Nel 1905 arcivescovo di Finlandia, nel 1911 membro del S. Sinodo, nel 1917 arcivescovo di Vladimiro, nominato metropolita; poi, fino al 1924, metropolita di Nižnij-Novgorod. Dopo la morte del patriarca Tichon (8 apr. 1925), in die. succedette come vicario al posto dell'incarcerato metropolita Pietro (Poljanskij), luogeronente del patriarcato. Nel 1934 fu eletto metropolita di Mosca e Kolomna, e dopo la morte del metropolita Pietro (fine del 1936) divenne dal 19 genn. 1937 luogeronente del patriarcato. Nel 1943, il 4 sett., fu ricevuto, insieme ai metropoliti di Leningrado, Alessio, e di Kiev, Nicola, in udienza da Stalin; l'8 sett. fu eletto patriarca.
L'importanza di S. sta nel fatto che egli, uomo ancora del vecchio regime, ristabilì rapporti possibilmente normali con il governo sovietico, cercando anche di tenere sudditi i Russi all'estero. Celebre è l'enciclica del S. Sinodo ispirata da lui (16-29 luglio 1927), in cui si chiede fedeltà incondizionata al regime sovietico, e la sua stupefacente dichiarazione (marzo 1930), all'occasione di un'intervista, che in Russia non vi fosse persecuzione religiosa. Durante la guerra, dal 22 giugno 1941, pubblicò 23 lettere encicliche ed organizzò collette di danaro, tra l'altro per una colonna di carri armati, per aeroplani, ed anche per i feriti di guerra, vedove, orfani, ecc.
S. è anche noto come teologo e scrittore missionario. La sua opera principale teologica è La dottrina ortodossa sulla salvezza (1a ed., Serghiev Posad 1895); come nota il sottotitolo Saggio di spiegazione del lato morale-soggettivo della salvezza sul fondamento della S. Scrittura e delle opere dei s. Padri, tratta piuttosto del lato soggettivo della Redenzione, sottovalutandone il lato oggettivo, specie la soddisfazione vicaria di Cristo. Scrisse inoltre sulla salvezza e la fede secondo la dottrina «ortodossa» e quella cattolica e protestante (Mosca 1913). Il 7 sett. 1935 il patriarcato di Mosca (cioè praticamente il metropolita S.) condannò la dottrina dell'arciprete Sergio Bulgakov sulla Sofia o Divina Sapienza. Le sue vedute sul primato del papa appaiono in un suo articolo (nella rivista mensile del patriarcato di Mosca, febb. 1944) dal titolo: Ha Cristo un Vicario nella Chiesa?; vi dà una risposta negativa; ammette però che tutta la Chiesa universale terrestre potrebbe trovarsi un giorno ad avere un solo supremo dirigente (si sottintende: il patriarca di Mosca, la terza Roma).