SERGIO II, PAPA

SERGIO II, PAPA. - Appartenente a nobile famiglia da cui era già uscito papa Stefano V, fu ordinato prete da Pasquale I (817-24). M. il 27 genn. 847.

Pare fosse già anziano e malato quando alla morte di Gregorio IV, che l'aveva fatto arciprete di S. Martino sull'Esquilino, fu eletto papa dal partito aristocratico, in concorrenza con un diacono Giovanni, non meglio qualificato, che fu espulso a forza dal Laterano, dove già si era insediato (genn. 844). Ad evitare sorprese, S. fu subito fatto consacrare dai suoi fautori, senza attendere la conferma imperiale della elezione come richiedeva il Constitutum Lotharii dell'824.

L'imperatore Lotario, tutt'altro che disposto a tollerare tale infrazione, mandò a Roma il figlio Ludovico, che già era stato delegato a governare l'Italia. Questi si mosse con un esercito, accompagnato da Drogone di Metz, come consigliere, dagli arcivescovi di Milano e di Ravenna, da una ventina di altri vescovi ed entrando nel territorio romano permise devastazioni e saccheggi come prova della collera imperiale. Accolto tuttavia in Roma con onore, Ludovico fece esaminare dai suoi vescovi le circostanze dell'elezione di S., che fu ratificata soltanto dopo che questi ebbe prestato il giuramento di fedeltà all'Imperatore, secondo la Costituzione dell'824. Riconosciuta così la legittimità del Pontefice, Ludovico si fece incoronare solennemente re il 15 giugno dell'844 e ottenne per Drogone di Metz il vicariato apostolico nei paesi franchi.

S. diede il vescovato di Albano al fratello Benedetto, uomo avido e senza scrupoli, e gli affidò il governo dello Stato. Ricorse ad ogni mezzo per procurare denaro per le grandi costruzioni che faceva spogliando chiese, monastri e privati, e si disse che arrivò anche a concessioni simoniche di dignità ecclesiastiche. L'incursione saracena che si abbatte nell'ag. dell'846 su Roma e sulle basiliche di S. Pietro e S. Paolo, malgrado i tentativi di resistenza dei Romani, viene presentata dalla storiografia contemporanea come meritato castigo di tante colpe. Morì senza rimpianti.

13. - ENCICLOPEDIA CATTOLICA. - XI.
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(a) GA. B. Ladner, I Ritratti dei Papi nell'antichità e nel Medioevo, Città del Vaticano 1911. S. XXV, c. 1.