SEGOVIA, DIOCESI di. - Diocesi e città della Spagna, suffraganea di Valladolid, situata quasi tutta nella omonima provincia civile, eccettuate poche parrocchie esistenti in quelle di Burgos e di Avila.
Ha una superficie di 6827 kmq., con una popolazione di 220.000 ab., tutti cattolici, distribuiti in 290 parrocchie, servite da 310 sacerdoti diocesani e 45 regolari, ha un seminario, 12 comunità religiose maschili e 35 femminili (Ann. Pont. 1952, p. 374).
Nonostante l'importanza della S. romana, attestata ancora oggi dal grandioso acquedotto di quel tempo, non ebbe una sede vescovile staccata da quella di Palenza fino al sec. VI, e anche allora in un modo poco canonico e grazie al primate toletano Montano, che la eresse provvisoriamente. Tuttavia i segoviesi ottennero che continuasse la serie dei propri vescovi fino al tempo della invasione saracena che procurò calamità ai fedeli e ai vescovi, dei quali si conoscono pochi nomi. Dopo la riconquista cristiana, la città e la diocesi furono restaurate dal re Alfonso I.
La Cattedrale, consacrata nel 1228 e poi distrutta nella seconda decade del sec. XVI, per le guerre dei comuneros, fu riedificata nel 1522 dal vescovo Federico de Portugal in stile gotico decadente, a croce latina, tre navate e transetto. L'architetto fu Juan Gil de Hontañón. Sul transetto si eleva una cupola alta m. 67, anche la torre campanaria è munita di cupole e raggiunge l'altezza di 110 m. L'annesso chiostro gotico (1463-70) è quello dell'antica Cattedrale ed è stato restaurato di recente. La sala capitolare è adorna di arazzi fiamminghi; il Museo diocesano è ricco di preziosa suppellettile liturgica, di manoscritti e di incunaboli.

(fot. Gudiol, Barcellona)
Giuseppe M. Pou y Marti
#### SEGRETARI DELLE SACRE CONGREGAZIONI: V. CONGREGAZIONI ROMANE, SACRE, SACRE.
SEGRETERIA DEI BREVI AI PRINCIPI. - È la prima Segreteria latina della Curia romana. Il suo nome deriva da uno dei compiti che sono ad essa affidati: da quello cioè di redigere in latino le lettere ai sovrani e capi di Stato, che lo stesso Sommo Pontefice firma con suo autografo (litterae in forma brevi ad Principes).
Oltre questi documenti, altri non meno solenni sono affidati a questa S. per la loro redazione a norma del can. 264 del CIC, e cioè le encicliche, le allocuzioni concistoriali, le omelie per le canonizzazioni dei santi, ed anche alcune costituzioni apostoliche, motupropri e lettere pontificie di maggiore importanza. Pertanto questo ufficio è al servizio diretto del Sovrano Pontefice nell'esplicazione del suo magistero universale, in quanto sotto la sua alta guida e dietro precisi ordini, che riceve di volta in volta, presta la sua opera nella compilazione latina dei più importanti documenti.
Capo dell'ufficio è il Segretario dei brevi ai principi, che, come tale, fa parte della nobile anticamera pontificia. Inoltre nei concistori pubblici, in cui vengono trattate le cause dei santi, risponde in latino a nome del S. Padre agli avvocati concistoriali, che hanno perorato le dette cause; nel sacro rito delle canonizzazioni preannunzia agli astanti, parlando sempre nella medesima lingua, la solenne proclamazione dei nuovi canonizzati, che sta per esser fatta dal Pontefice; qualora venga a morire un sovrano cattolico, legge l'elogio funebre del defunto nella solenne Cappella papale, che si suol tenere in questa circostanza; ed in caso di Sede vacante, prima che abbia inizio il conclave, pronunzia davanti al S. Collegio, adunato nella Cappella Sistina, l'oratio de eligendo Summo Pontefice.
L'origine storica di questo ufficio si fa risalire alla Segreteria Apostolica, che aveva l'incarico di redigere tutta la corrispondenza in lingua latina della Curia romana; essa fu poi disciplinata dalla costituzione di Innocenzo VIII del 31 dic. 1487, e comprendeva 24 segretari apostolici. In seguito diventò una segreteria a parte e completamente autonoma con la bolla Romanus Pontifex del 1º apr. 1678, quando fu soppresso il Collegio dei segretari apostolici.
Nella sua lunga storia la S. dei b. ai p. annovera latinisti di grande valore, come fra gli antichi il Bembo e fra i più recenti il Nocella, il Volpini, l'Angelini e il Galli.