SOSTITUTO. - Il s. (substitutus, subrogatus, vicarius) è colui che tiene le veci di altri.
Negli uffici della Curia romana si hanno officiali così qualificati con incarico stabile in sottordine ai maggiori prelati che stanno a capo dei diversi dicasteri. Nel passato essi erano in numero maggiore con più alti od inferiori incarichi; oggi oltre il s. della Segreteria di Stato per gli affari ordinari, che è anche segretario della Cifra, nella Curia si hanno i s. dell'assessore della S. Congreg. Concistoriale, dell'assessore della S. Congreg. per la Chiesa orientale, del segretario della S. Congreg. dei Riti. La Suprema S. Congreg. del S. Ufficio tra i suoi officiali ha sei s. notari. La S. Penitenzieria Apostolica ha un s. nella sua sezione tribunale ed un altro s. tra gli officiali della sua sezione indulgenze. Il tribunale della S. Romana Rota ha un s. del difensore del vincolo ed infine la Rev. da Camera Apostolica ha due notari di Camera, di cui uno è s. dell'altro nella carica di segretario e cancelliere.
SOTERE, santa, vergine e martire. - Martirizzata probabilmente nella persecuzione diocleziana, fu sepolta in un'area sopratrera sulla Via Appia.
Fu antenata paterna di s. Ambrogio, che ne tesse l'elogio nel 377 nel trattato De virginibus dedicato a sua sorella Marcellina, esaltandone l'intrepida fortezza tra i tormenti (III, 7: PL 16, 244), e nell'Exhortatio virginitatis in cui mette in rilievo l'illustre prosapia della Santa vergine di rara bellezza (« decora facie valde et nobilis virgo maiorum prosapia, consulutus et praefectura parentum sacra posthabuit fide », cap. 12: PL 16, 376). Di un fornaio di nome Vitale si ricorda che egli fu sepolto il 10 febbr. dell'a. 401, cioè nel « natale domnes Sitiretis » (G. B. De Rossi, Inscriptiones christianae, I, Roma 1857-61, p. 212, n. 495).
Il Martirologio geronimiano all'« octavo id. feb. » cioè al 6 febbr. indica « Romæ via Appia in cimiterio eiusdem Sotiritis virginis »; detto natale viene ricordato anche al « IV id. feb. » (10) e al « III id. feb. » (11), come nell'iscrizione di un tale « Bitalis pistor » deposto nell'a. 401

(per cortesia del prof. E. Josi)
G. B. De Rossi ritenne di poter identificare il cimitero di S. S. nell'area adiacente alla tricora orientale posta sul cimitero di Callisto. Ma nel 1901 J. Wilpert, nel suo studio topografico sui cimiteri dell'Appia e dell'Ardeatina, sulla guida degli itinerari del sec. VII, dimostrò che il sepolcro di S. S. non doveva ricercarsi nell'area del cimitero di Callisto, ma a nord di esso, in un luogo sempre sull'Appia più prossimo alla città, prima del sepolcro del papa Cornelio. Nel 1905 J. Wittig, in base alle conclusioni di J. Wilpert, propose di riconoscere il cimitero di S. a sinistra dell'Appia incontro a S. Cornelio. Non ha alcun fondamento il tentativo di J. Wilpert di identificare il sarcofago in cui sarebbe stata deposta la Martire in uno frammentario rinvenuto nell'area del cimitero di Callisto nel cui coperchio è un'apertura rettangolare e un'aquila che stringe nel becco una corona al disopra di un'orante (Sarcofagi, II, tav. 159, 2).