SERGIO III, PAPA

SERGIO III, PAPA. - Denaro con la effigie di S. III.
SERGIO III, PAPA. - Denaro con la effigie di S. III.
BIBL.: Ann. Bertiniani, ed. G. Waitz, in MGH, Script. in usum scholarium, V, Hannover 1883, pp. 30, 35; Lib. Pont., II, pp. 86-105; Pseudo-Liutprando, De vitis Pontif. Roman., P. L. 129, 1246; Duchesne, Les premiers temps de l'état pontifical, 3a ed., Parigi 1911, pp. 200-16; Fliche-Martin-Frutaz, VI, pp. 282-88. Gina Fasoli

SERGIO III, PAPA. - Romano d'origine, m. il 15 apr. 911. Ordinato suddiacono da Marino I (882-84), diacono da Stefano V (885-91), vescovo di Cere e per vim, assicura S., da Formoso (ca. 893); dopo il Concilio del Cadavere dell'897, cui prese parte attiva, si fece riordinare sacerdote da Stefano VI, perché aspirava al papato.

Alla morte di Teodoro II (dic. 897) fu Giovanni IX (v.). che riuscì a farsi consacrare per primo. Sposessato e condannato nel Concilio Romano dell'898 (can. 8: Mansi XVIII, 226), aspettò in esilio la rivincita: nel genn. 904 con l'appoggio, a quanto sembra, di Alberico di Spoleto e dei suoi amici romani rovesciò l'antipapa Cristoforo e, considerando valida la sua prima elezione (stimò sempre Giovanni IX e i suoi successori degli intrusi) si fece consacrare il 29 genn. Probabilmente era ancora vivo l'autentico papa Leone V, incarcerato dall'antipapa Cristoforo, onde gli inizi del suo pontificato, per non parlare della sua elezione, non sarebbe legittimo; ma fu poi giudicato quale vero papa. Uno dei suoi primi atti fu di abrogare le decisioni prese dai Concili di Roma e di Ravenna dell'898 che riabilitavano Formoso e le sue ordinazioni e proclamò nuovamente nelle, anche per giustificare il suo passaggio dalla sede di Cere a quella di Roma, tali ordinazioni; la decisione fu tradotta in pratica con una severità mai sino allora vista: vescovi, sacerdoti, diaconi ordinati da Formoso dovettero o farsi riordinare o abbandonare il loro posto e perfino fu proibito di chiamare sacerdote il predetto Papa (cf. Jaffé-Wattenbach, n. 3534). Il suo atto suscitò scandali e proteste in Roma e fuori, ma nell'Urbe tutto fu fatto tacitare con la forza. Del grave disagio verificatosi nella Chiesa si hanno testimonianze dell'epoca, certo appassionate ma nell'insieme attendibili, nelle opere dei sacerdoti formosiani Ausilio e Vulgario (cf. E. Dümmler, Auxilius in Romam, composta tra il 914 e 928 (PL 129, 823-38) e nelle opere di Liutprando di Cremona (Antapodosis, I. 29-31; II, 48; III, 43; ed. J. Becker, Hannover 1915, pp. 23, 58-59, 96). Nel 906 l'imperatore Leone ricorse a S. contro il patriarca Nicola per la questione delle sue quarte nozze; i suoi legati gli concessero quanto richiedeva. Continuò i lavori di riedificazione della Basilica Lateranense, crollata al tempo di Stefano VI, lavoro già iniziato da Giovanni IX. Come già Adriano I, fece riprodurre il suo ritratto sulle monete romane (cf. G. Ladner, I ritratti dei papi nell'antichità e nel Medioevo, I, Città del Vaticano 1941, pp. 111, 159-61). Ebbe stretti rapporti di amicizia con il vestararius Teofilatto e sua moglie Teodora. In quanto alla relazione di S. con la loro figlia Marozia e alla sua conseguente paternità di Giovanni XI, il Fedele credette di poternelegazione, ma il Duchesne, sul fondamento dei cataloghi pontifici inseriti nel Liber Pont., ne sostenne con buone prove la realtà. S. fu se-

SERGIO III - SERIO ROSA MARIA

principie Dimitrij nella guerra contro i Tatari e apprendendo per rivelazione la sua vittoria in luoghi lontani fece cantare ai suoi monaci un Te Deum. Il nome di S. va collegato a questa vittoria e figura come protettore della patria. Mentre S. era ancora in vita, dalla Laura della Trinità derivarono ben altri 25 monasteri, numero che dovrebbe essere triplicato per misurare quello dei conventi eretti per iniziativa del Santo. Egli fu canonizzato nel 1452 e il suo culto è stato riconosciuto dalla Chiesa cattolica con l'inserzione del suo nome nell'Epistolario slavo del 1942. Festa il 25 sett.

BIBL.: Epifanio il Savio, Vita di S. di R. (in russo), Pietroburgo 1855; E. Golubinskij, S. de R. e la sua Laura (in russo), T. Possad 1892; N. Zernof, S. S. Builder of Russia, Londra (s. d.); D. Barsotti, Cristianesimo russo, Firenze 1948, V. indice.