SERGIO I, PATRIARCA DI COSTANTINOPOLI

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SERGIO I, patriarca di COSTANTINOPOLI. - Di origine siria, fu consacrato l'8 apr. 610, m. il 9 dic. 638. Mise a disposizione dell'imperatore Eraclio i tesori delle chiese per sussidiare la guerra contro i Persiani durante la quale governò quale reggente l'Impero. Silvò Costantinopoli dall'assedio posto dagli Avari e dai Persiani nel 626.

S. si fece promotore del monoenergismo, allo scopo di ricondurre all'unità i monofisiti giacobiti restii al Concilio di Calcedonia, ma cadde in una grave eresia, poiché ammise in Cristo una sola energia o attività. Verso il 621 guadagnò Eraclio alla sua dottrina e tutti e due la propagarono in Armenia, Mesopotamia, Siria e in Egitto dove nel 633 fu posto nella sede alessandrina Ciro, vescovo di Phasis, una delle prime conquiste di S. Fra gli oppositori di S. si segnalarono s. Sofronio patriarca di Gerusalemme e s. Massimo Confessore. S. scrisse (63) a papa Onorio una lettera poco sincera proponendo che nessuno parlasse più né di «monoenergismo» né di «diodenergismo». Onorio incautamente consentì mentre s. Sofronio pubblicava la sua lettera sinodale contro il monoenergismo. Un Editto imperiale del 634/35 confermò il divieto delle dispute. Ma dato l'insuccesso di questo decoro, Eraclio pubblicò nel 638 l'Echtesis, opera di S. e di Pirro, che parla di due nature ma di una sola volontà in Cristo. S. ebbe tempo ancora di convocare a Costantinopoli un Concilio che accettò l'Echtesis. Gli editti imperiali considerati come opera di S. furono condannati nel Concilio del Laterano (649) e dal VI Concilio ecumenico (680-81).