SERGIO di Radonesc, santo. - Al secolo Bartolomeo, uno dei grandi santi russi. N. fra il 1314-19 e m. nei dintorni di Radonesc il 25 sett. 1392.
Portato alla pietà fin dall'infanzia, ottenne a 20 anni il permesso di farsi monaco, ciò che attuò dopo la morte dei genitori. Non contento dello spirito dei contemporanei monasteri russi, S. insieme al fratello iniziò vita ermetica in una foresta vergine nei pressi di Radonesc e vi eresse con le proprie mani una cappella in onore della S.ma Trinità, fatto allora singolare in Russia. Poco dopo S. fu abbandonato da suo fratello, ma proseguì superando ogni pericolo di corpo e di anima. Ricevette nel 1337 la tonsura e il nome monastico. Presto la fama di santità attraversò discepoli attorno a S. Si formò una piccola comunità, nocciolo della celebre Laura della Trinità, di cui S. fu eletto superiore. Fu anche ordinato sacerdote. Continuò tuttavia a dedicarsi ai lavori manuali dando mirabili esempi di mansuetudine, povertà e fiducia nella Provvidenza, diventando l'incarnazione dell'ideale di perfezione per il popolo russo. S. introdusse la vita cenobitica allora scaduta dando un esempio che fu imitato da molti monasteri nella Russia e diventò meta di numerosi pellegrinaggi e una fiaccola della restaurazione della patria dopo la catastrofe dell'invasione mongola.
Egli fu, secondo Klüucevskij, il grande educatore nazionale del popolo russo. Ebbe un dono speciale per toccare i cuori e ristabilire la concordia fra i principi; seppe armonizzare una intensissima vita interiore con l'azione di portata nazionale; benedisse e incoraggiò il

polto in S. Pietro; la tomba non è conservata, però se ne conosce l'ep
con una costante penitenza e mortificazione la Passione del Redentore. Ebbe molti doni carismatici, tra cui la corona di spine e le stimmate. Morì sorridente dopo sette anni di martirio fisico congiunto a grandi pene mi-stiche, ripetendo « Sanctus, Sanctus, Sanctus ». Ne fu introdotta la causa di beatificazione nel 1741.