Convertito dal luteranesimo (1834) mentre frequentava i corsi di pittura all'Accademia di Belle Arti di Düsseldorf, nel 1868, sotto la guida del p. P. Stub (autore di libri spirituali assai diffusi, e costruttore della prima chiesa cattolica di Bergen, dedicata a s. Paolo), suo connazionale e pur esso convertito, entrava nel noviziato dei Barnabiti a Aubigny (Francia) e il 18 dic. 1875 era ordinato sacerdote. Cinque anni ad Aubigny, sette in Italia come vicemaiestro dei novizi di Monza, venti a Moussron, segnano i capitoli del suo operoso apostolato nel confessionale e nell'esempio di virtù eroiche. Durante il 1949 se ne è compiuto il processo apostolico per la beatificazione. Al Museo civico di Cristiania sono alcuni dei suoi quadri premiati, tra i quali Il mendico, suo capolavoro, e diversi paesaggi norvegesi. La sua causa di beatificazione fu introdotta il 22 nov. 1946 (AAS, 39 [1947], pp. 235-37).
SCHILLING, CARL HALFADAN
Bibl.: G. Semeria, I miei ricordi oratori, Milano 1927; pp. 74-76; S. Declerq, Un artiste norvegiens converti, Bruxelles 1928 (vers. II. Roma 1930); L. Levati, Menologio dei Barnabiti, Genova 1933, pp. 25-29; F. Sala, Il p. C. S., Torino 1930; Virginio M. Colciago.