi Sofia. Il nome le deriva dalla tribù tracia dei Serdi (Dione Cass., LI, 25). Nella sistemazione data da Traiano alla regione dacica dopo la conquista, prese il nome di Ulpia Serdica.

Dal sec. III venne assegnata alla Dacia inferiore. Saccheggiata da Attila fu in seguito dotata, da Giustiniano, di fortificazioni, di cui rimangono le rovine, per la difesa del territorio (Procopio, De Jed., 4, 1; 4, 4). Data la sua posizione nel grande Illirico al confine tra le due porzioni occidentale e orientale dell'Impero, fu sede, come tutta la regione danubiana, di formazioni legionarie reclutate sul posto. Da S. sono datate molte costituzioni imperiali raccolte nel Codice Teodosiano. Nativi di S. furono i due imperatori Galerio e Massimino Daia.

Il concilio di S. - Fu tenuto un Sinodo più probabilmente nel 343 (Mansi, Hefele-Leclercq nel 344, E. Schwartz nel 342), convocato da Costante I e Costanzo II per iniziativa di papa Giulio I. Vi accorrono ca. 180 vescovi fra i quali ca. 80 orientali aderenti al semarianesimo. Fu Osio di Cordova a presiederlo coadiuvato dai legati papali, i presbiteri Archidamo e Filosseno. Il Sinodo fu una riaffermazione energica dell'ortodossia nicena contro il dilagare del semarianesimo.

I vescovi semiariani, prendendo occasione dalla presenza nel Sinodo di s. Atanasio, di Marcello di Ancira e di Asclepiade di Gaza, da essi considerati come depositi, formarono non lontano da S. un conciliabolo che scomunicò papa Giulio, Osio e altri e promulgò un nuovo simbolo dogmatico che si riallaccia alla 4ª formula antiochena del 341.

Invece il Concilio legittimo di S. riconfermò l'ortodossia e legittimità di s. Atanasio, di Asclepiade e di Marcello, depose alcuni vescovi semiariani come Teodoro di Eraclea e Basilio di Ancira, riconfermò il Simbolo di Nicea dopo aver messo da parte la proposta di uno nuovo, preparò la data pasquale per i prossimi 50 anni e promulgò 20 canoni disciplinari. Essi regolano il diritto episcopale. Di singolare importanza sono i canoni 3-5 nei quali viene riconosciuto al vescovo di Roma il diritto di cassare i decreti emanati contro un vescovo da un sinodo provinciale e di nominare nuovi giudici per la revisione della causa. Gli occidentali associarono i canoni di S. a quelli di Nicea, il che dette luogo all'equivoco circa la loro origine. Il concilio di S. non ebbe l'effetto di ricondurre la concordia, riuscì però a galvanizzare per allora l'ortodossia dell'Occidente e di farla palese al poco ortodosso Costanzo II.

BIBL.: Hefele-Leclercq, I, pp. 737-823; Fliche-Martin-Fruta, III, pp. 128-34, con bibl. Ignazio Ortiz de Urbina

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“SARDICA (SERDICA).” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 1141. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/sardica-serdica.