SEGRETERIA DI STATO

SEGRETERIA DI STATO. - È uno degli uffici della Curia romana, attraverso il quale la S. Sede tratta tutte le questioni di politica ecclesiastica.

I. Cenni storici

La più lontana origine di questo ufficio può ravvisarsi in quella Camera secreta istituita da Martino V (1417-31) con il compito di attendere alla corrispondenza diplomatica della Sede Apostolica, del cui disbrigo si occuparono, nei primi tempi, i più illustri umanisti, dal Bracciolini al Vegio, dal Traversari al Fielfo ed al Valla, che in essa vennero largamente impiegati in quanto, come ben afferma il Pastor (I, p. 237), a pote-

vano adoperarsi a tutto, a comporre vuoi
bolle e brevi, vuoi documenti meramente
politici, a dare il benvenuto ad ambasciatori
e principi, a tenere discorsi funebri e per
feste».

Indeterminati inizialmente nel numero,
questi segretari papali furono in seguito sta-
biliti a sei (secretarii numerarii) da Callisto
III, con la cost. Decet Romanum Pontificem
del 7 maggio 1456 (ed. in W. V. Hofmann,
Forschungen zur Geschichte der kuralen Be-
horden, II, Roma 1914, pp. 20-21), quindi
portati a ventiquattro da Innocenzo VIII,
con la cost. Non debet reprehensibile del
31 dic. 1487 (Bull. Rom., V, Torino 1860,
pp. 330-39). «pro faciliari, celeriori, dili-
gentiori, ac magis accurata expeditione bre-
vium et litterarum apostolicarum», ve-
nendo a formare il Collegio dei segretari
apostolici. Contemporaneamente tuttavia il
Pontifice aveva riservato per sé e per i suoi
successori la scelta di un secretarius dome-
sticus in Palatio assidue residens, al quale
venne affidata la trattazione di tutti gli
affari segreti che gli sarebbero stati com-
messi dal Papa, sicché questi divenne in
breve persona di fiducia dei pontefici ed
unico intermediario delle direttive politiche della S. Sede;
ma da tale importante posizione venne nondimeno ben pre-
sto a decadere, allorché la fiducia dei papi, una volta affer-
matasi la carica di «cardinal nipote», come conseguenza
del nepotismo, insinuatosi nella Corte pontificia fin dai
tempi di Sisto IV (1471-84), si andrà fatalmente a riversare
sui propri congiunti. Accentratasi ormai nelle mani di costui
la trattazione dei più importanti affari sia della Chiesa che
dello Stato, il segretario domestico si perse nell'ombra
del cardinal nipote o padrone, del quale divenne un sem-
plice ausiliario fino alla sua soppressione, decretata da
Sisto V con il breve Romani Pontificis providentia del
19 apr. 1586 (Bull. Rom., VIII, Torino 1863, pp. 685-90).

Frattanto per l'accresciuta mole degli affari, deter-
minata dall'espansione sempre più vasta delle relazioni
politico-diplomatiche della S. Sede con gli Stati europei,
si vedrà sorgere, sotto il pontificato di Leone X (1513-
1521), un nuovo segretario, detto «intimo» o «mag-
giore», al quale fu riservata la redazione in volgare della
corrispondenza pontificia, alle dipendenze sempre del
cardinal nipote, come il segretario domestico, cui non
rimase che la redazione dei documenti in latino. È proprio
in questo segretario intimo, incaricato anche della for-
mazione del cardinal nipote, che si può scorgere in em-
briane la figura del futuro «segretario di Stato», titolo
che peraltro appare per la prima volta ai tempi di Paolo V
(1605-21), a quegli attribuiti; così, infatti, vennero chia-
mati Porfirio Feliciani, Francesco Magalotti, Lorenzo
Azzolini ed altri ancora, dati tutti dai pontefici come
istruttori ai loro nipoti.

La necessità dapprima di avere come capo della
S. un cardinale, secondo l'uso iniziato con Innocenzo X,
(1644-55) e la soppressione poi del Collegio dei segretari
apostolici, operata da Innocenzo XI con la cost. Romanus
Pontifex del 19 apr. 1678 (Bull. Romanum, XIX, To-
rino 1870, pp. 88-95), furono comunque il primo avvio
alla organizzazione della S. di S. nella sua forma moderna,
per cui, quando infine con Innocenzo XII resterà una
volta per sempre soppresso il nepotismo (cost. Romanum
decret Pontificem del 22 giugno 1692, in Bull. Rom., XX,
Torino 1870, pp. 440-46), venendo così a cessare il mono-
polo del governo da parte dei familiari del Papa, la tra-
sformazione potrà dirsi compiuta e la S. di S., intesa
nel senso odierno della parola, diverrà una realtà di fatto,
di guisa che nel cardinale preposto, distinto ormai con
il titolo ufficiale di segretario di Stato, verrà ad accentrarsi
la direzione di tutti gli affari di politica, tanto interna
che estera, della S. Sede.

Un nuovo aspetto assunse la S. di S. sotto Gre-
gorio XVI, il quale istituì, con un chirografio del 20 febbr.
1833, un secondo segretario di Stato, detto «per gli

SEGRETERIA DI STATO

Sede: S. Sede.

S. Sede.

S. Sede.

S. Sede.

S. Sede.

S. Sede.

S. Sede.

Article illustration
(1st. Exc. Cast.)

S. Sede.

S. Sede.

S. Sede.

S. Sede.

S. Sede.

S. Sede.

SEGRETERIA DI STATO - Inizio del chirografo del 20 febbr. 1833 con cui Gregorio XVI costituisce il secondo segretario di Stato per gli affari di Stato interni - Biblioteca Vallicelliana, coll. card. Falzacappa, vol. 29, p. 322.

11. COMPETENZA

L'organizzazione attuale della S. di S., che ha la sua sede nel Palazzo apostolico, trova il proprio fondamento nel can. 263 del CIC, che ha confermato la triplice divisione dell'ufficio stabilita dal b. Pio X, nonché i compiti assegnati a ciascuna delle tre sezioni. Di esse la prima si occupa essenzialmente degli affari straordinari con l'incarico di istruire le pratiche di competenza della S. Congregazione degli Affari ecclesiastici straordinari, a norma del can. 255 (v. CONGREGAZIONI ROMANE, SACRE, X. S. C. degli Affari ecc. straord), la seconda attende agli affari ordinari, sbrigando la corrispondenza con i vari nunzi e quella di diversa natura e provvedendo, tra l'altro, alla spedizione delle nomine sia di Curia che di Corte ed al conferimento delle dignità ecclesiastiche e degli ordini equestri pontifici; la terza, che fino alla riforma Piana aveva costituito un organismo indipendente con a capo un proprio cardinale (l'ultimo dei quali fu Luigi Macchi), provvede infine alla redazione ed alla spedizione dei brevi apostolici (v. CANCELLERIA DEI BREVI APOSTOLICI).

Nella sua qualità di massimo esponente dell'attività politica della S. Sede e di primo ministro del Romano Pontefice, presiede l'ufficio il cardinale segretario di Stato, il quale è anche prefetto della Congregazione per gli Affari ecclesiastici straordinari per l'intima consenso delle attribuzioni dei due dicasteri. È cardinale palatino. Dirigono rispettivamente le tre sezioni di cui sopra il segretario per gli affari straordinari, coadiuvato da uno più sottosegretari, il sostituto per gli affari ordinari, che è anche segretario della cifra, ed il cancelliere dei brevi apostolici, coadiuvati nella esplicazione delle loro funzioni da un certo numero di ufficiali minori (minutanti, archivi, addetti, scrittori, ecc.).

Presta la propria opera nelle varie sezioni della S. di S. un numero imprecisato di funzionari diplomatici, che formano un ruolo a sé, staccato dal resto del corpo impiegato, non addetto a missioni diplomatiche. Questi funzionari, che possono in qualsiasi momento essere avviati a sedi di rappresentanza, prestano servizio nella S. di S., conservando il proprio grado di nunzi, consiglieri, uditori (1° e 2° classe), segretari (1° e 2° classe), addetti. Una specie di direttore del personale è nella S. di S. il capo del protocollo.

I diplomatici vengono ora ordinariamente preparati alla loro missione nella Pont. Accademia ecclesiastica (già Pont. Accademia dei nobili ecclesiastici, fondata da Clemente XI nel 1701 con statuti propri, riformati da Pio VI nel 1775, da Leone XII nel 1829, e da Leone XIII nel 1879), di cui è protettore il cardinale segretario di Stato pro tempore (cf. Pio XI, Chirografo al card. E. Pacelli, 8 sett. 1937; AAS, 29 [1937], p. 382).

Un ufficio collaterale alla S. di S., ma per se stante, Segreteria delle lettere latine (v.).

BIBL.: R. Ancel, La Segretariere pontif. sous Paul IV, in Rev. des quest. hist., 79 (1906), pp. 408-70; P. Richard, Origines et développement de la Segretariere d'Etat apostolique, in Rev. d'hist. ecc., 11 (1910), pp. 56-72, 505-29; 728-54; Wernz-Vidal, 11, 507; A. Serafini, Le origini della pontif. S. di S. e la «Sapienti consilio» del b. Pio X, in Apollinaris, 25 (1952), pp. 165-239.

Nicolò Del Re