SEGRETERIA DELLE LETTERE LATINE

SEGRETERIA DELLE LETTERE LATINE.
È un ufficio della Curia romana, per se stante, collaterale alla Segreteria di Stato, alle dipendenze dirette del Sommo Pontefice.

L'origine della S. delle I. I. di S. Santità risale alla Segreteria apostolica, disciplinata da Inno-cenzo VIII con la cost. Non debet reprehensibile (31 dic. 1487). La necessità dei romani pontefici di corrispondere in una forma sempre più frequente, spedita e segreta con i dignitari del mondo cattolico fece sorgere, all'infuori della Cancelleria apostolica, la Segreteria apostolica accanto alla Camera apostolica.

Per questa corrispondenza è particolarmente atta la lingua latina, che, dopo il sorgere delle lingue moderne neolatine, è sempre rimasta viva, sia come lingua ufficiale della Chiesa, sia come patrimonio comune delle persone colte di ogni nazione fino ai tempi più recenti, appunto perché di sua natura universale, immutabile e perenne. Questa lingua inoltre è quanto mai ricca, concisa, armoniosa, flessibile a tutte le sfumature del pensiero, piena di dignità e maestà, nata, si direbbe, per scrivere alla gloria del Pontificato romano, che per divina disposizione ha avuto in sorte la sede del Romano Impero (cf. Pio XI, Lett. apost. Officiorum omnium, del 10 ag. 1922). Nel diritto attuale, alla S. delle I. I. spetta (can. 264), la redazione delle lettere (Epistolae) e degli altri documenti che le sono commessi dal S. Padre. Si compone del segretario delle lettere latine, che riveste la dignità di prelato domestico e fa parte della Famiglia pontificia (cf. Annuario Pontificio 1953, pp. 899, 903) di alcuni aiutanti di studio e scrittori; questi ultimi hanno l'incarico di copiare a mano in bel carattere ogni documento, che, sottoscritto dal S. Padre, prende anche il nome di autografo pontificio.

Durante la vacanza della Sede Apostolica, il S. Collegio, riunito in Congregazione generale prima del conclave, suole affidare al segretario delle lettere latine la preparazione dell'Oratio de Pontifice defuncto, che lo stesso segretario dovrà leggere il terzo giorno delle solenni esequie nella Basilica Vaticana.

Le lettere latine sono per lo più dirette a cardinali, a patriarchi, arcivescovi e vescovi, a superiori generali di Ordini, congregazioni o altri istituti religiosi, a rettori di università cattoliche e ad altre persone, ecclesiastiche o laiche, ragguardevoli per autorità o dottrina, come i presidenti di congressi cattolici nazionali.

Quanto al contenuto, si può dire in generale che esse sono inviate in occasione di qualche solennità di speciale importanza, come centenari, congressi eucaristici internazionali o nazionali con intervento di un legato pontificio, di giubilei episcopali o sacerdotali di Ordinari, ecc. Contengono quindi per lo più espressioni di congratulazione, benevolenza, esortazione del Padre comune dei fedeli e non di rado anche preziosi insegnamenti e istruzioni del Dottore e Maestro supremo della Chiesa.

Bibl.: J. B. De Luca, Relatio Curiae Romanae, Colonia 1883, dic. 7, n. 6; A. van Hove, De rescriptis, Malines-Roma 1936; Wermz-Vidal, II, n. 507; A. van Hove, Prolegomena, 2a ed., Malines-Roma 1945, p. 72.