SAY, FAMIGLIA

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SAY, FAMIGLIA. — Economisti francesi, il più noto dei quali, Jean-Baptiste, n. a Lione il 5 genn. 1767, m. a Parigi il 15 nov. 1832. Alla caduta di Napoleone, di cui era stato prima seguace e poi avversario, ebbe vari uffici dai Borboni, sebbene non fosse loro favorevole, e infine, nel 1831, fu chiamato dal governo di Luigi Filippo alla prima cattedra di economia politica nel Collegio di Francia.

La sua opera principale è il Traité d'économie politique, stampato la prima volta nel 1803, e ristampato soltanto nel 1814, dopo che Napoleone l'aveva fatto sequestrare per il suo spirito liberale e contrario ad ogni intervento dello Stato nell'attività economica. In questo trattato, egli non esprime soltanto i principi della dottrina di Adamo Smith, di cui fu un geniale divulgatore in Francia, ma ne approfondisce, completa e talvolta corregge alcune teorie. Rifiutando il concetto sia fisiocritico sia smithiano dell'ordine naturale e spontaneo dell'attività economica e della scienza, intesa come scienza normativa della condotta umana, esige che la scienza economica sia puramente teorica e descrittiva come le scienze naturalistiche, esatte. Completa inoltre il concetto della scienza economica includendovi i beni non materiali, i cosiddetti servizi personali, ritenuti improduttivi dallo Smith. Soprattutto famosa è la sua « teoria degli sbocchi », per la quale, in contrasto con il Malthus e il Sismondi, timorosi dei danni della superproduzione, egli sostiene che, poiché « i prodotti si scambiano contro i prodotti », « quanto più numerosi siano i produttori e moltiplicare le produzioni, tanto più gli sbocchi sono facili, variati e vasti ». Cadono così anche le preoccupazioni dei mercantilisti e in genere dei protezionisti sulla bilancia del commercio, e cioè sul pericolo dell'impoverirsi di una nazione per l'eccesso di importazioni. Per tale visione dell'organizzazione economica della società, la scuola classica francese, iniziata dal S., è detta « scuola ottimistica ». Quella scuola ottimistica che troverà poi il più eloquente assertore in Federico Bastiat. Altre opere del S. sono: Catéchisme d'économie politique (1815); Cours complet d'économie politique pratique (1828-29), ecc.

Minore importanza hanno gli altri membri della famiglia. Il fratello Louis-Aguste (n. a. Lione nel 1774, m. a. Parigi nel 1840) scrisse: Principales causes de la richesse ou de la misère des peuples et des particuliers (1808); Traité élémentaire de la richesse individuelle et de la richesse publique (1827); Etudes sur la richesse des nations (1836), ecc. Il figlio Horace-Emile (n. a. Noisy 111 marzo 1794, m. a. Parigi nell'ag. 1860), scrisse: Histoire des relations commerciales entre la France et le Brésil (1830), ecc.

Bibl.: V. Fallon, Principi di economia sociale, trad. II. di A. Cantano, Torino-Roma 1926, pp. 454-455; A. Razzanti, s. V. ENOCH. Ital., XXX, p. 978.

Sbaraglia (Sbaralea), Giovanni Giacinto. Storico e bibliografo dei Francescani Conventuali, n. a. S. Niccolò della Rotta (Forlì) il 13 marzo 1687, m. a. Roma, ai SS. Apostoli, il 2 giugno 1764.

Religioso dal 4 ag. 1703, fu ordinato sacerdote il 5 apr. 1710. Nel 1715 fu inviato in Roma dove nel 1718 ottenne il dottorato e magistero in teologia. Tornato a Ferrara, si diede agli studi storici e bibliografici. Passò poi a Firenze, Assisi, a Roma (nov. 1751), dove rimase fino alla morte. Il suo ideale scientifico: « Non nova cadere, sed alie

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(da A. Merlin, Forum et églises de Suétville, Perigi III, tav. 1) Sbrifla - Veduta d'insieme della basilica di Bellator (sec. v).

sed aliena cribrare... meliora facere $»$, si manifesta in tutta la sua produzione scientifica edita e inedita.
na cribrare... meliora facere », si manifesta in tutta la sua produzione scientifica edita e inedita.

È sufficiente ricordare fra le opere inedite: la Chrono-tavis Romanorum Pontificum; l'Opus miscellaneum in revisione della Collectio Conciliorum del Labbe; la Critica Pagii in Annales Baroni; il Supplementum ad Italiam Sacram Ughelli (conservate nell'Arch. Gener. dei Conventuali ai SS. Apostoli in Roma). Fra le opere edite sono da notare inoltre: Disputatio de sacris pravorum Ordinationibus... (Firenze 1750) con varie appendici; la monumentale edizione del Bullarium Franciscanum dal 1218 al 1303 (4 voll., Roma 1759-68) e il Supplementum et castigatio ad scriptores Trium Ordinum S. Francisci a Waddingo aliisque describtos, che, oltre a correggere, raddoppia la raccolta portandone i nomi da 2249 a 5267 (1a ed., postuma, Roma 1806; 2a ed., 3 voll., ivi 1908-36). Queste due ultime opere, indispensabili per la storia francescana, lo fanno ritenere il principale rappresentante della storiografia critica francescana.

Bibl.: F. A. Mattei, Elogio del p. m. fra G. S. Min. Conr., in Novelle letterarie di Firenze, 26 (1765), pp. 36, 56, 71, 98, 115, 132; Sbaralea-Rinaldi, Supplementum, III, pp. 154-155; Ilurter, IV, coll. 1587-80; D. Sparacio, Gli studi di storia e i Minori Conventuali, in Miscell. Franc. 20 (1919), pp. 113-123 con completa bibl.; id., Prammenti biobibliografici di scrittori O.F.M. Conr., ibid., 30 (1930), pp. 56-57; A. Teetart, s. V. in DTHC, XIV, coll. 1242-46.