Fu poi maestro dei novizi ed ebbe importanti incarichi a Malta, a Genova e a Parma. Priore del monastero di S. Scolastica nel 1891, divenne nel 1892 abate procuratore generale e consultore delle Congregazioni del S. Ufficio, di Propaganda Fide e dei Vescovi e Regolari. Eletto nel 1896 abate generale, condusse a termine lunghe e difficili pratiche per la rivendicazione dei diritti della chiesa cattedrale abbaziale di Subiaco e fece rifiorire la disciplina monastica. Leone XIII, nel 1900, lo volle arcivescovo di Spoleto. Inviato dal b. Pio X delegato apostolico nel Messico nel 1904, seppe rendersi conto degli interessi spirituali del paese meritandosi la stima dell'episcopato e dei fedeli, la considerazione delle autorità civili e dei rappresentanti esteri. Lo stesso Pontefice nel 1912 lo nominò arcivescovo titolare di Seleucia di Isauria e assessore della Congregazione del S. Ufficio; poi il 25 maggio 1914 lo creò cardinale.
Nel Conclave che seguì la morte di Pio X il suo nome fu fatto con insistenza tra i cardinali quale successore. Benedetto XV sino dal 1914 lo volle pro-prefetto della Congregazione di Propaganda Fide e alla morte del card. Gotti (1916) prefetto.