SERAPIONE, vescovo di THMUS, santo. - Nel Calendario siriaco è registrato il 19 marzo un S.; di là passò nel Martirologio geronimiano al 21 dello stesso mese; lo ricorda Eusebio (Hist. eccl., VI, 41, 8). Floro di Lione nel sec. IX, seguito poi da Adone, lo identificò con S. di Thmus. Il Martirologio romano dipende dagli interpolatori suddetti.
S., dapprima catechista ad Alessandria, probabilmente al Didascaleo, si ritirò nel deserto di Amun, divenne abate di una colonia di monaci e si legò in stretta amicizia con S. Antonio Abate e con S. Atanasio. Se la lettera di Atanasio in cui si parla di un S. si riferisce al nostro (PG 26, 1412 sq.), si deve pensare che S. fosse già vescovo di Thmus nel Basso Egitto prima del 339. Fu uomo colto e, verosimilmente, partecipò al Concilio di Sardica (343) come sostenitore dell'antico Atanasio e del Concilio di Nicea contro gli ariani; per la stessa ragione fu mandato alla Corte imperiale di Costanzo II (ca. 356); pare che morisse dopo il 362. Il titolo di «confessore» datogli da S. Girolamo (PL 23,699), pare l'abbia meritato con l'esilio, inflittogli dall'ariano Tolomeo, dopo il Concilio di Sardica.
Della produzione teologica di S. rimane molto poco. Conosciuto sotto il suo nome è un trattato contro i manichei (G. Bardy, La question des langues dans l'Eglise ancienne, Parigi 1948, p. 42), che però, come gli altri del tempo, non era che una raccolta di generiche notizie, esteriori alla seta (cf. H.-Ch. Puech, Le Manichéisme, son fondateur, sa doctrine, Parigi 1949, pp. 15-26); buoni sono però gli argomenti con cui combatte il principio dualistico e l'origine del male. La dottrina trinitaria di S. è delle più semplici. La consostanzialità tra il Padre e il Figlio è designata con il termine impreciso di «omoios» invece di «omousios»; anche la sua terminologia cristologica non è più precisa. Ciò non pregiudica la sua ortodossia, e rappresenta, piuttosto, il modo di esprimersi di un vescovo dominato più da preoccupazioni pastorali che polemiche. Di fatti, se fu inviato al Concilio di Sardica e se S. Atanasio credette di potergli indirizzare degli scritti
sullo Spirito Santo (PG 26, 520-676) e se fu, in un primo tempo, catechista ad Alessandria, sarebbe da concludere che fosse in grado di trattare problemi teologici con migliore rispetto alle esigenze della terminologia teologica. Anzi, secondo altri, s. Atanasio avrebbe avuto una stima così alta della scienza del suo amico da sottoporgli ad esame i suoi manoscritti.
Un Eucologo o raccolta di 30 preghiere va sotto il nome di S. ma non si può ancora stabilire criticamente se egli ne sia l'autore o un semplice compilatore: in detto Eucologo sembra si contengano preghiere di molto anteriori a S. La prima è un'anfora di particolare interesse teologico oltre che liturgico (P. Batiffol, Etudes d'histoire et de théologie positive, 3a serie: L'Eucharistie, 7a ed., Parigi 1920, pp. 311-34).