SESAC (EBR. ŠĪŠAQ, SETTANTA ΣΟΝΟΑΧΊΑ)

SESAC (ebr. Šīšaq, Settanta Σονοαχία). - Faraone d'Egitto (Šešonq I), fondatore della XXII dinastia (934-913 a. C.), di cui portò la capitale a Bubasti nel Delta, anziché a Tanis.

Stabili a Tebe come gran sacerdote un nipote, e ivi costrui, davanti alla sala apostila del tempio di Ammone di Karnak, un gran cortile a portici, con un largo ornato di bassorilievi e un'iscrizione in cui ricorda le sue imprese di guerra, ed enumera, fra l'altro, con città del Regno di Giuda e 50 del Regno di Israele da lui conquistate. Vi è qui una allusione alla sua campagna contro Roboam re di Giuda, nel 5ᵃ anno di regno di questo sovrano, ricordata in I Reg. 14, 25-26 e II Par. 12, 2-9.

Avendo Salomone perseguitato Ieroboam, questi si rifugiò presso S. e vi rimase fino alla morte di Salomone (I Reg. 11, 40), sicché si fece l'ipotesi che Ieroboam stesso fosse l'istigatore di S. ad invadere la Palestina; ma il Faraone, dopo aver invaso il Regno di Giuda, saccheggiò anche notevole parte del Regno di Israele, sul quale nel frattempo era salito come primo re dissidente Ieroboam stesso. Nulla vieta di credere che S., nell'intento di eseguire rappresaglie contro quelli che erano stati amici della XXI dinastia precedente (Salomone era imparentato con il re della XXI dinastia rovesciata da S.), avesse incoraggiato i torbidi sorti alla morte di Salomone, che condussero alla divisione della Palestina in due regni, fra loro ostili, e poi avesse voluto, per accrescere il suo prestigio e per fare largo bottino, assalire Roboamo successore di Salomone. L'incursione di S. in Palestina accompagnato, come dice II Par. 12, 3, da 1200 carri da guerra e da 60.000 cavalieri, oltre che da una turba di Lidi, di Sukhijilm (Volg. « Troglodytae » e di Etiopi, lo condusse al saccheggio di Gerusalemme, donde asportò i tesori del Tempio e della reggia, e in particolare gli scudi d'oro fatti fare da Salomone per la « casa della foresta del Libano »).

BIBL.: V. M. Müller, Eine neue Inschrift zu den usiat. Zügen des Pharao Schischag, in Or. Lit. Zeitung, 4 (1901), col. 280 seg.;

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SESSA AURUNCA, DIOCESI di - Pergamo e candelabro pasquale, opera di Maestro Pellegrino (1ª metà del sec. XIII) - Sessa Aurunca, Duomo.
(da E. Bertaux, L'art dans l'Italie méridionale, V, Parigi 1961, fav. 88)
J. H. Breasted, Ancient records of Egypt, IV, Chicago 1927, p. 348 sgg.; G. Ricciotti, Stor. d'Israele, I, 4ª ed., Torino 1947, pp. 43, 83, 95, 177, 376-77; P. Gilbert, Esquisse d'une hist. de l'Egypte ancienne et de sa culture, Bruxelles 1949, p. 78.

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“SESAC (EBR. ŠĪŠAQ, SETTANTA ΣΟΝΟΑΧΊΑ).” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 267. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/sesac-ebr-sisaq-settanta-sonoakhia.