SERGIO I, PAPA, SANTO

SERGIO I, PAPA, santo. - Oriundo antiocheno, n. a Palermo da un certo Tiberio, m. a Roma l'8 sett. 701.

Durante il pontificato di Adeodato (672-76) venne a Roma dove si ascrisse tra il clero e nel 683 Leone II gli conferì il presbiterato incardinandolo al titolo di S. Susanna. Alla morte di Conone (687) fu eletto (15 dic.) al sommo pontificato dalla parte più sana degli elettori, contro i candidati delle due opposte fazioni: l'arcidiacono Pasquale e l'arciprete Teodoro, e, condotto al Laterano, fu intonizzato. Teodoro fece atto di sottomissione, ma Pasquale non volle rassegnarsi e con promesse e doni indusse l'esarca Giovanni Platyn a venire a Roma per sostenerne la causa. L'esarca riconobbe la regolarità dell'elezione di S., ma pretese, nonostante le proteste del Papa, le 100 libbre d'oro promessegli da Pasquale. Nel 689 S. ebbe la gioia di conferire il Battesimo al re dei Sassoni Ceadwalla e nel 690 autorizzava s. Willibrordo, che nel 695 egli stesso consacrava vescovo, ad evangelizzare la Frisia. Nel

699 con l'aiuto del re longobardo Cuniberto riuscì ad eliminare i residui dello scisma di Aquileia e confermò il patriarcato di Cormons per la giurisdizione longobarda. Per le chiese anglosassoni concesse il pallio a Bertwald arcivescovo di Canterbury. Nel 692 Giustiniano II aveva convocato un concilio, il Quinisesto, quasi complemento del V e VI Concilio ecumenico per la parte disciplinare, nel quale furono promulgati 102 canoni; l'Imperatore pretendeva che il suo Concilio avesse valore in tutta la Chiesa, ma incontrò un'energia opposizione in S.: parecchie decisioni infatti erano assolutamente contrarie alla tradizione romana. Gli atti del Concilio, in 6 copie, furono inviati a Roma perché S. li firmasse, ma il Papa non solo non lo fece, ma non volle neppure vedere l'esemplare destinatogli. Per rappresaglia Giustiniano fece arrestare e condurre a Costantinopoli il vescovo di Porto, Giovanni, ed il consiliarius Bonifacio. Poi ordinò al protospatario Zaccaria di catturare lo stesso S., ma le milizie di Ravenna e di Roma insorsero in difesa del Papa che dovette intervenire per calmare gli animi e salvare la vita a Zaccaria che ignominiosamente lasciò Roma.

Molteplice fu l'attività edilizia di S. diretta al restauro ed abbellimento di parecchie basiliche, e non meno importante quella liturgica: stabilì infatti che nella Messa si cantasse l'Agnus Dei dal clero e dal popolo insieme, e che nelle quattro festività della Vergine (Natività, Presentazione, Annunciazione, Assunzione) si facesse una processione dalla chiesa di S. Adriano alla basilica di S. Maria Maggiore. Fu sepolto in S. Pietro. Nel Martirologio romano è commemorato il giorno 9, dove per primo lo inserì Adone.

BIBL.: Lib. Pont., I, pp. 371-82; Hefele-Leclercq, III, pp. 560-81; Acta SS. Sept., III, Parigi 1868, pp. 425-45; Martyr. Romanum, p. 388; F. Görres, Justinian II. und das römische Papsttum, in Byzant. Zeitschr., 17 (1908), pp. 432-54; L. Duchesne, L'Eglise au VIe siècle, Parigi 1925, pp. 477-80; C. Diehl, Choses et gens de Byzance, ivi 1926, pp. 173-211; O. Bertolini, Roma di fronte a Bisanzio e ai Longobardi, Bologna [1941], pp. 398-409; Fliche-Martin-Frutaz, V, pp. 202-205; 424-27. Agostino Amoro
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“SERGIO I, PAPA, SANTO.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 244. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/sergio-i-papa-santo.