Enciclopedia Cattolica vol. X, 1953 Storia, storici e biografie varie Storici, biografie varie

SARPI, PAOLO

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Noto anche come: inglese: Paul Sarpi; Fra Paolo Sarpi; latino: Paulus Sarpi

SARPI, PAOLO - Ritratto. L'originale reca a lato la scritta «Ipsissima P. Pauli Veneti viri ad miraculum docti integri iusti obdormientia in domino effigies» - Venezia, collezione privata.
SARPI, PAOLO - Ritratto. L'originale reca a lato la scritta «Ipsissima P. Pauli Veneti viri ad miraculum docti integri iusti obdormientia in domino effigies» - Venezia, collezione privata.

SARPI, PAOLO. - N. a Venezia il 14 ag. 1552, m. ivi il 14 genn. 1623. Già a 18 anni si distinse a Mantova nelle dispute; nel 1575 entrò nell'Ordine dei Serviti e nel 1579 aveva già la carica di provinciale. Nel 1585 venne a Roma come procuratore generale del suo Ordine. Le vere cause della sua inimicizia mortale verso la Curia romana e la Compagnia di Gesù non sono state ancora abbastanza esplorate: ma è certo che nel 1593 la nomina del S. a vescovo di Milapotamos favorita dal card. Santori, e più tardi le nomine ai vescovati di Caorle e Nona, furono respinte a Roma. Urtavano i suoi rapporti con i protestanti e specialmente con il Bedell, cappellano dell'ambasciatore inglese a Venezia, Wotton.

P. S. cominciò a far parlare molto di sé quando, il 28 genn. 1606, divenuto teologo di Stato della Repubblica di Venezia, con lo stipendio annuale di 200 e poi di 400 fiorini, fu consigliere della Repubblica nella lotta contro papa Paolo V: e con moltissimi pareri, dei quali solo una piccola parte è stampata, sosteneva che le censure infiltre dal Papa a Venezia, e in special modo l'interdetto, non fossero validi; appoggiò la Repubblica nella resistenza al Papa, fu con i giuristi Mennocchio e Pellegrino e con l'es- gesuita Marsiglio, protagonista nella propaganda antipapale.

Ristabilita la pace tra il Papa e Venezia, la Repubblica continuò a proteggere lo scomunicato S., che il Papa avrebbe voluto veder consegnato all'Inquisizione romana.

Quando il 5 ott. 1607, vittima di un attentato, fu ferito da tre pugnalate alla testa, si indicò come mandante il nunzio Gessi; non è però dimostrato che la cosa fosse voluta da Roma.

Protetto dalla Repubblica, il S. continuò la sua lotta contro il Papato con altri mezzi: consigliò ed aiutò gli inviati del calvinista Du Plessis Mornay e del protestante tedesco Dohna, che volevano introdurre a Venezia il protestantesimo: ma li deluse, rifiutando di convertirsi. Negli anni 1612-15, sotto l'influsso degli scritti gallicani contro il Concilio di Trento del Gentillet, del Ranchin, del Thou e del Gillot, progettò di assestare un colpo al Papato della Centroriforma, con una sua Istoria del Concilio Tridentino. In gioventù aveva conosciuto a Mantova Camillo Olivo ex segretario del card. Ercole Gonzaga, inoltre a Venezia l'ex-ambasciatore francese al Concilio, Ferrier; aveva raccolto da molto tempo, oltre a racconti verbali, anche note scritte, e l'Archivio di Stato di Venezia era a sua piena disposizione. Ciò malgrado, le fonti per la sua Istoria del Concilio Tridentino sono relativamente povere. Le lacune delle fonti furono riempite con una certa fantasia.

Ai pregi formali dell'opera, concisione e precisione magistrale del linguaggio ed esposizione avvincente, fanno riscontro numerosi errori nei particolari; e la menda maggiore è lo spirito antipapale nascosto con cura, ma affiorante in ogni pagina.

La Istoria è in realtà un atto di accusa contro la Curia romana: fu stampata nel 1619 a Londra dall'apostata Marcantonio de Dominis (v.), difficilmente all'insaputa del S. Sebbene fosse stata posta il 22 nov. 1619 all'Indice dei libri proibiti, dieci anni dopo la sua apparizione era già tradotta in cinque lingue, molto letta e spesso stampata malgrado le confutazioni del Pallavicino. Durante il Risorgimento se ne fecero almeno tre ristampe.

Il S. credette di non essere protestante né irreligioso. La sua opera si spiega con il suo concetto di Chiesa, fortemente influenzato dal gallicanesimo (concetto che continua la linea di Marsilio da Padova), e specialmente con il suo odio profondo verso il Papato e l'Ordine dei Gesuiti. Egli fu un nemico intelligente, e perciò pericoloso, del papato della Riforma cattolica.

BIBLI: Opere, 8 voll., Helmstadt [in realtà Verona] 1761-1768; Lettere ai protestanti, ed. M. B. Busnelli, 2 voll., Bari 1931; Istoria del Concilio Tridentino, ed. G. Gambarin, 3 voll., ivi 1935; Istoria dell'Interdetto e altri scritti, ed. M. B. Busnelli e G. Gambarin, ivi 1940; Scritti filosofici e teologici editi e inediti, ed. R. Amerio, ivi 1951; cf. inoltre P. Savio, Per l'Epistolario di P. S., in Aevum, 10 (1936), pp. 1-104; 11 (1937), pp. 3-74, 275-322; 13 (1939), pp. 558-622; 14 (1940), pp. 3-84; 16 (1942), pp. 3-43; 105-38; R. Taucci, Intorno alle lettere di fra P. S. ad Antonio Foscari, Firenze 1939. Sulle vecchie biografie cf. R. Morghen, s. v. in Enc. Ital., XXX, p. 877 sgg.; E. Amann, s. v. in DThC, XIV, col. 1115 sgg.; la più recente G. Getto, P. S., Pisa 1941. Contro la valorizzazione di A. Luzio, Fra P. S., in Rivista storica ital., 45 (1928), pp. 1-23; cf. A. Mercati, Interno a fra P. S., in Civ. catt., 1928, II, p. 527 sgg. Sulla posizione di S. nel conflitto tra Paolo V e Venezia: Pastor, XII. Sul valore storico della Istoria del Conc. Trid. e i lavori critici di St. Ehses, cf. H. Jedin, Das Konzil von Trient, ein Überblick über die Erforschung seiner Geschichte, Roma 1948, p. 82 sgg. Sul concetto sbagliato della Chiesa cf. V. Buffon, Chiesa di Cristo e Chiesa romana nelle Opere e nelle lettere di fra P. S., Lovanio 1941. Sui ritratti: F. A. Yates, P. S.'s History of the Council of Trent, in Journal of the Warburg and Contauld Institutes, 7 (1944), pp. 123-43.

Hubert Jedin

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), coll. 1928–1929.

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Jedin, Hubert. “Sarpi, paolo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. X, coll. 1928–1929. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/sarpi-paolo.

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Jedin, Hubert. “Sarpi, paolo.” Enciclopedia Cattolica, vol. X, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 1928–1929. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/sarpi-paolo.

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