SEMARANG, VICARIATO APOSTOLICO DI

SEMARANG, VICARIATO APOSTOLICO di. - Situato nella parte centrale dell'isola di Giava (Indonesia), comprende i distretti civili di Temangung, Megelang, Pati e Japara.

La superficie è di 21.296 kmq. con una popolazione di ca. 10.000.000 di ab., di cui 7.000.000 maometrani, 17.048 protestanti calvinisti, 2.900.000 pagani, 47.013 cattolici con 1872 catecumeni. La lingua ufficiale è l'indonesiana, che va sempre più propagandosi in tutto l'arcipelago, come vincolo di unione nazionale. La missione è affidata alla Compagnia di Gesù ed è governata da un vescovo gesuita giavanese - il primo del clero indigeno - che ricopre anche la carica di Ordinario castrense dell'esercito indonesiano. Essa fu eretta in vicariato apost. il 25 giugno 1940, per distacco dall'odierno vicariato apost. di Djakarta. In questa parte dell'isola di Giava il cattolicesimo ha avuto il maggior successo. Gli ostacoli ad un'opera metodica ed efficace di evangelizzazione non sono così gravi come nelle regioni occidentali dell'Isola. Durante l'ultima guerra e dopo, la missione ha subito rilevanti danni, ma lo zelo dei Gesuiti e dei missionari della S. Famiglia ha saputo riportare questa circoscrizione allo stato di prima, dando al movimento missionario un nuovo ritmo.

Nel 1950-51 il vicariato contava: 15 sacerdoti nazionali; 56 padri gesuiti; 9 missionari della S. Famiglia; 111 fratelli; 206 suore; 12 seminaristi maggiori e 104 minori; 36 catechisti; 957 maestri; 5 medici; 34 chiese e 41 cappelle; 5 ospedali; 9 farmacie; 8 orfanotrofi; 147 scuole elementari; 22 scuole medie; 5 scuole professionali; 7 scuole magistrali; 1 tipografia. Vi sono 23 stazioni primarie e 91 secondarie.

BIBL.: AAS, 33 (1941), pp. 65-67; Arch. della S. Congr. di Prop. Fide, Relax. con sommario, pos. prot. n. 1822/40; Relax. quinquennale, pos. prot. n. 4379/50; Prospectus status missionis 1950-51, pos. prot. n. 3439/50; MC, 1950, pp. 434-35.

ESMEI (ebr. Šim'ā «[il Signore] mi ha ascoltato»). - Nome di molte persone nella Bibbia. Il più noto è il beniaminita che sul DAVIDE (v.), mentre abbandonava Gerusalemme per sfuggire ad Absalom (II Sam. 16, 5-8). Perdonato in quel momento da David malgrado le richieste Abisai (v.), ed anche al ritorno (ibid. 16, 9-14; 19, 16-23), fu anni dopo messo a morte da Salomone, di cui aveva trasgredito gli ordini (I Reg. 2, 8 sgg. 36-46).

Tra gli altri S., alcuni sono dell'età di David: un suo fratello (II Sam. 21, 21), altrove detto Samma (I Sam. 16, 9; 17, 13); un partigiano di Salomone durante il tentativo di Adonia (I Reg. 1, 8); un levita tra i cantori di David (I Par. 25, 3). Vanno inoltre ricordati: un nipote di Levi (Ex. 6, 17 ecc.); un simonita celebre per la numerosa figliolanza (I Par. 4, 26 sgg.); un antenato di Gesù Cristo (Lc. 2, 26, gr. Σαμετν). Gino Bressan