SCAPOLARE. - Dal latino scapula = spalla. Parte integrante dell'abito religioso monastico che si porta sopra la tunica, consistente in due lunghe strisce di stoffa pendenti dalle spalle, l'una sul petto e l'altra sul dorso munita di un cappuccio; in alto v'è una apertura per passarvi la testa.
È proprio degli Ordini monastici: Benedettini, Camaldolesi, Cistercensi, Carmelitani e Domenicani, adottato anche da alcune nuove congregazioni. È di colore vario: nero per i Benedettini e i Cistercensi, bianco per i Camaldolesi, Olivetani, Domenicani; marrone per i Carmelitani. S. Benedetto (Reg., cap. 55: «scapulare propter opera»), accenna alla forma iniziale che doveva essere soltanto una fascia o cinghia, in forma di croce, posta sul petto e sulle spalle (analoga al greco ἀνάξαβος) per aggiustare o alzare l'abito durante il lavoro; o anche un grembiule per proteggere le vesti ordinarie. Un secolo dopo S. Benedetto, cambiò significato. La forma attuale sembra derivare dal «cucullo», ossia cappuccio allungato fino alle spalle per proteggere la testa e le spalle contro la pioggia, il freddo, la neve. Al tempo della riforma di S. Benedetto d'Aniane (m. nell'821) si allungò fino ai ginocchi; questa «cuculla s.» venne, come scrive Ardo (m. nell'843), biografo di S. Benedetto d'Aniane, identificato con lo «s.» della Regola benedettina. Verso il Mille cominciò ad allungarsi fino ai talloni. Intorno al 1200 si giunse alla forma attuale.
Per esprimere la loro adesione all'Ordine monastico rispettivo, gli oblati e gli ascritti al Terz'ordine francescano portano sotto le vesti una forma ridotta dello s., ossia due piccole pezze di stoffa del colore dell'abito dell'Ordine, riunite da due nastri. Si dice «grande» lo s. dei terziari in contrapposizione di quello «piccolo» delle confraternite religiose, che hanno lo s. come distintivo. Il più celebre e diffuso è quello marrone o nero della Vergine del Monte Carmelo, spesso riunito con gli altri s.: con quello bianco, con la croce rossa e cerulea della S. Maria Trinità, dell'Ordine dei Trinitari (concesso nel 1200); con quello nero dei Serviti (dal 1255) in onore dei 7 dolori della Madonna; con quello ceruleo dell'Immacolata Concezione, concesso nel 1691 e 1710 ai Teatini; e con quello rosso della Passione approvato nel 1847 per i Lazzaristi. Oltre questi cinque s. ve ne sono altri, p. es., quello violaceo-giallo in onore di S. Giuseppe, approvato nel 1893 per i Cappuccini, quello rosso in onore dei SS. Cuori di Gesù e Maria, approvato nel 1900, quello bianco in onore del S. Cuore di Gesù, approvato nel 1900, ecc.
Per lucrare i benefici spirituali, gli s. debbono essere realmente e continuamente portati giorni e notte; debbono essere fatti di lana e benedetti per la prima volta nel giorno dell'iscrizione. Un decreto di Pio X (16 dic. 1910) permette di portare una medaglia (avente da un lato l'immagine del S. Cuore di Gesù e dall'altro quella della Madonna) per sostituire lo s. (AAS, 3 [1911], pp. 22-23).