SEGOR (ebr. Sō'ar; gr. Σῆγων), - Antica città della Palestina, a sud del Mar Morto (Gen. 13, 10; Deut. 34, 3), chiamata dapprima Bala (Bela': Gen. 14, 2-8).
Era la più piccola della Pentapoli (I.v.) ibid. 19, 20) e fu salvata dalla distruzione ad intercessione di Lot che ottenne di potervi riparare, Sodoma (v.) verso la montagna (ibid. 19, 21-25). Geremia (48, 34) ed Isaia (15, 5) descrivono S. in relazione alle altre città a sud dell'Arnion, situandola vicino al Mar Morto e ai piedi della Montagna di Moab.
Negli scrittori romani e bizantini è conosciuta con il nome di Zoora e Zogora e situata nel Gòr es-Sàfijeh sulla punta estremata del Mar Morto. Conquistata da Alessandro Ianneo, fu poi ceduta ai Nabatei (Fl. Giuseppe, Antig. Iud., XIII, 15, 4; XIV, 1, 4). I Romani vi posero una guarnigione militare; vi fiorì una comunità cristiana con vescovo, ed anche una colonia giudaica. La carta musiva di Madaba raffigura la città fortificata in mezzo a palmeti nelle vicinanze del Mar Morto; e più in alto nella montagna la chiesa dedicata al ricordo del rifugio del giusto Lot. Al tempo dei Crociati era denominata Paumiers, per l'abbondanza dei palmeti. Tra le varie identificazioni proposte per la Zoora romana e bizantina, oggi prevale il Sejh 'Isá sul Sejl el-Quráhi, dove esistono resti importanti di edifici cristiani. Nel Gòr es-Sàfijeh, sommerso dalle acque del Mar Morto, furono notati sepolcri del II millennio a. C.; ivi deve trovarsi seppellita l'antica città biblica di S.
