SCHLEGEL AUGUST WILHELM UBER THEORIE U

SCHLEGEL AUGUST WILHELM

uber Theorie u. Geschichte der bildenden Künste, Berlino 1827), e soggiornò con lei nella famosa villa di Coppet centro della nuova cultura europea. Al tentativo della Staël di far conoscere ai Francesi la nuova fase della vita dello spirito tedesco partecipò combattendo contro l'invasione del classicismo francese (Comparaison entre la Phèdre de Racine et celle d'Euripide, 1807). A Vienna nel 1808 tenne quelle Verlausungen über dramatische Kunst u. Literatur (Heidelberg 1808-11), in cui codificò il concetto di «arte romantica» (arte della nostalgia, anelito a Dio, al mistero dell'Università; unione di vita e morte, di sensualità e spiritualità) e cioè l'arte di Shakespeare e degli Spagnoli, e lo contrappose a quello di «arte classica» (arte del possesso e della gioia serena, armonica legislazione del mondo, partecipe dell'autonoma perfezione della natura). L'arte dei Greci, Romani, Francesi, Italiani; tale divisione aprì la via alle contese letterarie del primo '80. Dopo il 1818 fu all'Università di Bonn e, primo professore di sanscrito in Germania, introdusse, con la rivista Indische Bibliothek (1823-30) e con l'edizione e la pubblicazione di opere indiane, lo studio scientifico di questa letteratura. In Berichtigung einiger Missentungen (1827) espose la sua avversione al cattolicesimo. I suoi ultimi scritti, specialmente il Musenalmanach del Wendt (1832), sono satire violente contro antichicompagni romantici, Schiller, Goethe e il proprio fratello Friedrich. Mediocre la sua produzione poetica (Gedichte, 1800; Poetische Werke, 1811; il dramma Jon (1803), su modelli di Euripide). Spirito più imitatore che creatore, ma che sapeva penetrare nell'intimo di altri poeti, ha dato preziosi contributi critici e additato nuove vie nel campo dell'estetica. Troppo lontano però ha spinto l'opposizione contro il sec. XVIII, perdendo di vista la natura per aderire al concetto fichtiano dell'opera d'arte quale esclusiva emanazione dell'Io soggettivo.

Batt.: ed.: l'unica intera è quella vecchia di Ed. Böcking (12 voll., Lipsia 1846-47). Studi: O. Wassermeier, Die Kunstlehre A. W. S.'s und ihr Verhältnis zu Kants und Schillers Aesthetik, 1812; Comtesse J. de Pange, A. G. S. et Mme de Staël d'après des documents inédits, Parigi 1938; B. V. BRENTANO, FRANZ, A. W. S., Stoccarda 1943. Alba Cori