SASSETTA, STEFANO DI GIOVANNI DI CONSOLO, DETTO IL

SASSETTA, STEFANO di Giovanni di Consolo, detto il. - Pittore senese n. nel 1392, m. il 1° apr. 1450.
SASSETTA, STEFANO di Giovanni di Consolo, detto il. - Pittore senese n. nel 1392, m. il 1° apr. 1450.

La sua prima opera documentata, eseguita tra il 1° luglio 1423 e il dic. 1426, consisteva in un grande trittico recante al centro il Trionfo del S. mo Sacramento sormontato dall'Incoronazione della Vergine e nei laterali S. Antonio Abate e S. Tommaso d'Aquino sormontati dall'Annunziacione; il tutto collegato da pilastri coi Quattro s. Paolo di Siena e coi Quattro Dottori della Chiesa, da cupidii, e munito di predella con l'Ultima Cena e Storiette di S. Antonio e S. Tommaso. Il complesso fu smembrato e disperso nel 1816, e se ne conservano solo alcune parti secondarie a Siena, Budapest, Vaticano e Barnard Castle. Tra il 1430 e il 1432 il S. dipinse per il duomo di Siena la Madonna delle Nevi, poi emigrata a Chiusdino e quindi (1956) nella collezione Contini Bonacossi di Firenze; del 1433 è il Crocifisso per la chiesa di S. Martino di Siena, distrutto nel 1826 e di cui si conservano i capricorace e la storietta di base nella collezione Chigi Saracini di Siena. A quest'epoca, o poco più tardi, appartengono il Politico per la chiesa di S. Domenico di Cortona e varie Madonne (Museo di Grosseto, Pinacoteca di Siena ecc.). Il capolavoro dell'ultimo periodo del S. è il grande politico eseguito per i Francescani di Borgo S. Sepolcro (1444); smembrato nel 1752, disperso nel 1810 si è potuto idealmente ricostruire con assoluta sicurezza solo dopo il recentissimo (1951) rinvenimento in una collezione privata francese di tre scomparti: una Madonna con angioli musicanti, un S. Antonio da Padova e un S. Giovanni Evangelista, a cui si affiancavano le figure del Battista e del B. Ranieri Rasini nella collezione Berenson alla quale appartiene anche il pannello centrale del tergo, con S. Francesco in estasi, originariamente fiancheggiato da otto Storiette di s. Francesco (una ora nel Museo Condè a Chantilly e le altre nella National Gallery di Londra). L'Incoronazione di Maria sopra la Porta Romana di Siena, opera compiuta alla morte del S. da Sano di Pietro, andò distrutta nel 1944, ma se ne salvò la parte autografa, cioè una Gloria d'Angeli musiciani nel sottarco. Varie opere, tra le quali la notissima Natività di Maria nella Collegiata di Asciano e un trittico (1436) nella basilica dell'Osservanza di Siena, che un tempo venivano considerate tra le più significative del S., sono state recentemente attribuite a una ignota personalità, affine al S., denominata il «Maestro dell'Osservanza».

Il S. è il più grande pittore senese del sec. XV. Ancorché formatosi a Siena, probabilmente nella cerchia dei pittori tardogotici (Gualtieri di Giovanni da Pisa, Nicola da Naldo, Benedetto di Bindo ecc.), dovette avere una precoce e non superficiale conoscenza dei modi non solo di Gentile da Fabriano e di Masolino, ma dello stesso Masaccio, del Brunelleschi e di Donatello. Lo dimostra la costante ricerca di una plastica tridimensionalità e di una spazialità concreta che si ravvisa fin dalle sue prime opere. Tuttavia il S. non può dirsi totalmente artista del Rinascimento, perché l'amore ingenuo per il particolare finemente elaborato e l'inclinazione quasi mistica al sogno, il gusto squisitamente decorativo e le tendenze astrattive tutte proprie dello spirito senese gli impedirono di realizzare quell'unità ed organicità di visione cui miravano i novatori fiorentini. Tecnico consumatissimo e colorista di eccezionale raffinatezza, il S. dimostrò pure originalissime qualità di narratore. - Vedi tav. CXXIX.

SASSETTA - SASSONIA