SARDI, FILIPPO. - Arcivescovo, n. a Lucca il 18 ott. 1736, m. ivi l'8 marzo 1826. La sua vita è strettamente legata alle vicende politiche dello Stato lucchese, nelle quali ebbe grandissima parte.
Eletto arcivescovo della città natale il 3 ag. 1789, si trovò ad esercitare il suo lungo ministero fra i mutamenti politici che attraversò la piccola repubblica aristocratica per diventare principato sotto il dominio di Elisa sorella di Napoleone e di suo marito Felice Baciocchi (1805-14), con la conseguenza di dover subire il nuovo ordine di cose creato dalla legislazione francese che sovvertì tutti gli antichi rapporti. Il S. non mancò di opporsi energicamente quando (1806) si volle esteso anche a Lucca il Concordato del 1803 tra la S. Sede e la Repubblica italiana, nella quale tutela dei diritti vescovili ed ecclesiastici fu confortato dall'approvazione di Pio VII, con cui il S. mantenne una nutrita corrispondenza. Caduto il principato dei Baciocchi, mons. S. fu il maggiore ispiratore dell'azione politica della reggenza provvisoria, impedendo, fra l'altro, ogni rappresaglia nei confronti dei bonapartisti. Insediati in Lucca i Borboni di Parma, per la nota clausola del Congresso di Vienna, fu il più ascoltato consigliere di Maria Luisa di Borbone, che resse il ducato per il figlio minore, e che si mise subito in relazione con Pio VII al fine di ristabilire i rapporti fra Chiesa e Stato e ripristinare gli ordinamenti ecclesiastici sconvolti nel governo precedente. Ciò fu compiuto, infatti, con il breve papale dell'8 apr. 1820 e con le speciali disposizioni prese in seguito d'accordo con la S. Sede. Durante questo periodo di restaurazione il S. continuò instancabile nella cura spirituale del suo clero e del suo popolo, e pochi mesi prima del decesso compì per la quarta volta la visita pastorale alle parrocchie alpestri della Garfagnana.