STOCCO E BERRETTONE

STOCCO e BERRETTONE. - Lo s. è una specie di spada, riccamente ornata d'oro sull'elsa, con fodero e cintura, che i romani pontefici usavano inviare a sovrani, principi ed illustri generali, che si fossero distinti nella difesa della religione e della Chiesa, sia in segno di gratitudine per le loro vittorie contro eretici ed infedeli, sia come incitamento a proteggerle ancora e sempre. Insieme allo s. V. niva consegnato al destinatario anche il cosiddetto b. (pileum), un copricapo di velluto cremisi, guar-nito di ermellino e ricamato in oro, su cui spiccava una bianca colomba, formata di perle, simbolo dello Spirito Santo.

L'uso di tale dono è antichissimo, benché non se ne possa stabilire con precisione l'epoca dell'istituzione; pare tuttavia che esso sia stato ispirato ai pontefici di un passo del II Mach. 15, ove si legge che Giuda Macabeo, poco prima di ingaggiar battaglia con Nicanore, generale di Antioco, re di Siria, vide in visione il sacer-dote Onia che pregava Dio per il suo popolo ed il profeta Geremia che gli porgeva una spada dorata, dicendogli: Ricevi questa santa spada che Dio ti manda, con la quale distruggerai i nemici del mio popolo d'Israele (ibid. 15, 16). È certo, comunque, che con esso si volle sostituire il consuetudine ancor più antica di inviare lo stendardo s. Pietro, ornato dell'immagine dell'Apostolo e delle chiavi pontificie.

S. e b. venivano benedetti con cerimonia solenne nella Basilica Vaticana il giorno di Natale, mentre il Papa celebrava la Messa; alcuni autori vollero attribuire l'istituzione di tale rito a Sisto IV (1471-84), per quanto erroneamente, poiché lo stesso Pontefice, che prescrisse la formola da pronunciarsi nell'atto della consegna del dono, dimostrò assai chiaramente, con le parole volentes approbata Patrum consuetudines observare, come ai suoi tempi fosse già praticato. Se il personaggio cui era destinato il dono trovava a Roma, questo veniva a lui consegnato direttamente dal Pontefice, che pronunciava la seguente formula: Accipe hunc gladium cum Dei benedicite tibi collatum, in quo per virtutem Spiritus Sancti resistere et eicere valeas omnes inimicos tuos et cunctos Sanctae Ecclesiae adversarios, adiuvante Domino Nostro Iesus Christo; altrimenti gli era fatto recapitare per mezzo di inviati speciali e con una lettera di accompagnamento, ove i pontefici solevano spiegare di volta in volta in modo tutt'affatto particolare il significato della spada, che doveva prendere a simbolo della giustizia e della prudenza, quali virtù oltremodo necessarie in tutti i reggenti di uomini. Tra i vari personaggi onorati del dono dello s. e del b. si ricordano Luigi XI, re di Francia, che lo ricevette da Pio II nel 1461, l'imperatore Federico III, il quale lo ebbe da Paolo II nel 1468, Giovanni III Sobieski, re di Polonia, al cui valore si dovette la vittoria cristiana sui Turchi e la liberazione di Vienna (1683) ed al quale fu inviato nel 1684 da Innocenzo XI che nella stessa circostanza volle offrire anche la Rosa d'oro (v.) alla regina Casimira.

BIBL.: F. A. Mondelli, Seconda decade di ecclesiast. dissertaz., parte 2, diss. VII: Se Innocenzo IV sia stato il primo che abbia e istituito a benedetta la Rosa d'oro, e qual sia dello s. d'oro l'oriente, Roma 1792.