SCHÜGL, NIVARD

SCHÜGL, NIVARD. - Al secolo Johannes; csegeta di grandi doti e di grandi difetti, n. il 4 giugno 1864 in Gaaden (presso Mödling, bassa Austria), m. a Vienna nel 1939. Entrato nell'Ordine cistercense nel 1884, professore di Vecchio Testamento a Heiligenkreuz dal 1896, all'Università di Vienna dal 1908, fu trasferito alla Facoltà filosofica nel 1922-23.

L'antico Sängerknab (ragazzo corista) di Heiligenkreuz (dal 1876, a 12 anni), poeta anch'egli (Das Waldtalkloster, Paderborn 1897), ebbe spiccata preferenza per i passi poetici della Bibbia e il loro metro. Tradusse opere nel suo bello ed espressivo tedesco (ad es., Geist des Hl. Bernard, ivi 1898). Alla metrica ebraica dedicò parecchi studi, il migliore dei quali è il primo (De re metrica Hebraeorum veterum, Vienna 1899). Difese l'opinione del suo collega di Vienna Hubert Grimme, che ammetteva un ritmo non solo dei pensieri (parallelismo), ma anche delle parole. Tra i diversi sistemi da lui passati in rassegna, propone una sentenza conciliante basata principalmente sugli accenti, ma in seconda linea tenne conto delle quantità delle sillabe. Sulle orme di tale sistema, con idee di critica letteraria spesso troppo conservative e spesso troppo audaci, si mise a ricostruire i testi originali della Bibbia, ad es., 29, 12-49, 16 del Siracide ebraico appena ritrovati nella génizah del Cairo (Vienna 1901), il Cantico dei Cantici (ivi 1902), i Salmi (Graz 1911; ebr. e tedesco). Secondo i suoi criteri erano anche composizioni ritmiche e metriche o addirittura poesia, nel testo originale, Sa-muele (Vienna 1904), Re e Paralipomeni (ivi 1911). Sostenne infine l'opinione che tutti i libri del Vecchio Testamento sarebbero stati scritti, nella loro forma originale, con ritmo e metro, e si accinse a preparare un tale versione per il popolo tedesco; videro la luce solo i Salmi e Isaia (ivi 1915), e Giobbe (ivi 1916). Applicò le sue teorie metriche perfino al Nuovo Testamento (in gran parte versione dall'ebraico, non aramatico, secondo S.), pubblicando Schriften des Neuen Bundes (ivi 1920), cui aggiunse Schriften des Alten Bundes (ivi 1922; 2 voll., il 2° senza imparti), in un tedesco eccellente e poetico, ma con arbitrarità incredibili quanto al testo e al vocabolario. Questi scritti furono respinti unanimamente dall'esegesi cattolica tedesca (fatto trascurato dal recensore in Revue biblique, 30 [1921], pp. 466-69). La versione integrale della Bibbia è stata messa all'Indice nel 1922 (AAS, 14 [1922], pp. 41, 349). Ma neanche quel colpo disarmò la sua operosità immensa, che si esplicò in articoli e recensioni in riviste ed enciclopedie e, specialmente, nella composizione di un commento di tutta la Bibbia, che consta di 20 grossi volumi manoscritti, secondo questi criteri: ricostruzione del testo secondo le sue teorie metriche, versione integrale latina e tedesca, note filologiche e di altro genere per il grande pubblico; l'opera, naturalmente, non fu data alla stampa. Inoltre tradusse qualche libro talmudico in tedesco (Vienna 1922), sempre secondo i suoi criteri personali.

Una valutazione giusta di S. e del suo operato è difficile. Era un esegge di tipo premodernista, formato al tempo in cui biblica (v.) con l'influsso salutare dei suoi decreti. Inoltre si formò prima che gli scavi sistematici avessero rivoluzionare le conoscenze sull'Oriente antico. È un prodotto tipico della sua generazione; molti di quelli che vi appartengono, nonostante che finissero con l'essere messi all'Indice, diedero tuttavia forti impulsi al rinnovamento dell'esegge cattolica. Fu un religioso esemplare; maestro dei novizi cistercensi dal 1890 al 1907, dedito più tardi alla cura pastorale degli studenti a Vienna, era pieno di carità verso il prossimo, pronto ad ogni sacrificio.

Bibl.: S. Grill, Universitätsproj. Dr. P. N. 7. S. 1864-1939. Eine kurze Würdigung, 2° ed., Heiligenkreuz 1949 (già prima in Cist. Chronik del 1940). Pietro Nober